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Lobbying: regolamentare per garantire trasparenza

di Massimo Micucci, 15 Mar 2017

Pubblichiamo un articolo di Massimo Micucci autore, insieme a Santo Primavera, del libro “Trafficante sarà lei” che verrà presentato domani, giovedì 16 marzo, alle 17,30, presso Reti, via di Pietra 70. Alla discussione parteciperanno Marina Sereni, Vicepresidente della Camera, e Gennaro Migliore, Sottosegretario alla Giustizia, moderati da Massimo Bordin.

 

Il traffico di influenze illecite è stato definito (da Giuliano Cazzola) un “sarchiapone” giuridico. Oggi è un reato che “si porta molto” per indagare chiacchieroni e millantatori ed in effetti ha sostituito il millantato credito, ma è nato dall’ ipocrisia che accompagnò la Legge anti corruzione detta “Severino”.

L’adozione della Convenzione europea per la lotta alla corruzione, era cominciata con Berlusconi per fronteggiare gli scandali nelle regioni . L’Iter si chiuse, male e di corsa, col governo Monti perchè qualche “tecnico” era stato raggiunto da avvisi di garanzia. Fu il “penitenziagite” della politica che si stracciava le vesti contro se stessa. La prova? In alcune parti  (incandidabilità e altro) impicciò le cose per tutti: da Berlusconi a De Luca, fino all’ultimo dei candidati comunali e per questo pendono pesanti ricorsi in Corte Costituzionale.

Traffico di influenze illecite

Col “Traffico di Influenze illecite” si è voluta definire l’illiceità di un comportamento “prodromico” (sic) alla corruzione, attraverso condizioni (la relazione, “il vantaggio indebito promesso e la violazione degli doveri d’ufficio da parte del pubblico ufficiale su cui l’ influenza si esercita”) esterne allo stesso. Il paradosso è che non si è mai chiarito quale influenza sia lecita! Il diritto ad influenzare le decisioni della politica è sancito da diverse sentenze della Corte Costituzionale. Che l’attività di lobbying sia lecita lo chiarisce la stessa Convenzione Anti Corruzione e l’Ocse la considera essenziale per la democrazia.

Il libro “Trafficante sarà lei” racconta la tragedia annunciata di questo reato e, nella seconda edizione, i primi gravissimi danni provocati.  A partire dal caso “Tempa Rossa” che ha portato alle dimissioni della Ministra Guidi ed ha messo in piazza i nomi di altre persone. Tutti passati per le armi del processo mediatico, come trafficanti. Tutti assolti nel silenzio. Il “traffico di influenze” è fatto apposta per aprire indagini su chiunque abbia rapporti con la politica, per lo più senza poter poi dimostrare alcuna responsabilità. Ci si arriva per vie trasversali, intercettazioni per motivi diversi; non porta all’arresto perchè non è grave come la corruzione, ma espone senza rimedio alla pubblica opinione. Perché? Perché  in Italia una attività perfettamente legittima (quella di lobbying in questo caso)  è legale solo se è scritta in una legge.

Tempa Rossa

Siccome per vari motivi non se n’è mai voluta fare una che la disciplini, qualunque procura può sospettare che sia illecito telefonare, monitorare, chiedere o proporre un emendamento, informare o informarsi sull’esito un provvedimento, insomma esercitare il diritto di parola sulle leggi. Ci fosse stata una legge sulla attività di lobbying l’inchiesta forse Tempa Rossa non sarebbe mai cominciata. L’ombra lunga del pregiudizio sulla politica alla fine favorisce gli imbroglioni, i faccendieri e i lobbisti ombra. Se non c’è il modo di agire sotto gli occhi di tutti, chiunque può millantare un rapporto speciale (anche senza averlo) e alcuni saranno tentati di credergli. Il confronto aperto tra interessi privati e politica è  molto meglio del conflitto di interesse occulto ed è indispensabile perchè la politica funzioni meglio.

 

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