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Dalla micromobilità al noleggio sostenibile, il trasporto sarà green?

8 Gen 2021

La qualità della vita dipende, inevitabilmente, dalla qualità dell’aria che respiriamo: la pandemia ha contribuito ad acuire questa consapevolezza che, ormai, non riguarda solo i cosiddetti ecologisti, ma è di comune dominio. Congestione del traffico e inquinamento – nelle grandi città e non solo – sono questioni di grande attualità che richiedono soluzioni immediate. Scooter e monopattini elettrici, da soli, non risolvono il problema, ma sono la spia di un cambiamento culturale che impatterà in modo sempre più evidente sul mondo della mobilità. “Sia gli utilizzatori che le aziende devono aprirsi a modelli innovativi di mobilità che abbracciano il car sharing e il car pooling, ma anche il trasporto pubblico locale e le imprese: coinvolgendo, in particolare, il fleet manager, ovvero il responsabile della flotta aziendale” spiega Massimo Vanzulli, titolare della Vanzulli srl con esperienze importanti nel campo del car-sharing e del noleggio green, vincitore del premio The Green Manager of the Year 2011.

 

“Tra i cambiamenti in atto – e sotto gli occhi di tutti – c’è la diffusione e la cosiddetta micro mobilità, ovvero l’uso di monopattini, scooter elettrici, bici a pedalata assistita e simili per coprire le breve distanze: un fenomeno tipico delle grandi città europee che si sta affermando anche nei nostri centri urbani. Aumentare le piste ciclabili e incentivare la mobilità attiva è senz’altro una strada da percorrere che, tuttavia, deve accompagnarsi a strategie più ambiziose per sostenere la rivoluzione verde.”

Il futuro sono le vetture elettriche, ma anche i servizi di  mobilità integrati e intermodali. Questo cambio di paradigma deve coinvolgere in primis gli operatori, ovvero le società di noleggio e le case costruttrici, ma anche le istituzioni, grazie a meccanismi virtuosi in grado di premiare la progettualità delle aziende e di far emergere le soluzioni più innovative. Mettendo in discussione il modello italiano, ancora basato su un tasso di motorizzazione record a livello europeo, su un parco autovetture obsoleto e fortemente inquinante che si sta rivelando insostenibile, come conferma anche il 17° Rapporto sulla mobilità degli italiani “Audimob” ISFORT 2020.

In questo scenario, quale sarà il ruolo delle concessionarie? Emblematico il caso della Vanzulli srl: “La nostra attività è fra le poche aziende a conduzione familiare sopravvissute alle crisi e ai tentativi di acquisizione nei momenti di recessione. Per proiettarsi nel futuro, la classica concessionaria dovrà puntare sulla diversificazione dei servizi, oltre che sulla digitalizzazione. Sono i due fattori che ci hanno permesso di difendere la nostra presenza sul mercato, diventando un punto di riferimento per la clientela nella vendita diretta, nel noleggio a breve e lungo termine ma anche nei servizi di riparazione a 360°”.

 

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