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Rimborsopoli, scandalo senza fine: inizia la fuga da Bruxelles

di Redazione, 14 Feb 2018

Lo scandalo continua, anzi cresce e assume connotati sempre più preoccupanti. Per parafrasare un film degli anni ’50 verrebbe da dire: “È rimborsopoli, bellezza e tu non puoi farci niente”. Da due il numero dei parlamentari M5s “rei” di non aver versato davvero i rimborsi sul fondo dedicato alle microimprese è salito a dieci e nelle ultime ore nuove grane per il Movimento Cinque Stelle arrivano anche dall’Europa. Ma andiamo con ordine.

Cecconi e Martelli: ma altri prima di loro

I primi ad essere stati smascherati sono stati i parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli, di nuovo candidati. Dopo di loro, sia giornalisti che società civile hanno iniziato a fare “le pulci” al fondo dedicato alle microimprese: analisi dettagliata e meticolosa che ha svelato nuovi scenari e alla fine i conti non sono tornati. E non sono tornati per un ammanco, registrato fino ad ora, di un milione e mezzo di euro. Maurizio Buccarella, Ivan Della Valle, Emanuele Cozzolino, Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Elisa Bulgarelli, Barbara Lezzi, Giulia Sarti: sono loro i nomi su cui stanno andando avanti “le indagini”.

Chi di web ferisce, di web perisce

Il M5S è nato sulle ceneri del B-Day, da quella parte di popolazione che ha strillato per anni l’odio verso il “sistema”, verso le ingiustizie e verso la disonestà. E lo ha fatto dalle piazze fino a quando non ha “scoperto” il web: è così che nella rete ha trovato terreno fertile per avviare “tribunali” mediatici, “sfogatoi”, luoghi deputati per vomitare odio e disapprovazione nei confronti di chiunque con il dito sempre puntato a chi ha scelto di non scegliere il M5S. Effetto boomerang? Già, proprio così: adesso è il web che mette alla gogna i pentastellati.

Fuga dal Movimento Cinque Stelle

Un caos a cinque stelle che oltrepassa i confini italiani e arriva a Bruxelles, al Parlamento Europeo. “Prendiamo atto che Borrelli non fa più parte del Movimento Cinque Stelle” ha riferito in una nota Laura Agea, capo delegazione M5s al Parlamento europeo. Borrelli ha lasciato il movimento di grillo e si è diretto verso il gruppo Misto per “motivi di salute”. Motivi così importanti da impedire anche un dialogo tra lui e Luigi Di Maio al quale ha smesso di rispondere al telefono.

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