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Lobbying: una questione di democrazia

di Alberto Bitonti, 23 Apr 2017

Qualche giorno fa è stata presentato alla Camera dei Deputati il volume Lobbying in Europe. Public Affairs and the Lobbying Industry in 28 EU Countries (Palgrave Macmillan 2017), frutto di una ricerca internazionale mirante ad analizzare – in una prospettiva comparata – che cosa significa fare lobbying in ognuno dei paesi membri dell’Unione Europea, oltre che nella “bolla di Bruxelles” delle istituzioni comunitarie.

Lobbying in Italia, quanti pregiudizi

Quello del lobbying è un tema difficile da affrontare in Italia, soprattutto per i pregiudizi e i limiti culturali che tendono a riversare la parola lobbying in un calderone molto “colorato” fatto di poteri forti, centri di potere occulti non ben precisati (di solito con una spolverata di tecnocrazia e di massoneria, che non guasta mai), corporativismi e cospirazioni varie che “inquinerebbero” il “normale” processo democratico. Il fatto che molti giornalisti e molti politici, magari per attirare qualche click o qualche applauso in più, cavalchino questi pregiudizi di certo non aiuta una comprensione corretta del fenomeno.

È importante allora ribadire che le attività di lobbying – concepite nei termini corretti – hanno invece a che fare con la democratica espressione di punti di vista più o meno particolari, settoriali o generali, e con la possibilità che le diverse istanze sociali (di categorie professionali, associazioni non governative, imprese, gruppi di interesse vari), arrivino sul tavolo dei decisori pubblici. L’obiettivo di un giusto approccio a questo tema è naturalmente che proprio questi ultimi (i decisori pubblici ai vari livelli) possano prendere decisioni più informate, ragionate, in ultima istanza migliori.

È tempo di una normativa organica

Anche nel settore del lobbying e della rappresentanza di interessi, l’Italia può apprendere molto da un approccio comparato che prenda in considerazione cosa avviene negli altri paesi europei. Lezioni utili possono arrivare per esempio per il legislatore, quando si parla di regolamentare questo settore con una normativa organica sul lobbying. Capire cosa sta funzionando e cosa invece non va nei Paesi che hanno già intrapreso questa strada – come l’Austria, la Slovenia o il Regno Unito – ci permetterebbe di non fare gli stessi errori e di adottare soluzioni più avanzate e intelligenti.

I valori cardine della filosofia dell’open government (governo aperto), la trasparenza, la partecipazione, l’accountability, ci indicano la direzione giusta in questo senso.

Innovare il rapporto tra democrazia e suoi attori

Se si vuole combattere il populismo e la crisi di rappresentanza e di legittimazione che sta colpendo le democrazie di tutta Europa (e non solo), è necessario ripensare in parte il processo decisionale stesso, innovando il rapporto tra la democrazia stessa e i suoi attori, i suoi canali, i suoi strumenti, le sue regole. Si tratta di affrontare un problema antico – come migliorare i processi di governo ed elevare la qualità della legislazione e delle decisioni pubbliche – a fronte di soluzioni ed opportunità di cui oggi disponiamo anche grazie alla rivoluzione digitale.

La rappresentanza degli interessi tradizionale – legata ai partiti, ai sindacati, alle associazioni datoriali – è già cambiata da un pezzo; per questo è importante rimodulare l’idea della rappresentanza oggi, adattando le strutture della democrazia rappresentativa – che devono rimanere al centro del sistema con tutte le loro garanzie – ad un contesto più complesso e frammentato rispetto a quello del secolo scorso.

Registro dei lobbisti: qualcosa si sta muovendo

Iniziative come quella del Registro dei Lobbisti creato al Ministero dello Sviluppo Economico o come la sperimentazione del Regolamento sui lobbisti della Camera sono sicuramente due passi importanti compiuti in Italia nell’ultimo anno. Tuttavia la strada da compiere è ancora lunga: studiare i successi e soprattutto i fallimenti di chi in Europa, a Bruxelles e nei singoli Paesi membri, si sta occupando di questo problema è il primo passo verso la direzione giusta.

Proprio questo è l’intento della ricerca alla base del volume Lobbying in Europe. A fronte di pregiudizi, populismi, crisi di fiducia e disfunzioni della rappresentanza, ne va della qualità della democrazia.

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