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La sicurezza in Italia: i successi targati PD e raccontati dai ministri Madia, Pinotti e Minniti

28 Feb 2018

“Vogliamo mettere la sicurezza al centro dell’interesse del cittadino e delle famiglie”. Ha esordito così Emanuele Fiano, deputato del PD, durante l’incontro che si è svolto tra i rappresentanti sindacali in ambito della sicurezza e i ministri Pinotti, Madia e Minniti, oltre che il candidato premier Matteo Renzi. Giuseppe Tiani, segretario generale Siap, Pompeo Mannoni, Federazione sicurezza della Cisl e Pietro Colapietro Silp Cgil hanno accolto con entusiasmo l’incontro portando testimonianze e contributi, ringraziando i ministri per aver lavorato in una direzione che ha premiato gli sforzi.

Sulla sicurezza: i ministri Minniti, Madia e Pinotti

E così, i ministri, tutti d’accordo sulla sostanziale differenza che intercorre tra chi propone slogan e chi è andato avanti con i “fatti”, hanno snocciolato alcuni successi del governo che si è appena concluso. A partire dal Ministro Madia: “Nel primo governo Renzi ci siamo lavorare per ripristinare una normale dialettica contrattuale in tutto il pubblico impiego e a maggior ragione nel comparto sicurezza: abbiamo ridotto i comparti di contrattazione, accordo sindacale del 30 novembre del 2016, cambiando la legge Brunetta e attuando alcune deleghe della legge 124, stanziando in diverse leggi di bilancio le risorse necessarie per le trattative che hanno avuto un esito positivo. Questa è la differenza tra chi usa dei temi come slogan e chi invece considera davvero e chi considera dei temi strategici per il Paese, come la sicurezza e lavora ogni giorno per valorizzare le professionalità che ogni giorno si occupano della sicurezza dei cittadini”. Ha proseguito poi il Ministro Pinotti “Con il terrorismo e con i rischi vissuti nel nostro Paese, abbiamo chiesto tanto al comparto sicurezza e per questo abbiamo voluto dare dei segnali. Molti dicono di tenere alla sicurezza ma le risorse non solo non le hanno messe ma le hanno anche tolte, abbiamo investito sapendo che stavamo chiedendo tanto. Esposizione universale, giubileo, G7, tutti eventi in cui le forze dell’ordine hanno fatto fare al nostro Paese una bella figura e hanno dato una dimostrazione di grande forza dell’Italia, sento dire che non si parla di criminalità organizzata in questa campagna elettorale credo che questi temi debbano essere raccontati per cose fatte: ricordo che in questi anni abbiamo dopo i cacciatori di Calabria, i cacciatori di Sicilia, i cacciatori di Puglia, abbiamo fatto investimenti perché la lotta si fa in tanti modi ma anche rendendo più forti gli operatori, le forze armate più attive dai momenti di dramma alle strade sicure. Rispetto al blocco delle assunzioni abbiamo cominciato ad assumere e continueremo”. Infine il Ministro Minniti: “Il riordino delle carriere, è un obiettivo storico, fatto per il comparto sicurezza e difesa e vigili del fuoco: tutte le cose fatte per i comparti della sicurezza sono state fatte anche per i vigili del fuoco pur sapendo che non fanno parte del comparto;  un altro tema importante è il tema delle assunzioni: tra il 2020 e il 2024 avremmo una gobba in uscita dal comparto sicurezza particolarmente acuta, l’abbiamo fatta con lo sblocco del turn over e piano quinquiennale, differenza abbastanza evidente tra chi racconta le cose e chi le ha fatte”.

“Sulla sicurezza un lavoro di squadra che non può finire adesso”

Ha concluso l’incontro Matteo Renzi, candidato premier che ha ringraziato i ministri per il lavoro svolto: “Non è facile affrontare il tema della sicurezza e non è facile per la sinistra ma i ministri hanno messo in atto una strategia per un lavoro straordinario, noi abbiamo fatto il nostro dovere ma è il più grande investimento sulla sicurezza degli ultimi anni – ha concluso – pensiamo che sia giusto mettere un punto su quello che è accaduto, investire ancora più risorse ma farlo insieme, tutto questo è stato fatto con un lavoro di squadra che non può finire adesso”.

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