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Pace fiscale o Condono?

18 Set 2018

Il contratto di Governo prevedeva una misura utile per le persone “ostaggio di Equitalia”. Nel corso dei primi mesi di governo però, la platea dei beneficiari della pace fiscale si è per così dire amplificata. La coalizione giallo-verde in proposito al momento di firmare il contratto per il governo di cambiamento aveva le idee chiare perché “escludeva qualsiasi finalità condonistica”. Solo un aiuto per i cittadini in difficoltà.

 

La pace fiscale e le tre aliquote

Oggi la proposta ha preso forma di una pace fiscale su tre aliquote che dovrebbero essere applicate non solo in base al reddito ma anche alla situazione patrimoniale.

La pace fiscale del M5S

Secondo il Movimento 5 Stelle la misura non riguarderà i grandi evasori ma solo le parti più deboli della società, per poter permettere loro di ripartire senza essere più perseguitati dal fisco. Quindi non si dovrebbe parlare di condono perché non riguarderebbe i ricchi.

La pace fiscale della Lega

Diverse però le posizioni della Lega i cui esponenti parlano di pace fiscale il più possibile ampia. C’è chi si sbilancia e chiede una manovra simile a quella varata nel 2002 dall’allora ministro delle Finanze Giulio Tremonti. La Lega con la pace fiscale molto ampia punterebbe ad incassare anche 20 miliardi.

 

Come funzionano le tre aliquote previste

Al momento le tre aliquote previste dalla pace fiscale sono al 6, al 15 e al 25%. Questo significa che il contribuente inadempiente potrebbe pagare al Fisco solo una parte del debito accumulato in base all’entità della somma da restituire. Ma aderirebbero agli scaglioni più bassi quelli in grado di dimostrare di avere un reddito più basso.

Tutto il resto però resta da chiarire.

 

A cosa verrà applicata la pace fiscale

La pace fiscale, come misura una-tantum potrebbe essere applicata non solo alle pendenze fiscali del singolo cittadino e delle aziende ma anche alle sanzioni amministrative come le multe. A quanto pare saranno escluse le pendenze riguardanti l’IVA e la previdenza.

 

Pace fiscale, cartelle esattoriali e patteggimento

Sembra che la manovra possa riguardare anche altri contenziosi oltre alle cartelle esattoriali; per agevolare la pace fiscale inoltre, potrebbe essere ampliata la platea del patteggiamento con adesione con una misura a regime e non una tantum. Anche per questo motivo la maggioranza giallo-verde non vuole sentire parlare di condono.

 

Si torna anche a parlare insistentemente di Voluntary disclosure, ossia emersione dei capitali per far rientrare i capitali portati all’estero nelle cassette di sicurezza non dichiarate.

Una misura che sarà dura da digerire al M5S che non vuole sentire parlare di scudi fiscali “con cui si facevano rientrare i soldi della magia al 5%”.

 

Le questioni in sospeso della pace fiscale

La grande questione ancora in sospeso che farebbe diventare la pace fiscale un vero e proprio condono (una manovra Tremonti Bis che piacerebbe molto alla Lega) è il tetto massimo di applicazione.

Il limite attualmente oscilla tra i 100 mila e 1 milione di euro. Una forbice non indifferente.

Non è ancora stato chiarito inoltre se per l’applicazione delle diverse aliquote servirà sia il reddito che la somma a debito. Né se avrà la precedenza solo quest’ultima.

Forse il 25% sarà destinato solo a debiti con il fisco superiori a 500 mila euro. Con cifre simili però, difficile a questo punto non pensare ad un condono.

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