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Uk, May firma accordo salato con nord irlandesi

di Alessandro Maran, 28 Giu 2017

Il primo ministro inglese Theresa May ha indetto le elezioni anticipate con l’obiettivo di consolidare la sua presa sul Parlamento in vista dei negoziati per la Brexit. Le cose però non sono andate come aveva sperato e il suo partito non ha più la maggioranza in Parlamento.

Lo stallo in Parlamento dopo le elezioni

La House of Commons è formata da 650 deputati e la maggioranza necessaria è di 325. I Conservatori di Theresa May non hanno raggiunto la soglia necessaria, ottenendo 318 deputati (13 in meno rispetto alle elezioni del 2015). Il Labour Party ne ha conquistati 262 (+ 30), lo Scottish National Party 35 (- 21), i Liberal Democrats 12 (+ 4) e i Democrats Unionists 10 (+ 2).

L’accordo con gli Unionisti

I Conservatori sono, tuttavia, ancora il primo partito nella House of Commons e ora hanno raggiunto un’intesa con il partito dell’Irlanda del Nord, il  Democratic Unionists Party (DUP), che garantirà loro il sostegno nei “key votes”.

Messi insieme, i 318 deputati Conservatori e i 10 deputati del DUP, hanno la maggioranza. Ma non si tratta di una vera e propria coalizione. Normalmente, una coalizione è formata da partiti diversi che raggiungono un’intesa su un programma comune, forniscono al governo i ministri (che vengono da tutti i partiti che formano l’alleanza) e garantiscono la maggioranza parlamentare in grado di sostenere la politica governativa. I Conservatori ed il DUP hanno, invece, sottoscritto quello che viene denominato un “confidence and supply agreement”. Il che significa che il DUP accetta di sostenere i Conservatori nei “key votes” (come il voto sul bilancio o i voti di fiducia) ma non è vincolato ad appoggiare gli altri provvedimenti.

I benefici economici per l’Irlanda del Nord

Oltre all’ovvia influenza e al prestigio che gli deriva dall’essere associato al governo del Regno Unito, per il DUP c’è anche 1 miliardo di sterline da spendere in Irlanda del Nord. Si sono accordati, inoltre, su una serie di priorità politiche, come la garanzia di aumentare le pensioni di almeno il 2,5% l’anno e quella di mantenere la spesa per la difesa e per l’agricoltura (in Irlanda del Nord) agli attuali livelli per tutta la durata della legislatura. Insomma, il Northern Ireland riceverà più soldi per le strade, gli ospedali (c’è chi dice che il servizio sanitario nordirlandese sia il vero vincitore: riceverà 300 milioni di sterline che gli consentiranno di tirare il fiato) e altri progetti infrastrutturali; e le imposte sui redditi d’impresa rimarranno a Belfast e altri soldi saranno resi disponibili per la banda larga e l’istruzione. Il Sinn Fein ha detto che “l’accordo è un assegno in bianco per la Brexit dei Tories”, ma ogni soldo che arriva in Irlanda del Nord è “benvenuto”.

La storia del DUP

Il DUP, fondato nel 1971 dal reverendo Ian Paisley, un pastore protestante fondamentalista, in opposizione a quello che riteneva un progressivo approccio liberale da parte degli Ulster Unionists (il partito dell’establishment politico fin dalla fondazione dello stato nel 1921), è un partito di estrema destra, unionista (a favore del Regno Unito, non dell’Unione europea, ovviamente), sostenitore della Brexit e socialmente conservatore. Ora è il quinto partito del Parlamento e con il 36% dei voti in Irlanda del Nord ha portato in Parlamento 10 deputati.

Oggi il DUP è meno rigidamente religioso dei tempi del Rev. Paisley, ma sulle questioni sociali è ancora profondamente conservatore. Si oppone al matrimonio tra persone dello stesso sesso ed è antiabortista (l’aborto resta illegale nell’Irlanda del Nord, salvo casi medici specifici). Ruth Davidson, il leader (gay) dei Conservatori in Scozia, ha preteso infatti dalla May la garanzia che l’accordo non avrebbe influenzato in alcun modo i diritti degli omosessuali. E in molti in Scozia e nel Galles sono preoccupati per le misure finanziarie speciali siglate in favore dell’Irlanda del Nord.

Le preoccupazioni per il processo di pace in Irlanda del Nord

C’è qualche preoccupazione anche per gli sviluppi del processo di pace in Irlanda del Nord (il cosiddetto Good Friday Agreement). Anche perché il DUP è stato allora l’unico grande partito ad opporsi all’accordo. Il Sinn Fein, i SDLP e l’Alliance Party hanno detto subito che un accordo tra i Conservatori e il DUP a Westminster avrebbe reso il “power-sharing” a Stormont, la sede dell’assemblea del Northern Irland a Belfast, più difficile. E secondo l’ex segretario del Labour dell’Irlanda del Nord, Peter Hain, l’intesa rischia di “mettere in pericolo la neutralità, l’atteggiamento non-partisan che un primo ministro e un segretario di stato devono avere in relazione alle politiche dell’Irlanda del Nord”.

Brexit e l’incertezza sui negoziati

Theresa May ha giustificato le elezioni anticipate con la necessità di una maggioranza più ampia per rafforzare il governo nel negoziato sui termini del ritiro del Regno Unito dall’Unione europea. Non sembra però che la Brexit sia stata la questione principale delle elezioni e, comunque, il fatto che la May abbia perso significa che permane una certa incertezza sui negoziati che verranno.

Stando a quanti sostengono una Brexit che massimizzi i legami commerciali (è la posizione del Labour), il risultato dimostra che gli elettori respingono la visione della Brexit del primo ministro inglese. Il DUP, invece (che resta un partito euroscettico), condivide ampiamente la strategia di May e si è impegnato a sostenerla in ogni voto a Westminster.

May leader indebolita

C’é chi ha descritto Teresa May come una “dead woman walking”. May si è indubbiamente indebolita; ha scaricato due dei suoi più stretti consiglieri per calmare le voci critiche nel Partito conservatore e ha dovuto accettare uno stile di governo più collegiale, ma per il momento i Conservatori non vogliono rischiare di incappare nella rabbia degli elettori invocando nuove elezioni. Oltretutto, il Partito laburista di Jeremy Corbyn è in crescita, dunque perché rischiare? Resta il fatto che i Conservatori non hanno la maggioranza in Parlamento e che il Labour non può mettere insieme una coalizione in grado di assicurargli una maggioranza. L’obiettivo sembra ora quello di governare per un’intera legislatura con il sostegno del DUP, ma i precedenti (nel 1974 ci furono due elezioni in un anno) dicono che è un obiettivo molto difficile da raggiungere.

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