Tetto agli stipendi regionali: alcuni esempi di risparmi

In Italia, come noto, esiste un problema di squilibrio di costi. In Italia alcune Regioni prevedono, come stipendi per i propri consiglieri, cifre decisamente spropositate.

Questo è il classico esempio di una politica che chiede sacrifici ai cittadini, ma che, alla prova dei fatti, non è in grado di ridimensionarsi.

Qualche esempio, per meglio comprendere di cosa si parla. I consiglieri della Regione Liguria percepiscono un’indennità di 6.600 euro lordi, cui devono aggiungersi altri 4.500 euro di rimborsi spese – non sia mai che i consiglieri rimangano senza rimborsi. Il Sindaco di Genova, che ha la responsabilità di curare, da solo, gli interessi di più cittadini rispetto ai singoli consiglieri, ne percepisce 3.684 euro lordi al mese. Con la riforma, dunque, si risparmierebbero circa 3.000 euro a consigliere.

Altro caso non trascurabile è quello del Molise, la più piccola regione italiana.

Il sindaco di Campobasso, città capoluogo di regione, percepisce un’indennità di 37.872 euro annui per la sua funzione, cioè 3.156 euro al mese. I consiglieri regionali, invece, percepiscono niente poco di meno che 10.500 euro al mese. Il taglio sarà dunque superiore ai 7.000 euro al mese per ogni consigliere.

In Campania un consigliere regionale ha diritto ad una indennità di carica di 6.600 euro, lordi, al mese. A questa, come sempre, deve essere aggiunta anche la componente dei rimborsi – circa 4.400 euro al mese – per un totale di ben 11.000 euro. Se si raffronta questa cifra con lo stipendio del sindaco di Napoli il confronto è impietoso: 5600 mila euro al mese – secondo notizie di stampa – contro gli 11.000 di cui sopra.

Andando avanti nella rassegna notiamo che in Veneto, dove i consiglieri regionali percepiscono uno stipendio complessivo di 11.100 euro,  al sindaco di Venezia ne spettano 5.000.

Squilibri su squilibri, incomprensibili agli occhi dei cittadini.

La riforma costituzionale pone un principio, chiaro: i consiglieri regionali non potranno percepire uno stipendio superiore a quello del sindaco della città capoluogo. E le motivazioni sono abbastanza evidenti. Non si intende, come è ovvio, svilire il ruolo istituzionale dei consiglieri, si vuole, piuttosto, dire che uno stipendio pari a quello di un sindaco sarà più che sufficiente per svolgere la propria attività politica.

Un sindaco è chiamato a rispondere direttamente ai propri cittadini, senza alcuna possibilità di deresponsabilizzarsi. Parametrare lo stipendio dei consiglieri a quello di un Sindaco è un atto di coerenza istituzionale.

A norma del nuovo 122 della Costituzione – è scritto nero su bianco – gli stipendi dei consiglieri regionali non potranno superare quelli dei sindaci del capoluogo di Regione, per un risparmio complessivo di circa 40 milioni di euro. E questa, come si capisce, è una rivoluzione. Perché una politica che si ridimensiona è una politica credibile.