Italia in cammino

Record nella lotta all’evasione grazie ad un fisco più vicino ai contribuenti

8 Feb 2018

‘L’evasione fiscale è la piaga del Paese’, ‘Pagare meno per pagare tutti’, ‘Gli evasori in galera’: slogan condivisi da tutta la politica e dalla gran parte di cittadini onesti ma percepiti privi di significato. Per incapacità o convenienza il Parlamento per troppo tempo non è stato in grado di prendere provvedimenti di ampio respiro sul tema evasione, impantanato nelle rogatorie con i paradisi fiscali e troppo propenso ai condoni ‘una tantum’ per far rientrare qualche milione. I governi Renzi e Gentiloni hanno cercato invece di arginare la ‘fuga dalle tasse‘ con un’azione a 360 gradi che ha portato sul piano investigativo e della deterrenza all’introduzione degli scontrini telematici e del nuovo redditometro assieme all’inasprimento dei reati tributari che rappresentano un’extrema ratio. Ma l’innovazione più rilevante è stata creare un nuovo rapporto tra fisco, cittadini e imprese con meno controlli e più incentivi a dichiarare gli introiti reali: dalla scomparsa delle cartelle pazze di Equitalia alla ‘tax compliance’ fino alla ‘voluntary disclosure’, gli sconti per chi fa rientrare capitali.

Tax compliance

In parole povere è la linea volta a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari da parte del contribuente. L’obiettivo è spostare il controllo del Fisco nella fase pre-compilativa, basata sul confronto con i contribuenti. Un cammino verso la semplificazione che ha condotto all’introduzione del 730 precompilato on-line, a disposizione di ogni cittadino in possesso del PIN per il portale web dell’Agenzia delle Entrate dal 15 aprile di ogni anno. Il contribuente ha tempo fino al 23 luglio per accettare o correggere il modello, nel quale saranno già incluse le spese sanitarie che danno diritto a deduzioni e detrazioni. Per le modifiche il contribuente può procedere autonomamente o rivolgersi al CAF o ad altri intermediari autorizzati, ferma restando la possibilità di compilare e consegnare la dichiarazione dei redditi in maniera tradizionale. Novità importanti per le aziende sono il ‘reverse charge‘  grazie al quale sono i clienti, e non i fornitori, a versare l’IVA direttamente all’erario, lo ‘spit payment‘, che prevede lo stesso meccanismo di inversione contabile anche per i pagamenti effettuati dalla Pubblica Amministrazione, la fatturazione elettronica, facoltativa tra i privati ma obbligatoria se una delle parti è un ente pubblico.

Voluntary disclosure

Quello della fuga dei capitali nei paradisi fiscali non è un problema che riguarda solo l’Italia, come dimostrano le recenti inchieste dei Panama e Paradise Papers. Un primo risultato importante è stato raggiunto in termini di collaborazione con gli Stati esteri per far cadere il segreto bancario: con Svizzera, Lussemburgo, San Marino, Monaco, Città del Vaticano sono stati stretti accordi che hanno permesso il rientro di ingenti capitali di contribuenti che hanno regolarizzato la loro posizione senza alcun condono ma pagando le imposte dovute, con le sanzioni in misura ridotta. Un perno fondamentale per la lotta all’evasione fiscale è rappresentato dalla voluntary disclosure, la dichiarazione spontanea dei cittadini che detengono capitali all’estero sconosciuti all’Agenzia delle Entrate che possono sanare la propria posizione, sia sotto il profilo fiscale che penale, saldando il debito d’imposta che viene ridotto così come le sanzioni.

Reati tributari

La riforma dei reati tributari ha cercato di alleggerire il carico penale per gli evasori fiscali nell’ottica della collaborazione che il Governo ha inteso incentivare. Per gli omessi versamenti sono state riviste al rialzo le soglie quantitative oltre le quali viene contestato il reato e ed è stata prevista la possibilità di ridurre le sanzioni penali o applicare quelle amministrative se il fatto è di lieve gravità. In tema di dichiarazione fraudolenta e infedele, oltre alla soglia di punibilità alzata a 150.000 euro, non sono più punibili gli errori dei contribuenti in merito all’inerenza e classificazione dei costi indeducibili. La punibilità rappresenta dunque la sanzione per i furbetti più incalliti, che saranno svantaggiati dalla confisca equivalente obbligatoria del profitto del reato e dal nuovo regime prescrizionale introdotto dalla Riforma Orlando, che porta il termine per l’estinzione dell’illecito fino a 13 anni, con la possibilità di sospenderlo nel caso di rogatoria internazionale. È stata comunque prevista come causa di non punibilità il raggiungimento di un accordo con l’Agenzia delle Entrate per l’estinzione del debito, a conferma che la finalità principale delle misure è quella recuperatoria.

Equitalia cancellata

Un segnale importante di un fisco più vicino al cittadino è arrivato con la soppressione di Equitalia e il passaggio delle competenze all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Non solo un ‘rebranding’ ma una nuova modalità di indagine basata sul rispetto dello Statuto del Contribuente in un’ottica di collaborazione con il cittadino. Contemporaneamente sono state rottamate le cartelle esattoriali e abolite sanzioni ed interessi di mora che gli anni avevano fatto lievitare gli importi del debito d’imposta del cittadino, tenuto ora a pagare solo quello che deve, anche a rate con tempi più lunghi per presentare la domanda all’agente di riscossione. Cancellati anche gli studi di settore, sostituiti dagli ‘Indici sintetici di affidabilità fiscale‘, che ora permettono di premiare i contribuenti che vantano un altro grado di affidabilità fiscale.

Lotta all’evasione: è record

Il consuntivo del direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini sull’attività di riscossione nel 2017 evidenziano un record nell’attività di recupero dei tributi evasi. Nelle casse dello Stato sono rientrati 20,1 miliardi di euro, con un aumento del 5,8% rispetto al 2016, anno in cui la crescita delle risorse pubbliche recuperate era stata addirittura del 28%. Dati che certificano la bontà di questo nuovo modo di pesare il fisco: dei capitali rientrati 6,5 miliardi sono stati raccolti dalla rottamazione delle cartelle, con 1,5 milioni di contribuenti che hanno fatto domanda per regolare 6,3 milioni di avvisi di accertamento. I cittadini hanno inviato 2,4 milioni di dichiarazioni precompilate (+71%) e le imprese hanno emesso 30,2 milioni di fatture elettroniche. Meno cittadini ricorrono al contenzioso: 70mila gli appelli alla Commissione tributaria provinciale, in calo del 15% rispetto al 2016. I numeri dimostrano che un fisco più vicino ai contribuenti onesti non è più debole nei confronti degli evasori.

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