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Tetti verdi in città: utili ed ecologici ecco come funzionano

26 Set 2018

C’è un nuovo modo di intendere l’architettura moderna che ha intrapreso la via della sostenibilità.

Un percorso che valuta con maggiore attenzione le coperture verdi sui tetti degli edifici cittadini, scoprendo che sono foriere di benefici e soluzioni adeguate.

I tetti verdi in città si rivelano perfetti soprattutto in vista della stagione fredda.

Da uno studio realizzato dal Centro Ricerche ENEA Casaccia risulta evidente che i tetti vegetali, così come i giardini pensili, riescono ad assorbire fino al 50% della portata dell’acqua piovana, regolando il deflusso nel sistema idrico della città.

Le coperture verdi inoltre garantiscono una ventilazione naturale alla struttura esterna dell’edificio, limitando l’umidità che è conseguenza delle piogge.

 

I tetti verdi garanzia di efficienza per la casa

In realtà i tetti verdi sono garanzia di efficienza anche nel periodo estivo.

«Grazie alla loro funzione di ‘cappotto verde’, riescono ad abbattere la temperatura del lastrico solare anche di 25 gradi centigradi, con una forte riduzione del flusso di calore verso l’interno dell’abitazione» ci spiega Carlo Alberto Campiotti del Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’ENEA.

 

Se si dispone di uno spazio adeguato vale davvero la pena realizzare una copertura vegetale a protezione dell’edificio.

La scelta apporta migliorie sensibili e straordinariamente utili soprattutto d’inverno migliorando

l’isolamento termico degli ultimi piani delle abitazioni e riducendo la pericolosità di eventi meteorologici estremi, come possono essere i forti acquazzoni e le piogge torrenziali, che si abbattono sempre più spesso sulle città a causa del cambiamento climatico in atto nell’area mediterranea.

 

Enea realizza copertura vegetale sperimentale

È in fase di sperimentazione in casa Enea una nuova tipologia di copertura vegetale dallo spessore assai ridotto.

Posta sul tetto della “Scuola delle Energie” la copertura è alta soli 20 centimetri ma ha potenzialità notevoli ed è in grado di ospitare piante resistenti sia all’aridità del suolo che al freddo.

La struttura grazie alla conformazione può essere utilizzata praticamente in quasi tutte le regioni della nostra penisola ed è la soluzione ideale anche per i giardini a bassa manutenzione.

 

“Questa copertura vegetale di tipo estensivo non supera i 100 kg di peso per metro quadro, ma quando viene irrigata, o in caso di pioggia, può arrivare a pesare fino a 6 volte tanto perché, al pari di una spugna, trattiene l’acqua anche per 2-4 ore prima di farla defluire lungo i discendenti dell’edificio – fa osservare Carlo Alberto Campiotti -.

Questo è uno dei motivi per cui, nella fase di progettazione di un tetto verde, è fondamentale che un tecnico effettui anche il calcolo statico dell’edificio”.

 

I tetti verdi garantiscono un interessante impatto sul microclima urbano

Soprattutto nel periodo estivo i tetti verdi sono in grado di incidere positivamente sul microclima urbano.

Considerando che tetti e terrazzi costituiscono il il 20% della superficie totale delle città, scegliere di ricoprirli di vegetazione garantirebbe un impatto estremamente significativo in grado di contrastare un fenomeno quale “l’isola di calore urbano”, conseguenza diretta della differenza di temperatura fra la città e l’ambiente rurale della campagna.

Parliamo di aumenti estremamente significativi anche nell’ordine di 5 °C, che sono diretta conseguenza del riscaldamento del manto stradale e della climatizzazione delle abitazioni.

Rinfrescare o riscaldare le abitazioni porta ad un dispendio di energie del 40% rispetto ai consumi totali.

Una percentuale piuttosto elevata che la Commissione europea incoraggia a limitare consigliando un utilizzo sempre più massiccio dei tetti e delle pareti verdi, dei giardini pensili, delle siepi e degli alberi.

Insomma la crescita del verde in città porterebbe ottimi benefici.

 

Quest’anno tra l’altro il nostro paese ha scelto di dare un impulso e per la prima volta ha previsto il

“bonus verde”, consentendo a chi sostiene spese per la sistemazione del verde di aree scoperte di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, di godere di una detrazione Irpef lorda del 36% per un ammontare complessivo degli esborsi non superiore a 5mila euro.

 

Tetti verdi: quali tipologie

Chi opta per adeguare il tetto all’ambiente può scegliere fra varie tipologie di copertura.

Partiamo da quella estensiva, per passare a quella intensiva e semi-intensiva.

A differenziare le varie proposte sono le caratteristiche delle specie vegetali che possono ospitare e la ‘stratigrafia di costruzione’ ovvero la riproduzione della struttura del suolo naturale, che vede la presenza di uno strato vegetativo e di un substrato di coltivazione, e l’alternanza di vari strati riservati ad impermeabilizzazione e drenaggio.

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