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In Italia? Si vive più a lungo che in Europa

17 Gen 2020

Abbiamo il più alto tasso di sopravvivenza al cancro, in quanto ad aspettativa di vita siamo secondi solo alla Spagna. Dopo aver letto questo rapporto provate ancora a dire che in Italia si vive male.

È stato presentato oggi a Bari il rapporto State of Health in the EU Italy 2019, che traccia uno spaccato dello stato di salute del Paese inteso in senso stretto, come condizione fisica dei cittadini.

Il rapporto è stato pubblicato a novembre del 2019 ma presentato solo oggi alla presenza del ministro della Salute Sandra Zampa e del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con dati eclatanti: siamo secondi in tutta Europa come aspettativa di vita (il primato spetta alla Spagna), dietro di noi Francia, Norvegia Islanda e Svezia. L’altra faccia della medaglia però, è rappresentata dal fatto che conviviamo con malattie croniche dai 65 anni in su.

E sempre riguardo l’aspettativa di vita, le diseguaglianze sono meno pronunciate rispetto agli altri paesi dell’Unione europea. Se guardiamo invece in maniera più specifica al nostro paese, il divario educativo di genere sull’aspettativa di vita è di 4,5 anni per gli uomini e 3 anni per le donne.

 

Salute e benessere: la fotografia dell’Italia

Lo State of Health riguardante l’Italia riporta anche che la principale causa di morte in Italia restano le malattie cardiovascolari. Dal 2000 ad oggi, l’aumento dell’aspettativa di vita si è registrato soprattutto grazie al trattamento di patologie ischemiche e ictus (ancora oggi le due principali cause).

Meno decessi per cancro

Per quanto riguarda il cancro le principali cause di decesso sono il carcinoma polmonare e il cancro del colon-retto. Ma la buona notizia è che il tasso di mortalità riguardante il cancro è diminuito del 15% dal 2000 ad oggi.

L’Alzheimer aumenta perché diagnosticato

È aumentato però il tasso riguardante i decessi da demenza senile e soprattutto Alzheimer. Rispetto a quest’ultima patologia, va però sottolineato che l’aumento registrato è dovuto in gran parte ad un miglioramento della diagnostica: l’Alzheimer in pratica viene riconosciuto, diagnosticato e registrato come causa di decesso.

Gli over 65: malati cronici

Si vive di più ma sostanzialmente si convive con la malattia: il rapporto infatti dice che più della metà gli over 65 in Italia hanno una malattia cronica e il 41% presenta sintomi di depressione rispetto al 29% degli ultra sessantacinquenni europei.

I principali fattori di rischio comportamentali

I fattori di rischio comportamentali (e quindi modificabili) che rappresentano un terzo di tutti i decessi in Italia sono:

  • Cattiva alimentazione – il 16% in Italia, il 18% in Europa
  • Sigarette – il 14% in Italia, il 17% in Europa
  • Alcool – il 4% in Italia, il 6% in Europa
  • Poca attività fisica: 3% in Italia, 3% in Europa.

In particolare, l’ultimo punto riguarda prevalentemente i bambini: solo il 5% delle ragazze e l’11% dei ragazzi adolescenti pratica attività fisica ogni giorno, il tasso più basso in Europa. Ma anche tra gli adulti la cosa non va meglio, perché si parla sempre delle percentuali più basse rispetto al resto dei paesi europei.

 

Quanto si spende per la salute in Italia?

L’Italia ha un sistema sanitario regionalizzato che viene coordinato a livello nazionale e offre una copertura universale. Nonostante questo però, rispetto alla maggior parte degli altri paesi dell’Europa occidentale, spende meno per l’assistenza sanitaria. Essendo organizzato su base regionale, si registrano diverse capacità fiscali e di conseguenza diversi livelli di efficienza.

Regioni più povere rischiano infatti di dover aumentare la pressione fiscale per poter fornire i servizi di base anche se negli ultimi anni grazie a controlli di spesa molto rigorosi, molte delle regioni sono riuscite a rientrare dal deficit nei loro bilanci sanitari.

Nel 2017 erano 7 le regioni ancora soggette a piani di risanamento: Abruzzo, Puglia, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Sicilia.

 

I tassi di sopravvivenza al cancro superiori alla media Europea

Nonostante gli screening siano meno diffusi come filosofia di prevenzione, il tasso di sopravvivenza al cancro in Italia è superiore alla media Ue.

Dalla diagnosi di malattie oncologiche, il tasso di sopravvivenza da noi è di 5 anni e si risolve positivamente in molti casi.

Queste le percentuali di riuscita:

  • Cancro alla prostata: 90% in Italia, 87% del resto d’Europa
  • Cancro ai polmoni: 16% in Italia, 15% in Europa
  • Cancro al seno: 86% in Italia, 83% in Europa
  • Tumore al colon: 64% in Italia, 60% in Europa.

Il rapporto specifica che il Sistema Sanitario Nazionale nel nostro paese fornisce cure efficaci e tempestive in caso di patologie oncologiche. Non solo. Da noi si registra anche il secondo tasso più basso di mortalità prevedibile (siamo secondi solo a Cipro).

Un sistema, quello italiano che quindi pur mostrando tutti i limiti del caso, dovuti a mancanza di finanziamenti e di organizzazione, continua ad avere  la sua grande validità. Senza mai dimenticare che offre assistenza sanitaria a tutti, senza distinzione di reddito.

 

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