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Scuole estive, punti di riferimento per le famiglie

di Simona Malpezzi, 13 Giu 2017

Nei giorni scorsi la ministra Fedeli ha proposto di tenere le scuole aperte tutto l’anno per venire incontro a ragazzi e famiglie che, negli ultimi mesi, hanno chiesto di intensificare il lavoro per rendere le scuole dei presìdi territoriali oltre il normale orario scolastico.

Scuole come luoghi dove svolgere attività per i ragazzi

Gli strumenti messi a disposizione per realizzare questo obiettivo esistono da quasi vent’anni ma solo con i governi Renzi e Gentiloni è cominciato un lavoro per dare vita e forma a questa idea. Tenere aperte le scuole d’estate come accade in molti paesi europei, infatti, non significa farle diventare dei parcheggi ma luoghi dove svolgere attività che possano interessare i ragazzi dallo sport, alla musica, alle attività laboratoriali.
Nei mille giorni abbiamo messo in campo delle iniziative per tenere le scuole aperte il pomeriggio e l’estate, ne ha parlato Matteo Renzi nell’ ultima enews  ricordando il lavoro svolto, soprattutto, in alcune realtà di Napoli.

L’iniziativa “scuole al centro”

La più importante è stata “scuole al centro” per cui sono stati stanziati 240 milioni di euro (fondi europei)  per la realizzazione di interventi per la prevenzione della dispersione scolastica nelle zone periferiche delle città metropolitane attraverso un programma sperimentale di didattica integrativa e innovativa da realizzare in orario extra-curricolare nelle scuole di Roma, Milano, Napoli e Palermo.

Le scuole che avranno accesso ai finanziamenti dovranno garantire almeno 60 ore extra di potenziamento delle competenze di base (tra cui la lingua italiana) e almeno 60 ore extra di sport ed educazione motoria. A queste, si aggiungeranno quattro moduli (da 30 ore ciascuno) che dovranno essere coerenti con il Piano dell’offerta formativa e potranno riguardare il rafforzamento della lingua straniera, le competenze digitali, l’orientamento post-scolastico, la musica e il canto, l’arte, la scrittura creativa, il teatro, i laboratori creativi e/o artigianali per la valorizzazione delle vocazioni territoriali, l’educazione alla legalità e la cura dei beni comuni, la cittadinanza italiana ed europea, i percorsi formativi di inclusione che prevedano il coinvolgimento dei genitori.
E sempre con quelle risorse è stata finanziata in via sperimentale l’apertura estiva delle scuolesono stati investiti 10 milioni di euro per tenere aperti in modo gratuito gli istituti per 400 famiglie sempre nelle quattro grandi città italiane a rischio di dispersione scolastica. 

Ora, proprio grazie a quell’esperienza, sarà possibile ampliare l’offerta con una maggiore coinvolgimento delle istituzioni scolastiche. Ma l’idea delle scuole aperte nasce proprio con la legge 107 grazie al potenziamento dell’autonomia scolastica e alla possibilità di esercitarla, tra le altre cose, attraverso l’apertura pomeridiana delle scuole per svolgere specifici progetti.

Strumenti per prevenire l’abbandono scolastico

E si sta lavorando ancora in questa direzione perché la Buona Scuola nasce per mettere a disposizione delle scuole strumenti che consentano di prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, di realizzare una scuola aperta (fisicamente) ma anche come laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini.
Credo che il prolungamento dell’orario scolastico, oltre il normale svolgimento delle lezioni, sia fondamentale per l’arricchimento del percorso dei ragazzi ma sia anche uno strumento per garantire alle famiglie presìdi di contrasto alla dispersione scolastica e di recupero del disagio sociale.

Quello che ha fatto il governo Renzi nei mille giorni e che sta proseguendo quello Gentiloni, è promuovere un nuovo modello di scuola che possa diventare un punto di riferimento non solo quando c’è lezione ma nel corso di tutta la giornata e per tutto l’anno.

Un centro civico dove, anche grazie alla collaborazione con il territorio, i ragazzi possano stare di pomeriggio o nei fine settimana, d’estate come d’inverno, trovando stimoli nuovi e maggiori opportunità.

L’Italia si è trasformata, sono cambiate le famiglie e servono risposte nuove e coraggiose: investire sulla scuola aperta d’estate è una di quelle giuste.

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