Referendum propositivi: la Riforma dà più potere ai cittadini

Uno degli obiettivi che si prefigge questa riforma è, contrariamente a quanto spesso viene millantato, quello di promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni adottate dalla politica. Oltre alla possibilità di avere un quorum più basso per i referendum abrogativi, nel caso in cui si raggiungano 800mila firme – così come disciplinato da nuovo disposto dell’articolo 75 – la riforma costituzionale teorizza ed inserisce nel nostro ordinamento costituzionale due nuovi istituti: il referendum propositivo ed il referendum d’indirizzo.

Se volessimo, in prima approssimazione, dare una definizione generale di referendum propositivo, potremmo dire che questo intende determinare principi e criteri per disciplinare con una nuova legge la materia oggetto di referendum. La riforma costituzionale, nell’ottica di inserire questo nuovo strumento di partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, interviene sul disposto dell’articolo 71, integrandolo, e stabilendo che “al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi”.

La riforma costituzionale, dunque, non si limita a rafforzare istituti di partecipazione già esistenti, si spinge oltre e ne aggiunge di nuovi. In aggiunta è doveroso segnalare che, a differenza del referendum abrogativo, disciplinato da una legge ordinaria – la 352 del 1970 – la riforma prevede che la disciplina del referendum propositivo debba essere contenuta in una legge costituzionale che, secondo la gerarchia delle fonti, ha il medesimo valore della Costituzione.

Nella pratica, dobbiamo chiederci, quali sono gli effetti riconosciuti ai referendum propositivi? Nel caso in cui un nutrito numero di cittadini ritenga che il legislatore debba disciplinare una determinata materia, questi stessi cittadini potranno indire una consultazione referendaria, attraverso la quale ci si esprimerà su di una proposta di legge, per approvarla o respingerla. L’effetto più significativo, e sicuramente quello principale, è che, in caso di vittoria del Sì ad un ipotetico referendum propositivo, tale posizione diventa un vincolo per chi detiene il potere legislativo, che risulterà essere obbligato ad emanare una legge che sia coerente con la volontà popolare.

Oltre a segnare l’enorme importanza che assume una previsione del genere, per il fatto che permette ai cittadini di esprimersi in maniera vincolante nei confronti del potere legislativo, bisogna ricordare che alcuni Paesi, nonché alcuni enti locali italiani che godono di autonomie particolari, già prevedono tale strumento: dalla Val D’Aosta all’Alto Adige, dalla Repubblica di San Marino alla Svizzera.

Insomma, la riforma costituzionale si inserisce in quel filone di provvedimenti volti ad aumentare la partecipazione popolare, di modo che i cittadini siano, in maniera vincolante, messi nelle condizioni di dire la loro.