Italia in Parlamento

Programmi elettorali, è gara a chi la spara più grossa

di Luca Soldini, 26 Gen 2018

Trentasette, sono i giorni che si separano dalle elezioni del 4 Marzo. Centinaia, i miliardi necessari per attuare buona parte delle roboanti promesse contenute nei programmi elettorali di quasi tutti i partiti. Zero, le possibilità di riuscirci davvero. Eppure il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno, era stato chiaro: “Servono proposte realistiche e concrete, necessarie per la dimensione dei problemi del Paese”. L’Italia ha infatti intrapreso, in questi ultimi anni, un difficile percorso di ripresa. Un percorso fatto di scelte mirate, scrupolose e, a volte, impopolari. Ci troviamo in un sentiero stretto, come lo ha definito il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: a correr troppo si rischia di scivolare, ma a procedere lentamente si rimane indietro. Due scenari pericolosi, due scenari da evitare.


Una gara a chi la spara più grossa


È in questo contesto che si inserisce la campagna elettorale che ci accompagnerà, forsennatamente, fino ai primi di Marzo. Ed è in questi mesi che saremo chiamati a barcamenarci tra Flat Tax, reddito di cittadinanza, pensioni a mille euro e abolizione delle tasse universitarie. La strategia è chiara: spararla più grossa degli altri. Le avvisaglie non sono state delle migliori, e sin dall’inizio i partiti si sono rincorsi in una gara a chi aboliva qualcosa.


L’irresponsabilità dei partiti

L’irresponsabilità con la quale tutti (o quasi) si stanno affacciando a questo difficile appuntamento elettorale è disarmante. Dovremmo fare meno e meglio, dovremmo avere proposte mirate e ragionevoli, invece, ahinoi, stiamo assistendo all’esatto contrario. Manca, quasi totalmente, il riferimento ad un sano principio di realtà, quantomeno di verosimiglianza. Fare proposte ragionevoli non significa abbandonare una visione del futuro o rinunciare a migliorare l’esistente. Fare proposte ragionevoli significa, semplicemente, considerare la realtà dei fatti.


Promettere l’impossibile è come mentire

Una politica slegata dalla vita reale, fatta di scelte assurde, permette di guadagnare consensi, ma è destinata ad infrangersi contro un muro. Individuare l’equilibrio tra sogno e realtà, tra utopia e realizzabile, tra legittime aspettative e possibilità concrete è difficile, ma necessario. D’altro canto “la politica è l’arte del possibile” e promettere l’impossibile non è fare politica, ma mentire spudoratamente. Siate seri, siate credibili, siate realistici, e sapremo scegliere il meglio.  

NOTIZIE CORRELATE

Italia in Parlamento

Tutti i numeri della Manovra 2019

31 Dic 2018

Approvata sul filo di lana, la Manovra 2019 porta tante novità, ma solo un terzo delle misure partirà subito. In arrivo misure per favorire la crescita demografica come il potenziamento del bonus nido e bonus bebè. Di contro però potrebbero

Italia in Parlamento

Tutti i numeri della manovra 2019

6 Nov 2018

Mentre continua il braccio di ferro tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e l’Europa, la legge di Bilancio arriva in parlamento. Inizia infatti oggi l’iter di approvazione della legge di Bilancio con un occhio al giudizio dell’Europa. Il “caso Italia”

Italia in Parlamento

Def: ecco tutte le misure contenute

5 Ott 2018

Il Def approda in Parlamento. Ecco tutte le misure contenute dal documento, dal reddito di cittadinanza alle pensioni, alla riforma Fornero alla Flat tax, alle banche. Ieri sera il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha depositato alle Camere la nota di