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La pausa caffè si fa sempre più green

di Manuela Michelini, 8 Nov 2019

La pausa caffè promette di essere sempre più sostenibile.

Con RiVending bicchieri e palette del caffè, utilizzati presso i distributori automatici, possono entrare in un ciclo virtuoso di recupero e riciclo.

Con l’arrivo sul territorio italiano dei primi 5 mila contenitori RiVending, il progetto pilota prende corpo concretamente ed evoca prospettive future decisamente ambiziose quali la presenza di recipienti di raccolta presso ogni distributore, per rendere sempre più ecologica la pausa caffè degli italiani.

 

I distributori automatici di caffè protagonisti dell’economia circolare

L’universo dei distributori automatici di caffè entra di diritto fra i protagonisti dell’economia circolare, spinto dalle realtà che lo hanno voluto a partire da CONFIDA – Associazione Italiana  Distribuzione Automatica, COREPLA – Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica sino a UNIONPLAST – Unione Nazionale Industrie  Trasformatrici Materie Plastiche (Federazione Gomma Plastica).

“Da sempre l’impegno del Consorzio per massimizzare l’avvio a riciclo degli imballaggi in plastica in Italia è quello di raccogliere tutte le tipologie d’imballaggio, in ogni condizione di  mercato e su tutto il territorio nazionale – sottolinea Antonello Ciotti, presidente COREPLA -.  E per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di promuovere progetti studiati ad hoc per  settori specifici, che con azioni e sinergie mirate riescono a promuovere la vera economia circolare“.

 

Come funziona RiVending?

Il funzionamento di RiVending è facile e intuitivo. Chi ha consumato un buon caffè al distributore deve semplicemente buttare bicchierino e paletta in un apposito contenitore.

Il raccoglitore è strutturato in modo tale da isolare il materiale plastico, di cui sono fatti bicchieri e palette, dagli altri imballaggi in plastica, avviando un processo di selezione della materia ed un recupero omogeneo della plastica, il tutto ottenendo un composto di altissima qualità con cui si possono realizzare tanti nuovi prodotti.

 

I numeri del progetto e le prime adesioni

Grazie ai raccoglitori sarà possibile riciclare tonnellate di bicchieri e palette. Non dimentichiamo infatti che l’Italia è il  primo Paese per numero di distributori automatici e può contare su una clientela che si aggira attorno ai 20 milioni di consumatori, coinvolgendo circa 35mila posti di lavoro.

I distributori sono presenti in molteplici realtà da quelle industriali agli uffici privati, dagli spazi commerciali al mondo della scuola e delle università, negli ospedali e negli uffici pubblici.

Il progetto pilota conta già le prime adesioni che vedono coinvolte aziende ed enti del territorio parmense fra cui spiccano il Comune e l’ Università di Parma, Iren, Barilla Spa e la Gazzetta di Parma.

 

La collaborazione con Eni e i nuovi prodotti

Interessante la collaborazione di Eni al progetto che ha scelto RiVending “per dare impulso allo  sviluppo dell’economia circolare anche attraverso il contributo dei propri dipendenti”.

Con quanto raccolto nelle aree break della sede Eni di San Donato Milanese si mette a disposizione di Versalis – la società chimica di Eni – il materiale per alimentare l’impianto di Mantova, che  produce il polistirene espandibile con alto contenuto di riciclato.

E’ così che nascono nuovi manufatti da utilizzarsi nella quotidianità, e tutta una serie di prodotti come i pannelli di polistirene espanso per l’isolamento termico, utili per ridurre i consumi energetici all’interno delle nostre case, perfetti per realizzare imballaggi per elettrodomestici e mobili.

 

5mila ciotole per gli amici a quattro zampe

Il progetto RiVending può contare sul coinvolgimento di ENPA – Ente Nazionale Protezione  Animali  –  a cui verranno regalate 5000 ciotole ottenute dal riciclo degli imballaggi in polistirolo.

Il progetto dimostra che la plastica usa e getta, se raccolta e riutilizzata nella maniera corretta, può entrare di diritto in un circolo di riciclo virtuoso, accantonando l’idea che ne privilegia l’essere solo ed unicamente un composto nemico dell’ambiente e degli esseri viventi.

Obiettivo finale del progetto RiVending

L’intento finale del progetto RiVending è quello di poter riutilizzare a tutto tondo i bicchieri usati, trasformandoli in bicchieri nuovi, da usare un numero infinito di volte grazie ai principi sostanziali dell’economia circolare.

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