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Il M5s e i falsi rimborsi al microcredito: buco da oltre un milione

13 Feb 2018

Buco da 1.5 milione di euro nel fondo per il microcredito: una “gola profonda” che fa scoperchiare un sistema di bugie e omissioni e il M5s delude ancora in tema di rimborsi. Lo scandalo è scoppiato nei giorni scorsi in seguito ad un servizio della trasmissione Le Iene: in quella occasione i parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli davano in pasto agli italiani la “loro correttezza” e la loro “alta moralità”. Entrambi però sono stati messi a nudo: i loro bonifici non sono mai arrivati nelle casse del microcredito: non solo, i due parlamentari si sono anche preoccupati di pubblicare sul sito del M5S la certificazione del bonifico. Hanno dimenticato di raccontare un particolare: l’annullamento del bonifico entro le 24 ore successive all’avvenuta operazione di internet banking.

“Rimborsopoli” si allarga: altri i parlamentari coinvolti

E come un effetto domino vengono a galla altri nomi, big di quel Movimento che inneggia all’onestà condannando tutti gli altri: puntando direttamente alla pancia degli elettori per fare leva sul malcontento generale. E proprio chi si fregia di tali virtù cade miseramente davanti alle prime indagini. Ai nomi di Cecconi e Martelli si aggiungono anche quelli del senatore pugliese Maurizio Buccarella e di Barbara Lezzi. In queste ore verifiche anche per i bonifici di Vito Crimi, Danilo Toninelli, Carlo Sibilia, Michele Giarrusso da parte dei vertici pentastellati perché si sa “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

Di Maio li “caccia” ma loro per (ovvi) motivi saranno eletti e lui lo sa

Il leader del Movimento fa la voce grossa: annuncia la sua delusione per la vicenda dei rimborsi e mette alla porta i “suoi” candidati ma non può farlo. Il “caso Dessì” ha fatto scuola: al consigliere comunale candidato al Senato è stato fatto firmare un documento che lo vorrebbe fuori dai giochi in caso di elezione ma questo non è possibile. Una volta eletti non è cosa semplice rinunciare alla carica: le eventuali dimissioni post elezione richiederebbero il voto della maggioranza dell’Aula, una procedura che può durare mesi, anche anni, e poi concludersi in nulla di fatto. Cecconi e Martelli sono entrambi candidati: Cecconi attualmente candidato nel collegio uninominale di Pesaro e nel plurinominale Marche Nord, Martelli candidato al Senato in un collegio plurinominale in Piemonte.

Il commento emblematico di Pizzarotti

“Promettono la lotta all’evasione e poi non riescono a controllare i rendiconti di cento parlamentari” ha tuonato l’x grillino Federico Pizzarotti ai microfoni di Radio Capital sul tema dei rimborsi.

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