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La scuola di partito “Pier Paolo Pasolini”: un laboratorio per la politica del futuro

di Martina Gonnella e Giulia Iacovelli, 10 Giu 2017

La sala si riempie a poco a poco. I ragazzi prendono posto: inizia il secondo appuntamento della scuola di partito “Pier Paolo Pasolini” che coinvolge duecento partecipanti provenienti da tutta Italia. Nel corso di queste otto giornate stiamo avendo l’opportunità di approfondire tematiche centrali dell’attualità politica, confrontandoci con personalità di spessore del mondo politico, accademico e giornalistico.

 

Investire nella formazione politica

In una società in costante mutamento, le cui evoluzioni sono sempre più imprevedibili, dominate da forze centrifughe quali il populismo e la sfiducia nella gestione della cosa pubblica, un deciso investimento nella formazione politica rappresenta una straordinaria sfida per il futuro del centrosinistra.
In questo contesto, la figura di Pier Paolo Pasolini indica la lente di autonomia e impegno attraverso la quale bisogna leggere l’attualità: non è, dunque, una semplice icona ma un punto di riferimento culturale importante per chi voglia interpretare il presente con lungimiranza e con coraggio.
L’obiettivo è ambizioso, ma porta in sé il forte desiderio di dare un contributo costruttivo alla formazione di cittadini che si mettano al servizio della collettività e che abbiano gli strumenti critici necessari per dare risposte efficaci agli interrogativi più complessi del nostro tempo. Uno di questi è sicuramente quello che stiamo affrontando oggi con l’Assessore al Welfare e alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, e con il prof. Cristiano Gori, dell’Università degli Studi di Trento: politiche sociali e povertà.

 

Insegnamenti e obiettivi per il futuro

Tra gli insegnamenti principali che possiamo ricavare dalle due lezioni di questa mattina c’è la necessità di approcciarsi al tema della povertà cercando di analizzarne in profondità le numerose sfaccettature. A partire dalla più ampia questione della povertà assoluta fino alle sue singole manifestazioni concrete, che variano a seconda del contesto sociale in cui ci troviamo, la priorità per i governi di centrosinistra in questi anni è sempre stata quella di portare avanti in parallelo politiche per il lavoro e politiche di contrasto alla povertà affinché si aprisse un percorso di inclusione sociale. L’obiettivo ultimo della realizzazione congiunta di tali politiche deve essere la creazione di una società sempre più coesa, nella quale alle misure di sostegno si affianchi un’effettiva circolazione di risorse umane ed economiche tali da dar vita a un circolo virtuoso di cooperazione tra le diverse componenti della società.

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