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Addio Plastica monouso: stop dal 2021

di Manuela Michelini, 23 Mag 2019

L’UE mette al bando la produzione di plastica monouso.

Il Consiglio europeo ha approvato la direttiva che a partire dal 2021 vieterà gli oggetti in plastica monouso, piatti e posate in prima linea.

La direttiva contiene tutta una serie di misure tese ad affrontare il problema dei rifiuti marini, soprattutto a fronte della presenza sempre più consistente sulle spiagge di prodotti di plastica monouso.

La direttiva limita la produzione di oggetti monouso in plastica ma soprattutto blocca quella delle posate usa e getta così come delle cannucce, dei cotton fioc, dei bastoncini per i palloncini, dei contenitori per alimenti e delle tazze in polistirolo espanso.

Votata il 21 maggio la direttiva verrà ora pubblicata sulle pagine della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, ed entrerà in vigore nei 20 giorni successivi all’atto di diffusione. Dal canto loro gli Stati membri hanno due anni di tempo per recepire la legislazione e inserirla nel loro diritto nazionale.

Il provvedimento considera anche misure specifiche per affrontare la presenza sempre più consistente di attrezzi da pesca abbandonati sulle spiagge.

Grazie alla direttiva l’Ue si colloca in prima linea nella lotta contro i rifiuti marini.

Le nuove regole

Scorrendo la direttiva si entra facilmente nel merito e si intuisce la portata delle novità, conseguenza diretta di tutta una serie di regole applicate a diversi prodotti. Nel dettaglio sono previsti:

. la messa al bando dei prodotti in plastica monouso per i quali esistono alternative sul mercato – bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini, ma anche tazze, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso e tutti i prodotti in plastica oxodegradabile;

.  misure volte a ridurre il consumo di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica e marcatura ed etichettatura specifiche di alcuni prodotti;

. regimi di responsabilità estesa dei produttori riguardanti i costi di rimozione dei rifiuti, applicati a prodotti come i filtri dei prodotti del tabacco e gli attrezzi da pesca;

.  un obiettivo di raccolta separata delle bottiglie di plastica del 90 % entro il 2029 (77 % entro il 2025) e l’introduzione di prescrizioni di progettazione per garantire che i tappi rimangano fissati alle bottiglie, ma anche l’obiettivo di integrare il 25 % di plastica riciclata nelle bottiglie in PET a partire dal 2025 e il 30 % in tutte le bottiglie di plastica a partire dal 2030.

La direttiva scongiurerà danni ambientali per un totale di 22 miliardi di euro

«Le cannucce o le forchette di plastica sono oggetti di piccole dimensioni che possono causare gravi danni duraturi – sottolinea Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca -.

La legislazione sulla plastica monouso riguarderà il 70 % dei rifiuti marini, scongiurando danni ambientali che ci costerebbero 22 miliardi di € entro il 2030. L’UE ha agito rapidamente e in modo efficace a seguito della proposta presentata dalla Commissione appena un anno fa. In fin dei conti si tratta di un atto legislativo europeo nella sua forma migliore – risponde alla domanda dei cittadini, va a vantaggio del pianeta e dei suoi abitanti e apre letteralmente la strada al resto del mondo».

Un plauso alla decisione dal WWF

Come tiene a sottolineare  la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi la decisione presa «è un fatto estremamente importante che deve spingere i governi ad impegnarsi con ancora maggior forza per affrontare l’emergenza plastica anticipando i tempi di applicazione della direttiva.

Nel Mediterraneo sono 134 specie vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, tutte e 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini».

La portata dell’emergenza, conseguenza dell’inquinamento da plastica, richiede un impegno globale da parte dei governi di tutto il mondo,  ma anche l’impegno dei singoli nel garantire stili di vita più sostenibili, rimarca ancora la presidente del WWF  che ricorda il lancio della petizione mondiale  #StopPlasticPollution per «chiedere ai governi di sottoscrivere un accordo che affronti in modo globale un problema che interessa ormai ogni angolo del pianeta».

“Un passo avanti importante” sottolinea il Circular Economy Network

La direttiva «È un passo avanti importante», commenta Stefano Leoni del Circular Economy Network promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e da 12 imprese e organizzazioni d’impresa.

«Ora la palla passa ai governi: dovranno fissare quote di riciclo minimo per filtri e prodotti del tabacco, palloncini, assorbenti igienici, salviette umidificate e prodotti della pesca».

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