News

Tutti i pericoli del web e come evitarli

di Stefano Di Piazza, 8 Giu 2017

Martedì 6 giugno a Montecitorio il Garante della privacy Antonello Soro ha presentato la relazione sull’attività del 2016 alla presenza dei rappresentanti del Governo e del Parlamento, del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente della Camera, Laura Boldrini. Soro ha ricordato l’importanza della legge sulla tutela dei dati personali, entrata in vigore l’8 maggio del 1997, “le sue molteplici potenzialità, la sua capacità di difenderci da sempre nuove discriminazioni, di garantire la libera costruzione della personalità, la sovranità su di sé, sulla propria immagine e sul proprio corpo”.

I monopolisti del web

Soro ha invitato a fare attenzione ai tanti “grandi fratelli” che governano la rete. “Un numero esiguo di aziende, i monopolisti del web, possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco” e dispone “di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone – tendenzialmente l’umanità intera – potrà subire condizionamenti decisivi”. Gli “Over the Top”, come li ha definiti Soro, “sempre più spesso intervengono, in un regime prossimo all’autodichia, per comporre istanze di rilevanza primaria, quali informazione e diritto all’oblio, libertà di espressione, dignità e tutela dalle discriminazioni, veridicità delle notizie diffuse”. Il presidente dell’Autorità per la privacy ha parlato del rischio che l’identità personale si riduca a “un profilo di consumatore, elettore, comunque utente che un algoritmo attribuisce a ciascuno, finendo per annullare l’unicità della persona”.

Violenza e pedopornografia

Soro ha parlato anche dei modi in cui si esprime la violenza nel web. “Dalla violenza verbale da parte di chi, in rete, supera ogni freno inibitorio erroneamente confidando nell’anonimato fino all’estremo dell’esibizione online di atti omicidi, da parte dei loro stessi autori, in un crescendo di lucidissima follia”.

La tutela dei minori sul web resta prioritaria nell’attività di prevenzione e controllo in rete da parte dell’Autorità garante della privacy. Nella relazione si legge che “la pedopornografia in rete e particolarmente nel dark web è in crescita vertiginosa”. Nel 2016 sono state censite due milioni le immagini, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. “Fonte involontaria sono i social network in cui genitori postano le immagini dei figli”, ha spiegato Soro.

Il Garante ha promosso la legge sul cyberbullismo, definendo “particolarmente positiva la scelta di coniugare un approccio preventivo e riparatorio, grazie alla promozione dell’educazione digitale e alla specifica procedura di rimozione dei contenuti lesivi presenti in rete. Il meccanismo delineato evita una preventiva e generalizzata ingerenza da parte dei provider e tuttavia li responsabilizza su segnalazione degli interessati, anche se minori”.

Cybersecurity e cyberwarfare

Riguardo al cybersecurity il garante ha segnalato che nel 2016 “gli attacchi informatici avrebbero causato alle imprese italiane danni per nove miliardi di euro, ma meno del 20 per cento delle aziende farebbe investimenti adeguati per la protezione del proprio patrimonio informativo”. Soro ha ricordato che nel 2016 “le infrastrutture critiche sarebbero state oggetto del 15 per cento di attacchi in più rispetto al precedente”.

I casi di  cyberwarfare invece, in cui si “utilizzano canali telematici per esercitare pressione su scelte geopoliticamente rilevanti”, sono cresciuti del 17 per cento. Per garantire protezione “è necessario evitare il rischio della parcellizzazione dei centri di responsabilità, con una centralizzazione di competenze e un’organica razionalizzazione del patrimonio informativo, anzitutto pubblico”.

Il telemarketing selvaggio

La relazione del Garante si è concentrata anche sul “telemarketing selvaggio”, le promozioni senza consenso al telefono. Da febbraio 2011 alla fine del 2016 vi sono state 25.000 segnalazioni per violazione del Registro pubblico delle opposizioni, il registro attivo dal 2010 in cui si sono iscritti coloro che non vogliono più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato. Il Garante della privacy ha chiesto modifiche legislative che consentano di “ rafforzare le garanzie dei cittadini e contrastare le condotte elusive della disciplina fondata sul consenso”.

Lo scorso 4 maggio la Camera ha approvato l’emendamento del M5S al Decreto concorrenza che eliminava il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali, liberalizzando il fenomeno del telemarketing selvaggio e prevedendo come unica forma di tutela dell’utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima. Sull’emendamento, criticato dallo stesso segretario del Pd Matteo Renzi, il presidente Soro aveva espresso “sconcerto e preoccupazione”.

Tutelare la privacy per combattere il terrorismo

La tutela della privacy è stata presentata anche come strumento “indispensabile” nella lotta al terrorismo. Soro ha sottolineato “come di fronte alle nuove minacce, la privacy sia non solo possibile, ma addirittura indispensabile per rendere le attività di contrasto più risolutive, perché meno massive e quindi orientate su più congrui bersagli”. L’obiettivo è di rendere più efficace la lotta al terrorismo senza rendere “meno liberi” i cittadini. Per raggiungere questo obiettivo Soro ha chiesto che l’Autorità venga potenziata “con un significativo incremento del personale, analogamente a quanto stanno facendo i maggiori Paesi europei”.

Contro le fake news non servono “tribunali della verità”

Riguardo alle cosiddette “fake news” Soro ha affermato che la soluzione non va cercata né nella “via esclusivamente tecnologica”, né in quella penale “che finirebbe con l’assegnare alla magistratura il ruolo di tribunale della verità”. E’ “illusorio pensare che possano esistere nuove autorità o organi certificatori della verità”, ha spiegato. Occorre “una strategia complessa e articolata, ma non per questo meno energica” che poggi le sue fondamenta in “un forte impegno pubblico e privato nell’educazione civica alla società digitale”. In beve: “Sistematica verifica delle fonti e forte assunzione di responsabilità da parte di ciascuno: dal singolo utente alle redazioni e, certo, ai grandi gestori della rete”.

 

NOTIZIE CORRELATE

News

Aule Natura: il progetto per il ritorno a scuola in sicurezza

14 Set 2020

Gli spazi verdi possono contribuire a una ripresa sicura delle lezioni scolastiche. Le scuole italiane hanno a loro disposizione ben 64,5 milioni di metri quadri di spazi verdi, collocati all’esterno degli edifici, da utilizzarsi per una didattica di qualità all’insegna

News

Salvini aggredito, Berlusconi migliora, De Laurentiis positivo: l’ironia web

di Fabio Tilocca, 11 Set 2020

Bentornati alla nostra rassegna social che oggi si apre con una notizia drammatica.   L’aggressione subita da Salvini apre nuovi scenari, un po’ come fossero delle primarie.   Matteo Salvini sicuramente avrà già pronti altri rosari. Poverini.   È in

News

Legambiente lancia 10 proposte per un uso green del Recovery Fund

di Manuela Michelini, 7 Set 2020

È un obiettivo ambizioso quello suggerito da Legambiente circa l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. Il fondo di recupero, strumento richiesto a gran voce dall’Italia per arrestare l’impatto devastante del Coronavirus, può garantire una svolta green al nostro paese. L’associazione