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Patto Europeo sulla Plastica: aderisce anche l’Italia

di Manuela Michelini, 12 Mar 2020

Anche l’Italia ha deciso di aderire al Patto europeo sulla plastica il cosiddetto “European Plastic Pact”.

Parliamo di una scelta consapevole, che punta ad accelerare il riuso e il riciclo della plastica mettendo in atto soluzioni innovative, capaci di incentivare il passaggio ad una forma più avanzata di economia circolare.

La coalizione pubblico-privata, lanciata nel 2019 da Paesi Bassi e Francia, riunisce tutti gli attori del settore impegnati ad evitare gli sprechi e ad incoraggiare il riuso per non appesantire l’ambiente e lasciare una terra più sana e pulita alle nuove generazioni.

Quattro punti cardine per realizzare nuove soluzioni

Governi ed imprese studiano nuove soluzioni per gestire la plastica considerando quattro elementi chiave, nel dettaglio:

  • la progettazione circolare di imballaggi e prodotti in plastica monouso, con l’obiettivo di ridurne la quantità vergine di almeno il 20% (in peso) entro il 2025, con la metà di questa riduzione proveniente da una limitazione assoluta della plastica;
  • l’uso responsabile della plastica;
  • il riciclaggio delle materie plastiche;
  • l’uso di plastica riciclata, aumentando la consistenza delle procedure entro il 2025.

Chi ha sottoscritto l’adesione al Patto si impegna a sviluppare nel proprio paese politiche ambientali antinquinamento, tese a favorire un uso consapevole della plastica. Si parla di una scelta che considera di investire soprattutto nelle infrastrutture di raccolta e riciclo dei rifiuti, con soluzioni adeguatamente supportate dall’implementazione di politiche fiscali studiate ad hoc per sostenere e sensibilizzare i cittadini-consumatori, che si impegnano in prima persona.

L’Italia aderisce con convinzione, spiega il ministro dell’Ambiente

“Abbiamo aderito con convinzione al Patto europeo sulla plastica – ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – La proposta di aderire ha subito suscitato il nostro interesse. Siamo convinti che una tematica così complessa come quella legata alla plastica, e il contrasto all’inquinamento prodotto, necessiti di strumenti condivisi tra i Paesi europei e tra i molteplici attori coinvolti nella gestione. Il Patto è uno strumento prezioso per affrontare meglio il ciclo della plastica, dalla progettazione dei prodotti alla produzione al corretto riciclo”.

“Del resto, siamo già pienamente attivi a livello nazionale – ha proseguito il ministro -. Stiamo lavorando, con i ministeri competenti, a un piano nazionale sulla plastica sostenibile. La campagna plastic free del ministero dell’Ambiente ha avuto numerosissime adesioni, inclusa quella del Quirinale. La legge ‘Salvamare’, già approvata alla Camera, è fondamentale per liberare il mare dai rifiuti e dalla plastica. Nel dl clima, sono previsti fondi ad hoc per le macchinette mangia-plastica. Sono tutti tasselli per contrastare la plastica monouso e gli imballaggi in plastica. La riduzione dei rifiuti e il riciclo di quelli esistenti è la base per il nostro futuro”.

Partecipazione volontaria ma progressi monitorati

La partecipazione al patto è assolutamente volontaria ma una volta che si è scelto di aderire i progressi saranno oggetto di un monitoraggio costante, con segnalazioni fornite dai firmatari da inviare ad una segreteria centrale, che terrà traccia dei risultati.

I primi gruppi di lavoro hanno avviato le attività di monitoraggio e rendicontazione, discutendo di come ridurre e riutilizzare, progettare la circolarità, realizzare nuovi modelli, guidare la catena di fornitura e tanto altro ancora.

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