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L’obbligo di vaccinarsi è una tutela per la comunità

di Simona Malpezzi, 20 Mag 2017

L’obbligatorietà dei vaccini per l’accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia, stabilita con il decreto approvato ieri, è lo strumento migliore per proteggere la nostra comunità, tutelare i più indifesi che non possono vaccinarsi (non che non vogliono, non possono proprio!) e dare un segnale forte a tutti quegli adulti che non hanno memoria e che si affidano a infondati pregiudizi che nulla hanno a che fare con la scienza. Quando viene meno il dovere dei cittadini di garantire e proteggere la salute dei propri cari, quando alla scienza si contrappone la fantascienza che si fonda su dati incerti e confutabili, quando una scelta così importante rischia di diventare un’ opinione, lo Stato deve intervenire prendendosi letteralmente cura.

Il diritto alla salute

Rifiutando di vaccinare i propri figli si mette in pericolo tutta la comunità, dunque, questa si trasforma in una scelta non più personale ma collettiva. Allora il nostro compito diventa quello di proteggere il diritto alla salute di tutti i cittadini.

Il governo ha scelto una linea chiara che, insieme all’obbligo, introduce indirettamente il valore di un percorso collettivo fatto con i genitori più scettici, quasi come se la scuola, in questo caso, fosse per loro. Una sorta di formazione per aiutare a capire quanto vaccinare sia fondamentale per garantire una vita sana ai propri figli.

La diffusione di internet ha purtroppo preso il sopravvento nella possibilità di informarsi e, dunque, nella formazione delle opinioni.

Oggi invece di affidarsi ai medici per scegliere in modo consapevole, troppo spesso si dà credito alle dicerie diffuse in rete da sedicenti esperti producendo, come nel caso dei vaccini, un rischio non soltanto per i nostri figli ma anche per quelli degli altri.

E’ grave quando in una comunità il senso di solidarietà si indebolisce; noi vacciniamo i nostri figli pensando anche a quelli degli altri. Limitando la diffusione di un virus proteggiamo anche i più deboli. Questo è il senso profondo della parola comunità, un insieme di individui che si protegge a vicenda.

Cambio di paradigma culturale

Bisogna dirlo chiaro e forte: i vaccini non costituiscono una minaccia contro i nostri figli ed è sorprendente che proprio la mia generazione che ha straordinariamente beneficiato degli effetti della profilassi di massa, oggi tema improbabili controindicazioni e rinunci, dunque, a tutelare la salute delle nuove generazioni.

Serve, dunque, un cambio di paradigma culturale che crei le condizioni per una nuova educazione alla vaccinazione non solo per i bambini ma anche per i preadolescenti. Quante giovani donne e uomini conoscono i pericoli che derivano dal papilloma virus? Eppure le infezioni da HPV che possono causare tumori sono diminuite del 90% nelle giovani donne vaccinate.

Per questo, insieme all’obbligo di vaccinazione per l’accesso alle comunità scolastiche dei nidi e dell’infanzia, occorre proprio soffermarsi sulla formazione ai genitori.

Si cambia insieme.

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