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Piante ornamentali per il distanziamento sociale in classe

di Manuela Michelini, 17 Lug 2020

È una formula destinata a fare tendenza quella che contraddistingue la ripartenza green di alcune scuole a Bolzano e che prevede piante in classe per il distanziamento sociale. Dopo lo stop forzato imposto dal Covid-19 l’idea di un rientro del tutto naturale a settembre ha già coinvolto diversi istituti scolastici in Alto Adige.

Il progetto di riapertura è contraddistinto dalla collocazione di piante ornamentali in classe per garantire un distanziamento sociale più accogliente e in linea con l’ambiente.

La proposta alternativa parte dalle aule della Facoltà di Scienze della Formazione dove la prof.ssa Beate Weyland sta sperimentando il distanziamento green, coinvolgendo con una simulazione le diverse scuole che hanno già dato la disponibilità a procedere con la nuova formula.

La prof.ssa Weyland, associata di Didattica nel campus di Bressanone, coordina PAD-LAB, un gruppo di ricerca interdisciplinare posto a metà strada fra pedagogia, architettura e design impegnato nel processo di ripensamento degli spazi scolastici.

“Dal 2015 i ricercatori del nostro gruppo hanno accompagnato più di 30 comunità scolastiche e amministrazioni comunali nella redazione di linee-guida pedagogiche e architettoniche per adattare spazi e didattiche alle nuove esigenze culturali e formative delle giovani generazioni – spiegano da PAD-LAB –“.

Nei mesi scorsi, a partire dal lockdown, le 10 comunità scolastiche che al momento sono in convenzione di ricerca con la Libera Università di Bolzano sulla trasformazione di spazi e didattiche, hanno avviato una stretta collaborazione con il gruppo di ricerca per ideare una diversa organizzazione degli spazi scolastici per garantire un rientro a scuola nel rispetto del distanziamento sociale.

Le piante al centro del progetto scolastico di distanziamento sociale

La proposta alla quale il gruppo di ricerca sta lavorando punta alla realizzazione di una “scuola domestica”, come amano definirla, organizzata in maniera tale da garantire ai bambini e ai ragazzi un rientro in totale sicurezza con un occhio di riguardo all’accoglienza e all’ambiente grazie anche all’utilizzo delle piante.

“Lo sforzo che stiamo facendo è quello di evitare un’accoglienza militaresca e ospedaliera, che può rischiare di mettere paura e di creare situazioni di ansia, totalmente ostili ai processi di apprendimento, osservando comunque le imposizioni di prevenzione contagio”, specifica la prof.ssa Weyland.

Tre tematiche a supporto del progetto green

Tre i temi fondamentali sui quali poggia il progetto.

Si parte dal tema della natura indoor, supportata dalla volontà di portare l’ambiente in uno spazio chiuso con tutta una serie di accorgimenti ed un uso armonioso di piante e fiori.

Si passa poi al comfort, considerando la scuola e le aule alla stregua di ambienti “soggiorno”, da configurarsi collocando postazioni individuali e isole per piccoli gruppi, sistemati di fronte alla cattedra e alla lavagna.

A chiudere la terna progettuale troviamo il tema dell’arte con invito esteso agli artisti locali ad esporre a scuola le loro opere, coinvolgendo i più piccoli e spingendoli a disegnare per creare nuova bellezza.

 

“Quello che vorremmo fare e che inizieremo a simulare nelle scuole Pestalozzi di Bolzano e nella scuola media di Vipiteno è l’inserimento di piante “avatar” a scuola, di cui ogni allievo sarà responsabile e che avrà modo di curare – spiega Weyland -. Queste piante offrono l’occasione di realizzare un distanziamento naturale e possono trasformarsi in strumenti di educazione alla cura e alla salvaguardia del nostro pianeta.

Inoltre è stato provato scientificamente che la presenza di piante in un ambiente di apprendimento è benefica non solo per l’umidificazione e il ricambio dell’aria, ma anche perché favorisce l’attenzione e la concentrazione dei bambini”.

 

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