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Travel influencer: la nuova frontiera dei consigli di viaggio

di Martina Perrone, 8 Feb 2019

Fino a pochi anni fa, se non si aveva un’idea precisa per la vacanza dell’anno, quella in cui investire la quattordicesima e la maggior parte delle ferie, si andava in agenzia di viaggi, ci si faceva ispirare dai cataloghi dei tour operator oppure ci si affidava ai consigli dell’agente.

Oggi gli amanti dei viaggi scovano nuove mete principalmente navigando in internet, cercando foto (e prezzi) che li colpiscano e lasciandosi guidare dai commenti degli utenti che prima di loro hanno scelto quell’angolo di mondo per le loro vacanze. Ecco dove nasce il travel influencer.

Travel influencer: il ruolo dei social

In materia di esposizione fotografica, gratuita e immediata, ad oggi nessuno batte Instagram, il social network nato nel 2010 e di proprietà di Facebook dal 2012, che permette di scattare, modificare e condividere con i follower le proprie foto.

È proprio grazie a Instagram che è cresciuta in maniera esponenziale la fama dei travel blogger, viaggiatori per passione (o per professione) che un tempo sfruttavano i blog per condividere con i propri lettori il diario di viaggio e che oggi, divenuti travel influencer, divulgano le loro esperienze, influenzando appunto il mercato, attraverso la pubblicazione delle immagini accompagnate da scarne didascalie, per lo più hashtag.

Secondo una ricerca di Business Insider Uk, ramo inglese della testata americana specializzata in news di tecnologia, mercati e management, il travel blogger più influente su Instagram è Jannik Obenhoff.

Sono oltre 770mila i follower del giovanissimo fotografo tedesco, specialista degli scatti di paesaggi, che ha catturato l’attenzione non solo dei viaggiatori, ma anche di importanti aziende, fra le altre The North Face, Nikon e Mercedes, che gli hanno commissionato le immagini per le loro campagne pubblicitarie.

I travel influencer italiani

In Italia uno dei protagonisti del settore è sicuramente Alessandro Marras, un ragazzo di Bolzano che sognava il mondo dello spettacolo e si è scoperto ottimo reporter dei propri viaggi acquisendo velocemente l’apprezzamento del pubblico di youtube con il suo primo canale dedicato “I viaggi di Ale”. Su Instagram il suo successo è schizzato alle stelle: oltre mille post, più di 20 raccolte di stories, per un totale di 172mila follower.

Ma siamo sicuri che tutti questi follower cerchino ispirazione? O forse sono solo persone che amano sognare guardando il mondo attraverso gli occhi (e gli scatti) di questi fortunati viaggiatori di professione?

«Sicuramente il pubblico di Instagram è composto da entrambe le tipologie di persone: ci sono curiosi, appassionati di viaggi, ma anche sognatori – ha spiegato Alessandro Marras – io ho scelto di creare un prodotto di qualità rivolto però a tutti».

Il target di utenti, nel mondo di internet, si crea non solo in base al prodotto, ma anche, e forse soprattutto, in relazione alla modalità di fruizione. Alessandro nasce come youtuber con la produzione di video reportage dei suoi viaggi fatti dietro la telecamera del programma Rai “Alle falde del Kilimangiaro” per poi spostarsi nel mondo di Instagram senza mai abbandonare le origini.

«L’utente oggi preferisce l’immediatezza, pur sempre ben fatta e professionale, e Instagram in questo aiuta. Youtube è più complesso, ma per essere un influencer a 360 gradi bisogna creare un prodotto completo, è necessario avere diverse competenze per essere competitivo e soprattutto versatile: bisogna saper riconoscere dove tira il vento e cavalcare l’onda».

Alessandro vive mese per mese perché «in un lasso di tempo più ampio succedono troppe cose” ed è convinto di fare un mestiere bellissimo, anche se avverte: «In viaggio, e non solo, sei sempre operativo, ma devi imparare a ritagliarti il tempo per goderti il momento».

 

I “viaggi di pancia” di Antonio

Per chi inizia oggi invece la difficoltà sta anche nella necessità di distinguersi e inventare un prodotto originale per spiccare nella miriade di aspiranti influencer. Per Antonio Tumminaro una possibile chiave di lettura è quella dell’arte culinaria.

Il giovane ragazzo siciliano, creatore del blog e dell’omonima pagina Instagram “Tummy’s trip”, ha iniziato da poco a costruire quella che spera possa diventare una buona occasione per rendere più piacevoli (e magari meno onerosi) i suoi viaggi futuri.

“Tummy’s trip”, letteralmente “viaggi di pancia”, un divertente gioco di parole tra il cognome del travel blogger e la sua passione per il cibo, immancabile nei sui scatti di viaggio.

Per Antonio raccontare i suoi viaggi e le relative scoperte gastronomiche è un vezzo: «Mi dà soddisfazione consigliare i luoghi da visitare, in base alla mia esperienza, e pensare che le persone che mi seguono possano organizzarsi al meglio grazie ai miei video».

 

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