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Pannolini usati che diventano sedie e arredi urbani

di Manuela Michelini, 9 Nov 2018

Il pannolino usato entra nel circuito del riciclo e diventa materia prima ad uso e consumo dell’economia circolare.

Oggi, grazie all’innovativo processo presentato  al salone Ecomondo alla Fiera di Rimini dalla FaterSmart, business unit di Fater spa, l’azienda italiana joint venture fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini, prende corpo il progetto riciclo prodotti assorbenti per la persona.

Per i pannolini, gli assorbenti e i prodotti utilizzati per l’incontinenza, si apre una seconda vita.

La tecnologia italiana a favore del riciclo

Il processo ideato è unico al mondo e consente di recuperare cellulosa, plastica e polimeri da utilizzarsi in tutta una serie di processi produttivi.

Dal recupero dei prodotti assorbenti usati è possibile creare arredi urbani e tutta un’altra serie di oggetti di uso quotidiano come sedie di plastica, grucce e mollette.

La Fater Smart è impegnata da tempo nel settore, ed ha aperto in Veneto a Treviso la versione 4.0 del primo impianto su scala industriale al mondo che consente di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati.

La nuova tecnologia ‘made in Italy’ ha ricevuto il riconoscimento Eco-Innovation dalla Commissione Europea.

Entrando nel merito, grazie proprio a questa innovativa tecnologia, è possibile riciclare i prodotti assorbenti per la persona i cosiddetti PAP usati di tutte le marche, ottenendo materie prime secondarie, rendendo così riciclabile una categoria di prodotti con tangibili vantaggi ambientali.

Considerando ad esempio l’utilizzo di 227 kg di pannolini usati riciclati è possibile realizzare una sedia di plastica.

Evitando che finisca in discarica una tonnellata di pannolini il processo di recupero consente

di ottenere 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e 75 kg di polimero super assorbente, grazie ai quali si possono realizzare fra gli altri cartoni per imballaggi industriali e nuovi prodotti assorbenti.

Discariche più leggere, un aiuto concreto per l’ambiente

Attualmente, secondo i dati forniti Rapporto Rifiuti Urbani 2017 di Ispra, finiscono ogni anno in discarica o smaltiti negli inceneritori circa 1 milione di tonnellate di prodotti assorbenti.

Parliamo del 3,7% del totale dei rifiuti che si producono in Italia.

Nel nostro paese la raccolta differenziata dei PAP è stata introdotta in circa 800 comuni italiani e coinvolge 12 milioni di abitanti.

Se questa tipologia di raccolta potesse essere estesa a tutto il territorio italiano consentirebbe di ridurre le emissioni prodotte ogni anno da 100 mila auto, garantendo un risparmio annuale pari al consumo di 10 ettari di suolo, in pratica di uno spazio che potrebbe ospitare 13 campi da calcio o addirittura uno spazio occupato da due Colossei.

«In Italia ogni giorno vengono smaltiti 10 milioni di pannolini per bambini, pannoloni per incontinenti e assorbenti igienici usati» – sottolinea Giovanni Teodorani Fabbri, direttore generale di Fater Smart -.

Eliminare i prodotti assorbenti dalle discariche e dagli inceneritori consente di evitare una mole di emissioni pari a quelle assorbite ogni anni da 30 mila alberi.

Il processo di riciclo

I PAP che arrivano all’impianto, in seguito alla fase di raccolta, vengono immessi nel processo di riciclo partendo dall’autoclave dove, grazie alla forza del vapore a pressione e senza l’utilizzo della combustione, vengono aperti e sterilizzati.

Poi si passa alla separazione delle componenti riciclabili.

Le materie prime secondarie così ottenute vantano un’elevata qualità e possono essere reinserite nel processo produttivo.

Le parti plastiche potranno essere impiegate nei principali processi di lavorazione della plastica, la parte cellulosica verrà utilizzata per applicazioni di vario tipo, dai prodotti assorbenti per animali domestici alle carte di elevata qualità ed ancora per la produzione di prodotti tessili e fertilizzanti.

Per quel che concerne invece il polimero super assorbente potrà essere reintrodotto nella catena per la creazione di nuovi prodotti assorbenti così come a supporto del settore florovivaistico.

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