Italia in Parlamento

Lingotto: ritorno alla parola “noi”

di Massimo Micucci, 11 Mar 2017
Renzi apre il Lingotto’17 dalla “prima casa” del PD dove Veltroni lanciò il partito a vocazione maggioritaria.
Il “ritorno a casa” non ha nulla di nostalgico. La sfida lanciata da Matteo Renzi contro la sinistra della paura (destinata a perdere) è un discorso maturo, fatto ad una platea che vuole battersi e sa che, dopo il 4 dicembre, quella del PD sarà una traversata in territorio largamente ostile. Un leader che torna al “noi”, e punta sul ticket con Maurizio Martina, rivendica l’importanza di saper “portare le ferite”,  che prefigura un’ Europa aperta con chi ci sta, pensa ad un sistema di “cura” non assistenzialista (“in vista del reddito minimo si asciugano le richieste di prestiti d’onore”). A questa linea si addice un ambiente “no frills”, meno “leopoldino”, sobrio, impegnato. Nelle gare difficili e lunghe non basta l’allegria ed entusiasmo, ci vuole determinazione, lungimiranza lavoro di squadra e capacità di tenuta.

I seminari

Non più tavoli ma 12 seminari: Il Partito, la battaglia al populismo, la sfida delle città, fisco e innovazione, modello di sviluppo ecc. Interventi di 4 minuti, deputati e militanti che si interrogano in modo aperto e cercano vie innovative. Nel seminario sul Partito, ad esempio si interviene fino alle 23 e 30 anche con piccoli post-it su un grande Wall-Paper. Le esperienze dei circoli sono molto differenziate, insufficienti,  si rivendica apertura  ed una forte innovazione, un partito di elettori e non solo di iscritti, un’ integrazione forte con le tecnologie sociali. La “spaccatura” di questi anni, finalizzata solo a destabilizzare (o a dover difendere) il gruppo dirigente non ha aiutato nessuna apertura perché interessava solo chi sta dentro. Non un partito di piramidi ma una rete di reti, che raccorda comunità e idee, unita da un programma comune con la possibilità di contare e pesare nelle scelte di chi è eletto. Sono molte le differenze tra territori: città e provincia,  Sud e resto d’Italia, e la domanda che ci si pone è:  questo sistema da adesso sarà in grado di autoriformarsi? Per ora resta aperta anche nella seconda giornata di lavori.

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