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La Link Campus e i grillini: nel 2013 la definivano ‘esamificio’

2 Mar 2018

Le ‘fantaministre‘ scelte da Di Maio per Interno e Difesa sono Paola Giannetakis e Elisabetta Trenta, due docenti della Link Campus University. Ma dallo stesso ateneo arriva anche Andrea Ferrigni, l’assessore designato per sport e politiche sociali scelto dalla candidata alla Regione Lazio Roberta Lombardi. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha dichiarato di essere orgoglioso delle eccellenze del suo fantomatico governo, ha detto che “Le persone che presento oggi non sono patrimonio di una forza politica ma del Paese, sono persone in linea con i valori in cui abbiamo creduto in tutti questi anni”. Peccato che il giudizio dei pentastellati sulla Link Campus University, dalla quale hanno attinto ‘eccellenze’ per ministeri chiave, non è sempre stato così positivo…

Sotto accusa il riconoscimento

Tra gli atti della Camera dei Deputati si può infatti trovare un’interrogazione parlamentare risalente al 17 luglio 2013 presentata da otto parlamentari del Movimento, tra cui Riccardo Nuti e Francesco D’Uva, in cui si chiedevano al Ministro dell’Istruzione e al Ministro per la coesione territoriale spiegazioni sullo status giuridico della Link Campus University e sulla società che la gestiva, la ‘Gestione link s.p.a.‘. Nell’interrogazione i parlamentari grillini citavano un articolo dal titolo ‘Il colpo di coda di Mariastella‘, firmato da Marina Boscanino, pubblicato su ‘Il Fatto Quotidiano’ il 29 novembre 2011. Nell’articolo si attaccava il Ministro dell’istruzione dell’ultimo governo Berlusconi, Mariastella Gelmini, per aver riconosciuto nell’ottobre del 2011 la Link Campus University come università italiana non statale senza la necessaria ispezione e approvazione dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione delle università e dei Comitati regionali di coordinamento). La decisione del Ministro secondo gli interroganti non era stata opportuna, considerato che il presidente della Link Campus University, Vincenzo Scotti, era stato collega di Governo della Gelmini come Sottosegretario agli affari esteri fino a due settimane prima e il ‘colpo di coda’ era stato nel riconoscimento dell’ateneo senza seguire le procedure standard a pochi giorni dalla caduta dell’esecutivo (Berlusconi rassegnò le dimissioni da Presidente del Consiglio il 12 novembre 2011).

L’interrogazione parlamentare

Entrati in Parlamento dopo le elezioni del 2013 ai grillini della ‘prima ora’ non sfuggì questo episodio, anche perché nel frattempo la Link Campus aveva cominciato ad ottenere fondi dallo Stato italiano sotto forma di borse di studio INPS per figli di dipendenti statali e finanziamenti europei assegnati con bando pubblico statale. Tutto questo in barba alla legge, perché il decreto del Ministero dell’Istruzione che aveva riconosciuto l’ateneo specificava all’articolo 2 che “il riconoscimento di cui all’articolo 1 non determina oneri a carico dei finanziamenti statali riservati alle Università non statali”. Le parole dei deputati del Movimento sono molto dure nei confronti della Link Campus University, accusata di essere inadempiente agli impegni contrattuali assunti perché non pagava gli stipendi dei docenti nonostante gli oltre 175 mila euro ottenuti dallo Stato della cui destinazione è lecito dubitare. Ma l’interrogazione si spinge oltre, arrivando a sostenere che “il moltiplicarsi di strutture formative private riconosciute dallo Stato rende un pessimo servizio sia agli studenti che spesso si trovano ad essere iscritti ad ‘esamifici’ inidonei a fornire una reale preparazione al mondo del lavoro, sia allo Stato stesso che vede distolte preziose risorse che dovrebbero essere investite nella formazione pubblica di qualità. Gli interroganti chiedevano di impedire il protrarsi della situazione ed accertare se vi fossero stati abusi nella gestione di contributi di origine comunitaria.

Ma di tempo ne è passato e ora il Movimento 5 Stelle da forza anti-sistema e di protesta si candida a guidare il Paese. E per farlo è pronta a costruire un esecutivo che ha come spina dorsale personalità ‘eccellenti’ che provengono da un’università che, riconosciuta dal governo Berlusconi in maniera ‘non opportuna’, era stata accusata di abusi nella gestione di fondi statali.

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