Italia in Parlamento

Sondaggi: gli elettori M5s non ci credono più

di Alessia Morani, 25 Mag 2017

Davide Casaleggio, il leader presentabile del M5S, dopo che Beppe Grillo ha perso la (già poco credibile) faccia da buon francescano in qualche resort di Malindi, ha sentenziato: siamo animali da campagna elettorale! Verissimo, perché è quando gli capita di governare che arrivano i guai. L’effetto Raggi si fa sentire e dopo un lungo periodo da air bag  in cui tutto pareva sospeso dietro la  scusa che “ci vuole tempo per fare le cose per bene”, ora fa un chiasso enorme. 

Un rumore inconfondibile che non sono solo le povere orecchie dei romani, costretti a vivere nella giungla della Capitale tra lo slalom per schivare i sacchi dei rifiuti sui marciapiedi, le interminabili attese dei mezzi pubblici e la desolazione dei parchi pubblici ridotti a cartolina dell’incuria, dell’immobilismo che è la vera cifra del governo pentastellato. No, ora il rumore del malgoverno lo hanno sentito tutti, forte e chiaro come la sirena di un mezzo di soccorso.

Ora che hanno avuto la prova del governo sappiamo bene cosa sono capaci di fare: non c’è solo Roma, che resta il caso più eclatante, ci sono anche Torino, Livorno, Bagheria. Divisioni interne, dossieraggi, guerriglie di potere. Altro che streaming.

E poi c’è Parma, con il vero vincitore morale di queste amministrative, quel Federico Pizzarotti che è l’antigrillo per eccellenza. E ora che la gente sa, ora che le persone hanno visto e toccato con mano il malgoverno a Cinquestelle, ora si fanno i conti con gli elettori.

M5s e i conti con gli elettori

Perché i sondaggi sulle amministrative del prossimo 11 giugno ci dicono una cosa: che gli elettori del M5S non ci credono più. Che hanno sperato e poi aspettato e confidato, ma che ora basta: dietro le urla non c’è nulla, dopo i proclami e la post verità non ci sono risposte ma solo scatole vuote.

I sondaggi dicono che il movimento potrebbe essere escluso dai ballottaggi delle più importanti città, in qualche caso non ci arriverebbero nemmeno. Parliamo di città importanti: Verona, Parma, Palermo e Genova.

In nessuno di questi casi, tolto il capitolo di Parma, il M5S è stato in grado di presentare candidati capaci di arrivare alla sfida finale: scarsa e opaca la selezione sul territori, così come  il radicamento locale del grillismo che come sappiamo ha mandato allo sbaraglio come candidati a occupare poltrone importanti per il Paese persone scarsamente preparate con qualche centinaio di click, quando va bene.

Amministrative banco di prova per i grillini

Queste amministrative saranno il primo, vero banco di prova del M5S  anche in vista delle prossime elezioni politiche, perché a tracciare un bilancio delle loro esperienze di governo saranno i cittadini. Che forse si stanno cominciando a togliere il velo della disinformazione dagli occhi per vedere una realtà deludente: dall’effetto Parma all’effetto Raggi, il passo è stato breve.

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