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Cosa dice la lettera Ue all’Italia

18 Ott 2018

La Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera con la quale chiede chiarimenti sulla manovra economica 2019.

La prima cosa che sottolinea la lettera Ue all’Italia inviata oggi è che il 13 luglio 2018, si è votato e sottoscritto un documento, sconfessato poi tre mesi dopo con il Documento Programmatico di Bilancio (DPB).

 

La lettera Ue all’Italia

«Gentile Ministro» scrivono Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, rispettivamente il vicepresidente della Commissione Ue e il commissario agli Affari economici, «le scriviamo per consultarla sulle ragioni per cui i piani dell’Italia configurano una violazione grave e manifesta dalle raccomandazioni adottate dal Consiglio.

«La raccomandazione rivolta all’Italia sull’aggiustamento richiesto ai sensi del Patto di Stabilità e Crescita, è stata, come per tutti gli Stati Membri, approvata all’unanimità dal Consiglio europeo del 28 giugno 2018 e adottata dal Consiglio dei Ministri dell’Unione europea, compresa l’Italia, il 13 luglio 2018».

La lettera sembra quasi sottolineare quindi che la “fedeltà” al patto di stabilità non è stata firmata da governi precedenti o da governi non ancora insediati.

Quindi si passa alle cifre: il DPB prevede un’espansione fiscale prossima all’1% del Pil che avrebbe invece dovuto arrivare all’1,5%. Quindi si prevede un tasso nominale di crescita della spesa pubblica primaria netta del 2,7%, al di sopra dell’incremento massimo raccomandato.

Il deterioramento strutturale ricalcolato nel 2019 ammonta allo 0,8% del pil che corrisponde a una deviazione significativa rispetto allo 0,6% raccomandato dal Consiglio Ue il 13 luglio scorso.

Purtroppo il debito pubblico italiano è del 130% del pil, il che significa che i piani dell’Italia non garantirebbero il rispetto della regola di riduzione del debito concordata tra tutti gli Stati Membri.

 

La visita di Moscovici

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha già dichiarato che l’Italia cercherà di avviare un dialogo costruttivo con la Ue.

Nel pomeriggio il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici è arrivato in Italia e ha dichiarato: «gli italiani sono liberi nelle loro scelte democratiche e la commissione non è qui per proporre una contromanovra. Ma con la nostra lettera chiediamo al governo una manovra che si avvicini alle regole europee perché restare al 2,4% di deficit con uno scarto del deficit strutturale di un punto e mezzo e questo non è possibile, chiediamo una correzione.

Infine Moscovici ha dichiarato che le stime di crescita previste nel Def licenziato dal governo italiano sono “irrealistiche”. Il dialogo è appena iniziato.

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