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Gli smartphone inquinano: come cambiarli rispettando l’ambiente

di Manuela Michelini, 31 Ott 2019

Gli smartphone inquinano. Purtroppo è un dato di fatto inequivocabile.

A rimarcarlo sono anche i dati resi noti dall’ultimo rapporto dell’European Environmental Bureau, l’associazione che include dozzine di organizzazioni non governative.

Come si legge nel rapporto, ogni anno e solo in Europa smartphone e dispositivi tecnologici sono colpevoli di immettere in atmosfera 14 milioni di tonnellate di CO2eq.

La CO2eq, lo ricordiamo, è l’unità di misura che indica l’impatto sul riscaldamento globale di un determinato quantitativo di gas serra, rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica.

 

Un ciclo di vita più lungo per risparmiare immissioni nocive

Conti alla mano se il ciclo di vita di ciascuno dei nostri dispositivi tecnologici fosse di 5 anni più lungo, sarebbe possibile risparmiare circa 10 milioni di tonnellate di CO2eq, in pratica l’equivalente dell’impatto prodotto da tutte le auto immatricolate annualmente in Belgio.

“L’impatto sul clima imposto dalla nostra cultura “usa e getta” degli smartphone è eccessivo – sottolinea Jean-Pierre Schweitzer dell’EEB -Non possiamo permetterci di continuare a sostituirli ad intervalli così brevi. Abbiamo bisogno di prodotti che durino più a lungo e che possano essere riparati in caso di rottura“.

Il concetto di riparazione deve entrare a far parte di un’idea comune.

Gli smartphone soggetti ad un ricambio sempre più frequente

Gli smartphone, a differenza di lavatrici e aspirapolvere, vengono cambiati sempre più frequentemente.

Di fatto un qualsiasi elettrodomestico viene dismesso solo quando smette completamente di funzionare, per gli smartphone le regole cambiano soprattutto se si è attratti dalle continue novità proposte dal mercato, che incantano gli acquirenti desiderosi di possedere modelli di ultima generazione.

Complici di acquisti sempre più frequenti le promozioni di molti gestori telefonici, che garantiscono

l’ultimo modello acquistabile con rate spalmate su 2 anni, modello che poi può essere sostituito con uno più nuovo.

Si tratta di una tentazione alla quale la stragrande maggioranza degli utenti non sa resistere, spinti dal desiderio di poter utilizzare modelli e tecnologie all’avanguardia, installare nuove app, che spesso risultano compatibili solo con i modelli più recenti.

 

Il ciclo medio di vita di uno smartphone 

In Europa il ciclo medio di vita di uno smartphone ha raggiunto la soglia dei 3 anni.

Non sono rari i casi in cui vengono dismessi cellulari ancora perfettamente funzionanti, che gravano inevitabilmente sull’ambiente anche a causa di una procedure di smaltimento per nulla corretta.

Inoltre a gravare sull’ambiente sono anche gli stock di prodotti invenduti, ormai sorpassati da nuovi modelli, che non trovano più spazio nelle vetrine e sono pronti per il macero.

Stessa sorte anche per i modelli che sono stati esposti nei negozi o negli stand delle fiere, articoli che sono stati maneggiati da centinaia di persone e difficilmente vengono acquistati.

 

La tecnologia? Scegliamo di renderla più green 

L’esempio proposto da  Refurbed, start up di nuova generazione

Rendere la tecnologia più green non è impossibile soprattutto considerando che optare per scelte consapevoli non significa per forza di cose dover rinunciare a priori alle novità.

Optare per una scelta green senza rinunce è oggetto di una sfida che hanno deciso di lanciare i componenti di Refurbed, la startup fondata da tre giovani ragazzi austriaci, che punta alla promozione di una nuova idea di “seconda mano”, amica dell’ambiente.

La scelta di acquistare un dispositivo che non è appena uscito dalla fabbrica non pregiudica in alcun modo il desiderio di possedere un oggetto tecnologicamente avanzato.

Si tratta solo di superare la diffidenza che c’è nei confronti dei prodotti che non sono nuovi di zecca.

Il concetto di seconda mano proposto dalla piattaforma non limita aspetti quali l’innovazione, il desiderio di possedere un dispositivo altamente performante che nulla ha da invidiare ad un modello più nuovo, sia dal punto di vista estetico che tecnico.

Inoltre per ogni articolo acquistato viene piantato un albero in grado di immettere in atmosfera abbondanti quantità di ossigeno.

 

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