Italia in Parlamento

Livorno, un altro guaio della giunta a Cinque stelle

di Simone Bacci, 21 Giu 2017

Riguardo Livorno, città sbandierata come un successo nazionale del buon governo a Cinque Stelle, avevamo già scritto dell’inconsistenza del cambiamento di Nogarin, avvenuto più per un caso fortuito che non per reali meriti del M5s.

Riguardo alle politiche messe in atto in questi tre anni di amministrazione pentastellata, abbiamo parlato degli slogan che accompagnano politiche inconsistenti sui rifiuti e della burla del reddito di cittadinanza cittadino, una misura palliativa che senza un piano del lavoro non serve ad altro che a rimandare la morte dell’economia di una città già in seria difficoltà.

Livorno, vetrina del M5s

Livorno è diventata da qualche tempo la vetrina nazionale del Movimento Cinque Stelle, una vetrina fatta di slogan e misure calate dall’alto per attrarre voti in vista delle prossime elezioni, ma la verità è che nel porto toscano tutto è fermo. Le attività produttive chiudono o faticano a crescere, l’amministrazione pensa alle attività di consumo mantenute da pensionati e dipendenti pubblici, Nogarin visita le aziende che chiudono, promettendo la difesa del lavoro, ma quando si tratta di pianificare e proporre, il sindaco addossa ogni responsabilità sul lavoro a regione e governo.

In questi mesi però a Livorno sono successe diverse cose che apparentemente non sembrano avere un nesso. Ma si sa, l’apparenza, specie in politica e soprattutto nel Movimento del garante Grillo, è quasi sempre da guardare con sospetto. Vale la pena ripercorrere le ultime vicende per capire meglio.

Il sindaco Nogarin

Nogarin è passato alle cronache nazionali come un genio dell’amministrazione pubblica soprattutto grazie al salvataggio della società partecipata dei rifiuti Aamps, società livornese con ben 42 milioni di debiti ereditati dalle giunte precedenti.

Se questo da una parte è vero, va detto anche che la soluzione proposta da Nogarin con il concordato preventivo di continuità, è stata un azzardo fortuito, un azzardo che è stato assistito scrupolosamente dai legali genovesi dello Studio Lanzalone.

Lo stesso studio che sta seguendo la vicenda dello stadio della Roma con Virginia Raggi. Lo stesso che ha partecipato, vinto e poi rinunciato alla gara per divenire l’advisor legale di Spil, un’altra società partecipata livornese che ha recentemente presentato la domanda di concordato preventivo.

La Spil e il patrimonio immobiliare del Comune

La vicenda di Spil è davvero oscura, una società che gestiva il patrimonio immobiliare del Comune, la società della grande industrializzazione, che è entrata in crisi soprattutto con un investimento scellerato come la creazione del Parcheggio Odeon, un parcheggio tutt’oggi quasi fantasma che ha generato un fiume di debiti.

I debiti si accumulano, le giunte cambiano, Nogarin promette di farne il volano dell’economia cittadina: “L’Eni livornese”, anche se forse si riferiva all’Iri, ma tralasciamo. Poi a inizio anno l’annuncio del concordato preventivo, e il 6 marzo avviene l’incredibile: il consiglio di amministrazione si dimette in massa. “Nessuna dichiarazione, motivi personali”. Tutti i vertici interpellati dalla stampa rispondono così. Tutto rimane nel silenzio, il verbale della riunione tutt’oggi nessuno l’ha visto. La solita trasparenza a Cinque Stelle.

Fin qui tutto regolare, ci sono però due fatti strani, che di per sé possono sembrare scollegati, tuttavia vale la pena di seguire il ragionamento.

La questione del Lungomare

Il sindaco Nogarin qualche mese fa ha annunciato che per prevenire e ridurre il rischio da incidenti stradali l’unica strada è quella di un restringimento della carreggiata sul Lungomare, precisamente su Viale Italia, una delle strade litoranee più suggestive d’Italia.

Al posto delle corsie ridotte, annuncia sempre il sindaco, saranno fatte piste ciclabili e dei parcheggi a lisca di pesce. Parcheggi a pagamento, notate bene. Subito scatta l’ira dei cittadini e dei residenti, che già hanno subito il duro colpo dato dal restringimento del primo tratto del lungomare, quello che va dalla Fortezza vecchia a Piazza Mazzini.

Tutto però tace di nuovo, e nel silenzio intanto ad essere restrinte, corredate da piste ciclabili e parcheggi a pagamento, sono altri tratti di strada della città come Via di Salviano, una strada già stretta che d’ora in poi avrà una sola corsia.

L’ordine del giorno del consiglio comunale

A fine maggio però arriva il secondo atto. La riforma Madia impone di apportare modifiche allo statuto delle società partecipate, così Nogarin mette all’ordine del giorno in Consiglio Comunale le modifiche all’oggetto sociale di Spil.

«Con questa modifica – spiega l’assessore Lemmetti – andiamo ad aggiungere alcune attività all’oggetto sociale della società», il piano è quello di inserire attività che in futuro generino flussi finanziari positivi per la società. Nel dettaglio però vediamo che nello statuto compare un capitolo che prevede per Spil: 1) la «gestione della sosta a raso ed in struttura»; 2) la «progettazione e l’attuazione di interventi e la partecipazione in qualsiasi modalità e forma a programmi e politiche inerenti la mobilità e l’ambiente».

In sostanza Spil si occuperà della gestione, e dunque delle entrate, dei parcheggi livornesi.

I Cinque Stelle votano la modifica dello statuto. Futuro, Città Diversa e Buongiorno Livorno votano no. Le altre forze di opposizione (Livorno libera, Pd, Forza Italia) scelgono il non voto. Il capogruppo Pd, Pietro Caruso, chiede trasparenza sulle dimissioni del Cda di Spil. Ad arrabbiarsi è Marco Cannito di Città Diversa, che pone l’accento sul come da “volano dell’economia livornese”, Spil si sia ridotta a gestire i parcheggi, “Un’attività che mette le mani nelle tasche dei cittadini”.

Fare cassa con i parcheggi

Ancora una volta al lavoro, alle attività produttive e al rilancio dell’industria, Nogarin sceglie di far cassa con i parcheggi. La lungimiranza a Cinque Stelle, ma non finisce qui. Il concordato preventivo di Spil dovrà essere presentato entro luglio, con una proroga di sessanta giorni, tuttavia la situazione finanziaria della società resta in grave difficoltà.

I fatti sono questi, ma al di là dei fatti e degli slogan, nei corridoi di Palazzo Civico gira la voce di un eventuale collegamento tra la riduzione delle strade per favorire i parcheggi a pagamento e la modifica dell’oggetto sociale di Spil. E che Nogarin potrebbe voler passare da grande risanatore di società partecipate, in vista delle prossime elezioni, e punterebbe a far pagare il fallimento di Spil con le entrate derivanti dai nuovi parcheggi.

E’ giusto peggiorare le nostre strade e il traffico, imbruttendo uno dei viali più belli della città e mettendo – seppur indirettamente – un’altra volta le mani nelle tasche dei cittadini?

Ancora una volta, l’amministrazione Nogarin per “tirare a campare” sta trascinando sempre di più una città nel baratro.

 

 

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