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Rifiuti elettronici: 5 mosse per smaltirli in modo sostenibile

18 Mag 2020

Il Coronavirus non ha cancellato i buoni propositi e soprattutto le buone pratiche in fatto di smaltimento dei rifiuti.

Oggi, grazie ai consigli di Ecolight, il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori esausti, vi proponiamo un semplice vademecum per gestire correttamente i rifiuti elettronici.

Si tratta di cinque semplici mosse, utili per imparare a smaltire i RAEE nella maniera adeguata e non vanificare l’impegno dedicato all’economia circolare nel periodo di lockdown.

 

Ripartiamo dall’impegno individuale per l’ambiente

Da Ecolight arriva un input preciso per una ripartenza che mette l’ambiente al primo posto.

Giocoforza separare i piccoli elettrodomestici dalle lampadine a risparmio energetico, togliere le pile e raccoglierle in contenitori adatti.

 

La gestione domestica dei rifiuti elettronici in cinque mosse

Un piccolo elettrodomestico, o magari un telecomando, ci consentono di riciclare plastica e metalli da metter nuovamente nel ciclo produttivo, al pari di qualsiasi materia prima.

«Gli R4 sono i RAEE che hanno visto una maggior crescita nel 2019: i quantitativi gestiti a livello nazionale sono aumentati del 15% rispetto all’anno precedente», sottolinea direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio.

«Uno sforzo decisamente importante che richiede in questa fase 2 di non essere vanificato, anzi, rafforzato con un piccolo impegno da parte di tutti».

Per sapere di più di questa importante fase di smaltimento, e gestire correttamente i piccoli RAEE, consideriamo cinque mosse specifiche.

  • Prima di tutto è necessario raccogliere tutti i rifiuti elettronici in uno stesso contenitore. Possiamo collocare insieme ad esempio: joystick, frullatori, tostapane, chiavette usb, telefonini e tablet con i loro caricabatterie e auricolari, router con gli alimentatori, casse bluetooth, ventilatori.
  • Una considerazione a parte va fatta per le lampadine a risparmio energetico, quelle a led e i neon non più funzionanti. In tutti i casi si tratta di RAEE ma occorre sistemarli in un’altra scatola.
  • È importante togliere – quando è possibile – la batteria dai dispositivi destinati alla discarica. L’operazione si rivela facile per i telecomandi, che funzionano con delle normali pile stilo, ma può essere più complessa se si rende necessario separare gli smartphone dal loro accumulatore.
  • Comunque è bene raccogliere le pile e collocarle in un contenitore specifico, a loro dedicato, meglio se un recipiente in plastica o in metallo per evitare accuratamente che eventuali sostanze inquinanti possano essere disperse nell’ambiente.
  • L’ultimo step è il conferimento, che va fatto tenendo in considerazione il servizio reso dall’ecocentro comunale.

La fase 2 infatti vede la riapertura da parte dei Comuni delle stazioni ecologiche, dove consegnare questa tipologia di rifiuto.

«L’impegno di ciascuno può contribuire ad una ripartenza corretta», spiega ancora Dezio.

«La strada di uscita dall’emergenza che stiamo vivendo passa necessariamente dall’economia circolare. Gli sforzi fatti negli ultimi anni in chiave ecologica non possono essere vanificati da una rincorsa economica che non tiene conto dell’ambiente. I primi a dare l’esempio sono i cittadini, differenziando e conferendo correttamente i loro rifiuti elettronici».

 

Rifiuti elettronici: una piccola miniera d’oro da smaltire correttamente

«La quarantena per molti ha significato fare pulizie e piccoli lavori domestici», tiene a sottolineare il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio.

«Nel sistemare un cassetto o svuotare uno scatolone in cantina, spesso sono emerse vecchie apparecchiature elettroniche. Telefonini, frullatori, telecomandi e caricabatterie di ogni genere che erano stati messi “da parte” in attesa di essere portati all’ecocentro, ma che poi sono finiti dimenticati.

Parliamo di apparecchiature che appartengono prevalentemente al raggruppamento R4 dei RAEE.

Sono rifiuti difficili da intercettare, solamente uno su cinque viene raccolto e gestito correttamente: alcuni seguono canali paralleli non autorizzati di gestione, altri rimangono banalmente “nascosti” in casa; ma sono oggetti che possono dare una grande mano alla causa dell’economia circolare.

Se opportunamente trattati, sono riciclabili fino al oltre il 95% del loro peso. Questa piccola “miniera” che spesso viene dimenticata può dare così un contributo importante alla causa ambientale».

 

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