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Pif e la giusta battaglia per i disabili in Sicilia

di Laura Coccia, 14 Giu 2017

La vicenda che coinvolge i cittadini con disabilità in Sicilia è grave e va affrontata. In questo senso, il PD deve mettere in campo tutte le iniziative necessarie per contribuire a risolvere un problema che riguarda i diritti di migliaia di persone.

La politica deve prendersi cura dei bisogni delle persone

Il fatto è che i fondi ci sono ma nessuno li spende, il fatto è che non esiste una mappatura dei bisogni e dei servizi da implementare. Il fatto è che migliaia di cittadini sono abbandonati a loro stessi. Serve qualcuno che ci metta impegno e competenza e offra la propria esperienza per costruire politiche efficaci a sostegno dei cittadini disabili perché quello che sta accadendo è oggettivamente insopportabile. Se la politica deve assolvere a un compito è proprio quello di prendersi cura dei bisogni delle persone.

Se non lo facciamo noi chi potrà occuparsene? Esistono delle leggi, bisogna farle applicare. Esistono delle risorse, bisogna saperle spendere. In una legislatura in cui ci siamo occupati come mai prima d’ora per il sostegno delle persone più fragili grazie all’approvazione di molti interventi mirati, è incredibile che in Sicilia la qualità di vita dei cittadini disabili peggiori di giorno in giorno senza che nessuno alzi un dito. Sono serviti PIF e Jovanotti per accendere un faro di attenzione su questo indecente teatrino (i soldi ci sono o non ci sono?).

Un impegno per i diritti

Come fa la politica a dirsi veramente tale se lascia sole le persone che hanno più bisogno? Anche Matteo Renzi, nell’ultima enews, è intervenuto e non si è nascosto promettendo tutto l’impegno del Pd per fare in modo che questa situazione cambi e che le istituzioni si prendano le loro responsabilità facendosi carico dei cittadini che stanno soffrendo le inefficienze dell’attuale amministrazione.

Sono certa che Matteo si impegnerà insieme a tutti quelli che stanno conducendo da mesi questa battaglia per fare in modo che i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari vengano finalmente riconosciuti e resi pienamente esigibili.

Questo deve avvenire applicando correttamente le norme esistenti, a partire dall’applicazione dell’art. 14 della legge 328/2000, la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, in cui si stabilisce che per la piena integrazione delle persone disabili siano attivati piano individuali che comprendono oltre alla valutazione diagnostico-funzionale, le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale.

Un’inerzia cronica insopportabile

Non si tolgono i fondi destinati ai cittadini disabili. Sarebbe opportuno che qualcuno avviasse una verifica e un attento monitoraggio di come le risorse vengono spese. E’ pensabile che la Sicilia non abbia neppure riscosso i fondi assegnati per il 2016 dal riparto del Fondo Non Autosufficienze che è stato incrementato dal governo? Sto parlando di 33 milioni di euro che le famiglie avrebbero potuto impiegare per prestazioni e servizi assistenziali. E’ possibile che la Sicilia non sia stata in grado di presentare la programmazione richiesta? E’ possibile che la Sicilia non abbia potuto chiedere le risorse perché non ha ancora speso quelle degli anni precedenti? No, non è pensabile e non è tollerabile.

Questa inerzia cronica è insopportabile, soprattutto, per chi come noi, nel corso dei mille giorni, ha cercato di cambiare profondamente il Paese offrendo ai cittadini nuove opportunità. Matteo Renzi quando dice che la politica deve stare in mezzo alla gente e risolvere i problemi ha in mente proprio questo: occuparsi di chi ha più bisogno trovando delle soluzioni e facendo bene il proprio lavoro. Sono certa che darà seguito agli impegni presi restituendo speranza e fiducia nelle istituzioni a tutti i cittadini che oggi si sentono traditi dalla incapacità cronica di certi amministratori.

Continuare a lavorare con impegno

Noi vogliamo occuparci dei problemi. E vogliamo fare in modo che il lavoro che svolgiamo con impegno in parlamento non sia reso vano da inefficienze locali. Anche con la delega sull’inclusione abbiamo dimostrato che esiste un modo per lavorare insieme alle famiglie e alle associazioni per costruire nuovi progetti di inclusione. Mi auguro che l’amministrazione si metta seduta intorno a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti e risolva i problemi definitivamente e concretamente, restituendo un’immagine di sé migliore di quella che abbiamo avuto fino ad oggi.

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