Italia al Lavoro

Lingotto: nuovi diritti per il lavoro

di Marco Leonardi, 11 Mar 2017

Al tavolo “LAVORO DI CITTADINANZA” abbiamo parlato di come investire sulle capacità delle persone per sostenere la buona occupazione. Bisogna costruire nuovi diritti per un lavoro che cambia con la tecnologia e la globalizzazione. Bisogna costruire nuove occasioni di stabilità per un mondo del lavoro che si va polverizzando verso forme di lavoro autonomo o a termine o su piattaforma digitale. In questo brevissimo pezzo mi concentro sul lavoro dei giovani, i nuovi entrati in un mondo del lavoro che è già cambiato radicalmente da quello dei loro genitori.

Oggi spesso un giovane cambia lavoro e da autonomo diventa dipendente o viceversa. Il sistema vigente di formazione continua non sembra essere adatto ad accompagnare i giovani in lavori diversi. Un esempio di formazione portabile è stato introdotto in altri paesi europei, tra cui l’Olanda e la Francia. Da noi dobbiamo costruire un conto personale di formazione e di attività. L’idea potrebbe essere di fornire ogni giovane a 16 o 18 anni di una dotazione formativa (esempio 500 euro) a spese dello Stato.  Si tratta di un conto personale aperto che si accumula con il contributo delle aziende per cui il giovane lavora e che può spendere nelle fasi di transizione da un lavoro all’altro per corsi di formazione e riqualificazione individuati con standard di livello nazionale. In questo modo si risponde al lavoro che cambia con la tecnologia e la globalizzazione.

Decontribuzione selettiva

C’è poi l’esigenza di aiutare la creazione di lavoro stabile per i giovani. Il giovane che entra nel mercato del lavoro italiano si distingue in negativo per due caratteristiche rispetto ai suoi simili di altri paesi d’Europa. In primo luogo la transizione tra scuola e lavoro (o Università e lavoro) è particolarmente lunga: 14 mesi in media prima di trovare un lavoro qualunque (44 mesi prima di trovare un tempo indeterminato) mentre la media europea è 8 mesi. In secondo luogo, il salario di ingresso relativo al salario medio è particolarmente basso, molto più basso del salario d’ingresso dei suoi colleghi in Germania, Francia e UK. Oltre a realizzare pienamente la riforma sull’alternanza scuola lavoro si può agire con la decontribuzione selettiva per i giovani. I primi tre anni di contratto di lavoro a tempo indeterminato dei soli nuovi entrati nel mondo del lavoro potrebbero essere totalmente decontribuiti. La decontribuzione così non sarebbe un regalo alle imprese ma un diritto di ogni singolo giovane, un diritto portabile da azienda ad azienda fino al terzo anno.

Abbiamo poi parlato di politiche attive, di rapporto tra generazioni (la costruzione di una pensione di garanzia per i giovani) e di reddito di ultima istanza. Questi argomenti saranno approfonditi oggi pomeriggio.

 

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