Italia in Parlamento

Spezzare l’egemonia culturale rimettendo al centro la politica

di Carlo Stagnaro, 9 Mar 2017

La razionalità ha ancora diritto di cittadinanza nel dibattito politico? Sembra oggi che, in tutto l’occidente, si siano imposti una serie di luoghi comuni che rendono sempre più difficile un confronto basato sui fatti. Le quotidiane insicurezze e fragilità hanno trovato sfogo nella ricerca di un capro espiatorio: di volta in volta, i politici (ladri), i tecnici (incompetenti), il libero scambio (che uccide le nostre imprese), l’immigrazione (che ci ruba il lavoro). La forza retorica di questi argomenti è tale che Angelo Panebianco si è spinto a parlare di una “resa culturale” delle forze democratiche e liberali di fronte all’inarrestabile avanzata del grillismo, che più e meglio li interpreta e li propone. Anzi, li impone.

Tre profili

Panebianco ha, in buona parte, ragione, sotto almeno tre profili distinti ma convergenti. Il primo è quello del dibattito politico: oggi è il Movimento 5 Stelle a dettare l’agenda, e che gli altri sembrano tutti all’inseguimento. Il secondo terreno è quello dell’informazione. Come ha scritto Christian Rocca, la post verità è “la crescente inclinazione verso uno stile paranoico del dibattito pubblico per cui i fatti e la realtà non contano più”. Il terzo terreno è quello “culturale” in senso ampio: la mozione di sfiducia collettiva contro il valore del sapere tecnico. Come se il voto popolare, o le inclinazioni delle masse, potessero disintermediare in tutto e per tutto il ruolo tradizionalmente affidato agli esperti (e alle procedure).

Il problema non è confinato ai militanti grillini: nasce piuttosto dal fatto che molte delle loro “verità” fanno facilmente presa sulla popolazione in generale. Spesso, le forze politiche “tradizionali” ne hanno accettato presupposti, linguaggio e quindi, inevitabilmente, le conclusioni. Di conseguenza non basta più la politica dell’arrocco: “a questo giro – ha scritto Giuliano Da Empoli – l’onere della prova spetta a noi, perché l’opzione di default non è più l’apertura, ma la chiusura”.

Che fare? E’ utile partire da un esempio. Secondo l’ultima rilevazione Eurobarometro, la principale preoccupazione per il 45 per cento degli europei è l’immigrazione (49 per cento tra gli italiani). Eppure l’evidenza suggerisce che l’immigrazione rappresenti, nel lungo termine, un importante volano di prosperità e produttività. Però, c’è un però. Un esperimento condotto in Giappone mostra che i cittadini ai quali era stato fatto leggere un articolo sul potenziale contributo dell’immigrazione al rilancio economico del Paese, hanno risposto in maniera nettamente più favorevole rispetto agli altri. In sostanza, se ben informate, le persone aggiustano le proprie decisioni e sono disposte a cambiare prospettiva.

La politica

Se questo risultato è generalizzabile, il problema si sposta allora su un livello differente. In primo luogo, chiama in causa i media, i partiti, e gli esperti stessi in uno sforzo di rilegittimazione del sapere. Secondariamente, la politica “responsabile” deve trovare la forza di tornare a scrivere l’agenda, e di farlo sulla base di dati e fatti. Prima ancora dell’impegno elettorale, allora, c’è una missione educativa e di dialogo.

L’egemonia non può essere spezzata accettandone le coordinate di riferimento, ma mostrando quanto esse siano fuorvianti: la logica della chiusura non è solo irrazionale, è anche opprimente. Va contrastata aprendo la finestra e mostrando, e descrivendo, il panorama. Se la nostra società sta impazzendo, vale l’antico monito di Chesterton: “curare un pazzo non è discutere con un filosofo, è scacciare un demone”.

 

NOTIZIE CORRELATE

Italia in Parlamento

Taglio dei Parlamentari: cosa succede adesso?

16 Ott 2019

Con una maggioranza bulgara, la Camera dei Deputati martedì 8 ottobre ha approvato in via definitiva il disegno di legge costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari. Si tratta di una riduzione lineare che alla Camera ridurrebbe i deputati dagli

Italia in Parlamento

Fine del governo Conte I

20 Ago 2019

Il governo Conte I finisce qui e con lui lo schieramento giallo-verde. Con le comunicazioni di Conte al Senato oggi è stata sancita la fine del governo del cambiamento e del contratto stilato 14 mesi fa tra Lega e Movimento

Italia in Parlamento

Crisi di governo, elezioni anticipate o esecutivo tecnico

13 Ago 2019

Doppio salto mortale con avvitamento a destra e a sinistra. Oggi il Senato ha deciso le tappe della crisi di governo: il 20 agosto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si presenterà in aula a Palazzo Madama e farà le