Italia in cammino

Sostegno al progresso digitale delle imprese: ecco il piano ‘Industria 4.0’

7 Feb 2018

Con la Legge di Bilancio 2018 il Governo ha confermato il Piano Industria 4.0, che prevede incentivi e investimenti per la digitalizzazione delle imprese. Il piano di agevolazioni fiscali e di potenziamento degli istituti tecnici superiori nella formazione digitale dei dipendenti mira a sostenere quella che autorevoli studiosi hanno chiamato quarta rivoluzione digitale, iniziata anche in Italia, il secondo Paese manifatturiero in Europa. Le fabbriche sono sempre più interconnesse, la produzione sempre più automatizzata. Il Piano Industria 4.0 rappresenta un’opportunità per tutti gli imprenditori che vogliono cogliere la sfida della digitalizzazione. Nessun limite dimensionale o territoriale, nessun bando a cui rispondere ma un impegno finanziario dello Stato a sostegno delle imprese che investono in crescita e innovazione.

La quarta rivoluzione industriale

Non si può negare come il mondo dell’impresa stia radicalmente cambiando. Un rapporto della multinazionale McKinsey ha evidenziato quattro fondamentali direttrici di sviluppo: l’utilizzo dei dati con la centralizzazione delle informazioni grazie ad open data e cloud computing, l’analytics o ‘machine learning‘, cioè la capacità delle macchine di perfezionare la loro resa immagazzinando dati, l’interazione uomo-macchina che si spinge fino alla realtà aumentata e infine il rapporto tra digitale e reale, con la stampa 3D e la robotica. ‘Industria 4.0’ non è un termine altisonante ma una realtà storica di fatto. La quarta rivoluzione industriale, termine usato per la prima volta nel 2011 alla Fiera di Hannover in Germania e al centro di un gruppo di lavoro della multinazionale Robert Bosch GmbH e della Acatech (Accademia tedesca delle Scienze e dell’Ingegneria), sarà presto sui libri di storia come le tre precedenti ed è già stata al centro del World Economic Forum di Davos del 2016, intitolato ‘Mastering the Fourth Industrial Revolution’.

La formazione dei dipendenti

La formazione dei dipendenti diventa uno dei perni fondamentali sul quali investire. Il ‘Piano Industria 4.0‘ ha previsto un credito d’imposta del 40% fino al 2020 delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente nel periodo in cui è occupato in attività di formazione, che non concorre alla formazione del reddito o della base imponibile dell’IRAP ed è riconosciuto fino a 20 milioni di euro l’anno. L’agevolazione si applica sul ‘costo aziendale del personale’, quindi sul costo del lavoro e non su quello della formazione. Ciò vuol dire favorire direttamente i dipendenti dell’azienda e stimolare l’aggiornamento del patrimonio di conoscenze dei lavoratori senza che chi ha più anzianità di servizio sia lasciato ai margini perché ormai ‘obsoleto’. Investimenti importanti sono previsti anche sugli istituti superiori secondari che favoriranno l’innovazione rilasciando diplomi di studio già adeguati all’industria 4.0. Sono previsti 10 milioni di euro di investimenti nel 2018, 20 nel 2019 e 35 a partire dal 2020.

L’ambito di applicazione

Le nuove tecnologie e capacità potranno essere sfruttate in tutti i settori dell’azienda, a cominciare da quello centrale, la produzione, ma arrivando anche a vendita e marketing, con la possibilità di adeguare alle ultime innovazioni alla gestione del magazzino, i servizi ai consumatori e le ricerche di mercato. Incentivata è anche la ricerca operativa informatica, dall’elaborazione elettronica di dati alla progettazione di sistemi, software e per lo sviluppo e gestione dei beni strumentali.

Le altre misure

Un forte incentivo è dato anche al rinnovo dei beni strumentali delle imprese: è previsto un iperammortamento al 250% di tutti gli investimenti effettuati per l’acquisto o il leasing di beni materiali o immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione dell’azienda verso l’industria 4.0. Inoltre per tutti gli altri investimenti, la Legge di Bilancio ha confermato un superammortamento al 130%. Inoltre è stata rinnovata la ‘Nuova Sabatini‘, che punta a sostenere le imprese nel momento in cui si rivolgono alle banche per ottenere finanziamenti necessari agli acquisti di macchinari e attrezzature ad uso digitale. La misura ha una dotazione di 330 milioni di euro per i prossimi 5 anni e prevede un contributo statale nel pagamento degli interessi per finanziamenti fino a 2 milioni di euro. Inoltre per quegli imprenditori che hanno difficoltà ad accedere al credito, è stato previsto un Fondo di garanzia pubblico che può garantire fino all’80% del prestito fino ad un massimo di 2.5 milioni di euro per impresa, fornito anche in più soluzioni.

Il patent box

Consiste in un regime opzionale di tassazione previsto dal ‘Piano Industria 4.0‘ per i redditi derivanti dallo sfruttamento economico dei beni immateriali: utilizzo di software protetti da copyright, di brevetti industriali, di disegni e modelli ed ogni altro know how. La finalità è quella di rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti interni ed esteri di lungo termine favorendo la collocazione o il rientro dei beni immateriali e favorendo l’investimento in ricerca e sviluppo.

I risultati

A un anno dal varo, il Ministero dello Sviluppo Economico ha tracciato un bilancio del ‘Piano Industria 4.0‘ più che positivo: gli ordinativi di beni strumentali sono cresciuti dell’11,6%, è cresciuto il numero delle imprese che aumenteranno la spesa in ricerca e sviluppo mentre lo Stato ha garantito un investimento di 3.5 miliardi di euro per l’espansione della banda larga. Anche la capacità del Paese di attrarre capitali esteri è stata di recente confermata dalla notizia che Bayer Italia, ramo della multinazionale farmaceutica, ha annunciato di aver accelerato tutti i progetti di industria 4.0 dopo gli 11 milioni di euro già investiti. Al centro-sud, una zona fondamentale per il settore dell’aerospazio, un sondaggio dell’Osservatorio Mecspe ha evidenziato che il 64,7% degli imprenditori ha giudicato positivamente le misure previste dal ‘Piano Industria 4.0’.

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