Italia in cammino

Scuole più sicure e tecnologiche: stanziati fondi per oltre 10 miliardi

17 Feb 2018

La scuola al centro delle politiche del governo perché l’educazione dei giovani deve essere la priorità per un Paese moderno come l’Italia. Per questo sono stati avviati due importanti piani che permetteranno ai ragazzi di ricevere scuole più belle, sicure e innovative. Tra il 2014 e il 2017 9,5 miliardi di euro sono stati stanziati per la messa in sicurezza, la ristrutturazione e la realizzazione di edifici scolastici. Un ulteriore miliardo è la dotazione per attuare il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, che punta ad introdurre le nuove tecnologie negli istituti, rendendoli sempre più spazi di apprendimento virtuali.

#Scuolebelle e #Scuolesicure

È il binomio da cui è partito il piano d’azione per l’edilizia scolastica che per la prima volta dopo 20 anni ha previsto fondi per migliorare l’agibilità degli spazi che ogni giorno frequentano i nostri giovani. Per la messa in sicurezza e messa a norma sono stati stanziati nel 2014, il primo anno d’azione del piano, 400 milioni di euro per 1636 interventi di cui 1533 già aggiudicati. Successivamente con ulteriori 150 milioni sono stati finanziati altri 692 interventi, di cui 418 (oltre il 60%) già conclusi. Oltre a questi provvedimenti urgenti, 7235 scuole sono state coinvolte in piccole manutenzioni, interventi di decoro e ripristino funzionale degli edifici, con altri 10 mila progetti pronti a partire. Per la realizzazione delle opere il Ministero dell’Istruzione ha versato gli importi necessari direttamente alle casse della scuola che poi ha provveduto ad organizzare la gara d’appalto per realizzare l’operazione. Dopo quattro anni la cifra degli investimenti è arrivata a quasi 10 miliardi di euro, di cui la metà assegnata agli enti locali. E il 65% dei progetti finanziati è già stato concluso.

Dallo straordinario all’ordinario

Se il piano iniziato nel 2014 ha rappresentato un intervento straordinario sull’edilizia scolastica rimasta priva di fondi per oltre 20 anni, entro il 2020 è stata prevista un’altra serie di interventi dal valore di 1,7 miliardi per proseguire nel segno della sicurezza,  dell’efficienza energetica e dell’ammodernamento. Gli enti locali dovranno dare priorità agli interventi per l’adeguamento alle norme anti-sismiche e anti-incendio, prevedendo continui controlli sull’agibilità e la verifica statica e dinamica degli edifici: il problema più grande rimane infatti l’età avanzata della maggior parte delle strutture, costruite prima che in Italia entrasse in vigore la normativa sul collaudo anti-sismico degli edifici. Un altro passo importante è stato lo sblocco del patto di stabilità per gli interventi di sicurezza sulle scuole: regioni e comuni hanno avuto la disponibilità immediata di ulteriori fondi per circa 400 milioni prima bloccati dai vincoli di bilancio. E dopo il tragico sisma nel centro Italia nel 2016, avvenuto a due settimane dall’apertura dell’anno scolastico, la priorità nella ricostruzione è stata data proprio ai bambini, con l’immediato impegno alla realizzazione delle strutture provvisorie per permettere il diritto all’istruzione e uno stanziamento di 215 milioni di euro per la ricostruzione delle 82 strutture distrutte o gravemente lesionate dal terremoto.

Monitoraggio continuo

Dopo 20 anni è stato anche riattivato l’Osservatorio Nazionale per l’edilizia scolastica, dotato di un fondo per le indagini diagnostiche che hanno consentito di indirizzare i numerosi denari stanziati in maniera efficiente. Perché oltre alle risorse destinate direttamente, lo Stato si è preso carico dei mutui triennali del valore di 905 milioni di euro stipulati dalle Regioni con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per finanziare opere di riqualificazione e realizzazione di nuovi edifici e ha previsto la possibilità per tutti i cittadini di destinare l’otto per mille all’edilizia scolastica.

L’anagrafe edilizia scolastica

Fondamentale è stato il censimento dei 42.292 edifici scolastici del Paese, un enorme passo in avanti per la conoscenza del reale stato in cui versano le strutture e una possibilità offerta a tutte le famiglie di vedere le condizioni della scuola in cui accompagnano il figlio tutte le mattine. L’anagrafe contiene i dati relativi a sicurezza, qualità delle infrastrutture, sostenibilità ambientale e mobilità: il quadro fornito è completo quindi anche dell’eventuale presenza di barriere architettoniche o della mancanza di un servizio scuolabus. L’obiettivo è quello di arrivare ad un fascicolo elettronico per ogni scuola che permetta di intevenire tempestivamente dove c’è realmente bisogno. Intanto, per le opere di messa in sicurezza stanziate con i fondi statali, è stato attivato il portale on-line di #Italiasicura, al sito www.cantieriscuole.it, che permette di avere un quadro completo delle oltre 10 mila opere che stanno ammodernando le strutture scolastiche italiane da nord a sud.

Il Piano Nazionale Scuola Digitale

Grazie alle risorse governative e ai fondi strutturali europei è stato attivato il Programma Operativo Nazionale che punta a creare un sistema d’istruzione di elevata qualità attraverso la digitalizzazione e l’implemento delle tecnologie all’interno delle scuole. Il primo passo entro il 2020 è il cablaggio e l’estensione della banda larga Wi-Fi che permetta l’utilizzo del cloud per la didattica e l’utilizzo di contenuti multimediali per l’apprendimento. Ma l’obiettivo di fondo è arrivare a rivoluzionare lo spazio di apprendimento, con l’adeguamento delle aule alla didattica digitale e la costruzione di nuovi laboratori, specialmente negli istituti tecnici superiori che dovranno fornire le conoscenze per l’industria 4.0. Un altro passo fondamentale, dopo la carta ‘Io Studio’, sarà la creazione di un’identità digitale per studenti e docenti e la digitalizzazione amministrativa di tutta la scuola, superando una burocrazia ancora troppo ancorata alle scartoffie che fanno perdere tempo prezioso agli insegnanti.

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