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Il Rapporto Italia dell’Ocse e i dati Istat sulla disoccupazione: Italia in crisi

1 Apr 2019

Il 2019 sarà ricordato in Italia per la crescita negativa, mentre il rapporto deficit/pil arriverà al 2,5%.

Dopo le ammissioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria, oggi arriva una doppia stangata per il Paese: i dati Istat sulla disoccupazione e il Rapporto sull’Italia dell’Ocse.

I dati sulla disoccupazione dell’Istat

Calano gli occupati tra gennaio e febbraio 2019, diminuiscono di 44mila i dipendenti occupati di cui 33 mila permanenti e 11 mila a termine. A febbraio 2019 aumentano di 30 mila unità gli indipendenti. I dati dell’Istat riguardanti la disoccupazione in Italia tracciano un quadro decisamente fosco: il tasso di disoccupazione passa dal 10,5% al 10,7%.

La fascia più colpita è quella centrale: meno 74 mila le unità occupate tra i 35 e i 49 anni, mentre aumentano gli occupati ultracinquantenni. A febbraio del 2019 sono state 34 mila le persone che hanno iniziato a cercare lavoro, con un aumento dell’1,2%; una crescita che riguarda soprattutto le persone over 35.

Tra dicembre 2018 e febbraio 2019 l’occupazione – dice l’Istat – sia per genere che nel complesso, registra una sostanziale stabilità rispetto ai tre mesi precedenti ma solo perché questo dato si associa al calo delle persone in cerca di occupazione.

Su base annua, secondo l’istituto, l’occupazione cresce dello 0,5% con nuove entrate nel mondo del lavoro da parte dei 25-34enni e ultra cinquantenni, quindi al netto della popolazione il dato è positivo se non fosse che la fascia tra i 35 e i 49 anni segna una forte battuta d’arresto.

Inoltre a crescere sono soprattutto i dipendenti a termine e gli indipendenti, mentre diminuiscono i permanenti.

Il Rapporto sull’Italia dell’Ocse

Gli investimenti pubblici sono crollati, bisognerebbe abrogare quota 100 perché aumenta il debito, rallenterà la crescita, ridurrà l’occupazione e se non applicata in modo equo, finirà per accrescere la diseguaglianza intergenerazionale, facendo solo aumentare il debito pubblico.

Le dichiarazioni non sono di un leader dell’opposizione ma di Agel Gurria, segretario generale Ocse che ha presentato oggi insieme al ministro dell’Economia Giovanni Tria, il Rapporto Italia.

Il documento boccia senza appello tutte le iniziative del governo giallo-verde. Dopo quota 100 infatti è la volta del reddito di cittadinanza, definito una giusta misura anti povertà che però incoraggia il lavoro nero. Tutto dipenderà dai programmi di formazione e ricerca del lavoro.

Il rapporto infine lancia un rischio povertà assoluta tra i giovani: la qualità del lavoro è bassa – ha dichiarato Gurria – e la discrepanza tra posti di lavoro e competenze è elevata rispetto ad altri paesi Ue.

Servirebbe un programma pluriennale di riforma istituzionali economiche e sociali, oltre che rivedere quelle leggi che invece hanno abrogato le misure approvate negli ultimi anni. Essenziale, inoltre, un contrasto vigoroso all’evasione, studiando ad esempio un sistema tributario più equo evitando condoni fiscali “ripetuti”.

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