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Manifestazione PD: io c’ero, parla un giovane ventenne

1 Ott 2018

Il 30 settembre il Partito Democratico è sceso in Piazza del Popolo a Roma per manifestare contro il Governo Gialloverde.

Il momento per il PD è forse il più critico degli ultimi dieci anni, e sembra che dopo il risultato pessimo del 4 marzo non sia in fase di ripresa dal punto di vista dei consensi.

Gli esponenti di partito si attaccano sul web e cercano di affermare le idee diverse che promuovono per rinnovare la comunità, e all’esterno il PD appare fratturato e poco saldo.

La grande partecipazione alla manifestazione però sembra dimostrare che la comunità esiste ed è motivata per un rinnovamento, chiedendo unità.

Abbiamo avvicinato un giovane ventenne del PD in piazza per capire le ragioni che lo hanno spinto a partecipare dopo il crollo alle elezioni del 4 marzo.

 

Decine di migliaia di sostenitori alla manifestazione del PD del 30 settembre, te lo aspettavi?

Onestamente? Si. Non solo l’affluenza, ma la partecipazione ha dimostrato che non sono vere tutte quelle accuse e dicerie sul fatto che il PD sia morto. Il PD c’è, eccome se c’è, forte ed orgoglioso del popolo e delle idee che rappresenta. È ovviamente indebolito, e per questo va rinnovato e serve partecipazione.

 

Ecco, a proposito di idee. È vero, c’è uno statuto chiaro con dei valori ben precisi, ma non credi che in questo momento ci sia necessità di rivederli e rinnovarli?

Si, in effetti con la velocità estrema con cui cambia la società oggi abbiamo bisogno di riscrivere una carta dei valori. Penso alle politiche giovanili, che mi riguardano più da vicino, alla sicurezza, all’economia. Cosa pensa il PD di tutto questo? Qual è la nuova linea guida che propone? Su questo probabilmente è stato poco chiaro nell’ultimo periodo perché il caos interno non permette di dialogare in maniera costruttiva. Ma ci sarà una conferenza programmatica a fine ottobre finalizzata proprio a questo.

 

Perché sei venuto a manifestare oggi? Qual è la ragione che ti spinge a voler combattere questo governo?

Sono venuto a manifestare perché il governo Gialloverde mi sta rubando il futuro, e il PD ancora non è in grado di rispondere in maniera chiara su tutti i temi. Sembra uno slogan, ma non è così. Accumulano debito, il che vuol dire che un domani mutui e prestiti costeranno di più. E per di più accumulano debiti per attuare misure che favoriscono il lavoro nero, penso al reddito di cittadinanza; e per favorire le partite iva con condoni fiscali.

Io combatto e manifesto perché credo in un’Italia dell’uguaglianza, dei diritti e delle pari opportunità.

 

In tutta questa situazione, quali sono secondo te le responsabilità del PD?

Tutti rispondono che le responsabilità del partito democratico sono stati nella carenza nelle doti comunicative, non sono d’accordo, o almeno non solo per questo. Dipende da cosa s’intende per comunicazione. Il PD ha attuato misure per i giovani, penso a 18app; misure culturali, penso ai musei gratis la domenica e ai fondi stanziati per il rinnovamento dei piccoli monumenti sparsi per le province; misure per accentuare il lavoro, penso al Jobs Act che ha favorito oggettivamente l’assunzione di un milione di persone, di cui la metà a tempo indeterminato.

Ora lei dirà: ok, ma allora perché si è perso?

Eh, perché di là facevano politica sulla lira e sull’air force di Renzi. Perché raccontavano un’Italia spaventata e invasa dai migranti, perché ci raccontavano come amici delle banche e dei poteri forti. Noi forse non abbiamo saputo rispondere, questo sì. Siamo sembrati lontani.

 

Ed il futuro del PD? Come lo vedi?

Sono positivo. È pieno di ragazzi come me che hanno voglia di mettersi in gioco, a disposizione del partito. Ci sono nuove idee. Basta litigare tra esponenti però. Ma posso dire una cosa? Meglio litigare che far finta che ci sia pluralità, o peggio, che emulare i sistemi verticalissimi degli altri partiti in cui uno comanda e gli altri obbediscono muti. Noi almeno dialoghiamo. Gli altri sono più furbi, non lo danno a vedere!

Chiedo però che quando il prossimo segretario verrà eletto il partito riconosca il suo ruolo e collabori con lui. Non che gli vada contro e che lavi i panni sporchi fuori casa. Qui si parla di lealtà.

Dopo di che, una volta che avremo un segretario, una carta dei valori rinnovata e una squadra chiara, sono sicuro che riusci

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