Italia al Lavoro

Voucher: nella nuova proposta contratti trasparenti e tracciabili

di Giampaolo Galli, 27 Mag 2017

I voucher sono diventati il terreno di battaglia di strumentalizzazioni politiche evidenti.

L’emendamento del PD alla cosiddetta manovrina non ha nulla in comune con i vecchi voucher che la CGIL voleva abolire e che il governo ha abrogato con un apposito decreto.

La proposta serve a riempire un vuoto normativo, segnalato anche dalla Corte Costituzionale, e a evitare che le persone perdano occasioni di lavoro saltuario oppure finiscano per coglierle ma in nero e dunque senza alcuna tutela.

La proposta definisce una forma contrattuale interamente tracciabile e capace di far emergere i lavori di natura davvero occasionale, con molti limiti e controlli. Si prevede quindi un vero e proprio contratto, molto diverso dal voucher che si comprava in tabaccheria; un contratto che si stipula su una piattaforma informatica dell’Inps e che non consente il pagamento in contanti.

Trasparenza e tracciabilità

Vi è dunque piena trasparenza e piena tracciabilità; quasi un manifesto contro il lavoro nero, come ha rivendicato con orgoglio l’on. Titti Di Salvo nel corso della discussione in commissione. Il rischio di abusi sembra davvero scongiurato anche dai molti vincoli che sono stati proposti, quali un compenso massimo di 5mila euro all’anno sia per ogni lavoratore con tutti i possibili committenti sia per ogni datore di lavoro con tutti i possibili lavoratori.

Vi è addirittura un limite di 2.500 euro all’anno per ciascuna prestazione, il che significa che un datore di lavoro non può corrispondere più di questa cifra ad un singolo lavoratore.

Differenze tra non imprenditori e imprese

Per le attività svolte a favore di committenti non imprenditori, vi è una elencazione tassativa che comprende i piccoli lavori domestici, le ripetizioni e l’assistenza domiciliari ai bambini e alle persone anziane, malate o con invalidità. Per quello che riguarda le imprese, il lavoro occasionale è vietato al di sopra dei cinque dipendenti, nel settore agricolo, con limitate eccezioni, in edilizia e negli appalti.

Il meccanismo di pagamento, tramite la piattaforma informatica dell’Inps, rende pressoché impossibile ogni forma di evasione degli obblighi contributivi a carico del committente.

Un’altra caratteristica che distingue questa tipologia contrattuale dal voucher è la previsione del diritto del lavoratore al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, come previsto per i lavoratori dipendenti.

Non si capisce dunque che bisogno ci sia di drammatizzare una questione che è avviata a soluzione entro binari e vincoli molto stretti.

O meglio si capisce che qualcuno ha interesse ad alzare la posta nei confronti del governo, minacciando addirittura di uscire dalla maggioranza. E si capisce che la speranza di costoro è che si possa alla fine attribuire la responsabilità delle tensioni al partito democratico, che calpesterebbe le intenzioni dei proponenti il referendum.

Si può concordare o no con le tali intenzioni, ma se si guarda alla sostanza della questione non si può dubitare che l’iniziativa della maggioranza è pienamente rispettosa del messaggio referendario.

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