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Tutti i numeri della manovra 2019

6 Nov 2018

Mentre continua il braccio di ferro tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e l’Europa, la legge di Bilancio arriva in parlamento.

Inizia infatti oggi l’iter di approvazione della legge di Bilancio con un occhio al giudizio dell’Europa.

Il “caso Italia” infatti è all’esame dell’Eurogruppo e il ministro italiano Giovanni Tria dovrà dimostrare agli altri 18 colleghi europei che la nostra manovra ha ottime ragioni per deviare.

Il novembre nero della legge di Bilancio

Novembre sarà un mese cruciale per la manovra 2019. Queste le date.

Le tappe italiane

La commissione Bilancio della Camera inizia l’esame della manovra 2019 con lo stralcio delle norme inammissibili stabilendo il calendario dei lavori. Nei prossimi giorni probabilmente si svolgeranno le audizioni, quindi verrà fissato il termine per gli emendamenti mentre le votazioni al testo dovrebbero partire tra martedì 20 e giovedì 22 novembre.

Tra il 29 e il 30 novembre quindi la manovra è attesa dall’aula di Montecitorio.

Le tappe europee

Bruxelles ha chiesto un nuovo testo rispetto alla manovra già presentata entro il 13 novembre con le motivazioni che starebbero dietro lo scostamento dagli obiettivi. Il parere definitivo della Commissione Ue dovrebbe poi arrivare entro il 21 novembre e da questo momento potrebbe essere avviata la procedura d’infrazione.

Entro dicembre la manovra dovrà essere approvata anche dal Senato in via definitiva e l’esecutivo spera di poter convocare un Consiglio dei ministri entro la fine dell’anno per approvare un decreto che includa il reddito di cittadinanza e la quota 100 della riforma delle pensioni.

 

Manovra 2019: Cosa contiene il testo che arriva in Parlamento

Il testo approdato in Parlamento, comprensivo della Relazione tecnica, contiene 115 articoli; escono di scena il reddito di cittadinanza e la riforma quota 100 delle pensioni che saranno inserite in un decreto ad hoc subito dopo l’approvazione della manovra.

In compenso c’è una certezza: Aumenteranno le tasse. La manovra 2019 e la relazione tecnica depositata in Parlamento che oggi inizia il suo iter in commissione Bilancio della Camera stabilisce introiti da giochi e tabacchi mentre dal 1° gennaio 2019 comuni e regioni potranno aumentare le addizionali Irpef e Imu.

Flat Tax per i professori che fanno ripetizioni. Arriva una tassa del 15% per gli insegnanti che fanno lezioni private e ripetizioni. Una norma che punta a combattere le ripetizioni private in nero. La tassa sarà sostitutiva delle addizionali regionali e comunali. I dipendenti pubblici che svolgono ripetizioni private dovranno comunicare all’amministrazione di appartenenza l’attività, per verificare eventuali incompatibilità. Si stima un recupero di circa 140 milioni l’anno.

Resta da capire quali saranno le misure volte a controllare il fenomeno, visto che gran parte delle ripetizioni vengono svolte da insegnanti precari o disoccupati.

Sgravi fiscali a chi assume neolaureati con 110 e lode e dottori di ricerca (giovani eccellenze); giovani under 30 con titoli conseguiti nell’ultimo anno (esclusi i laureati negli atenei telematici).

Il datore di lavoro avrà 12 mesi di esonero dai contributi previdenziali nel limite massimo di 8 mila euro per ogni assunzione.

Gli sgravi non saranno applicati ai rapporti di lavoro domestico, a datori di lavoro che nei 12 mesi precedenti abbiano proceduto a licenziamenti individuali.

Sigarette e sigari potrebbero aumentare di 10 centesimi a pacchetto con un introito per le casse dello Stato di circa 132 milioni.

Giochi: la manovra prevede un prelievo unico (Preu) sugli apparecchi per un introito di circa 239 milioni nel 2019. Il prelievo coinvolgerà i concessionari e i giocatori perché l’aumento porterà ad una riduzione del payout, vale a dire della somma vinta. Un ulteriore aggravio per i gestori sarà rappresentato dall’adeguamento degli apparecchi alle nuove disposizioni che probabilmente faranno slittare gli aumenti ad aprile 2019.

Taglio ai fondi extra-sanità e welfare per le Regioni: sale dal 30% all’80% per le regioni che non aboliranno i vitalizi.

Terreni gratis al terzo figlio. Per favorire la crescita demografica la manovra 2019 prevede l’affidamento in concessione gratuita per 20 anni alle famiglie che avranno il terzo figlio tra il 2019 e il 2021.

Il bonus terreno andrà anche a società costituite da giovani imprenditori agricoli che riservano un 30% del terreno a nuclei familiari con il terzo figlio in arrivo nel prossimo triennio.

Questi nuclei familiari potranno inoltre chiedere un mutuo fino a 200 mila euro per la durata di 20 anni con tasso zero per l’acquisto della prima casa in prossimità del terreno agricolo assegnato.

Per questo verrà istituito presso il Ministero delle Politiche agricole un fondo rotativo con 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni nel 2020. Per l’attuazione della norma comunque servirà un decreto interministeriale tra Politiche Agricole, Economia, Famiglia e Affari regionali che ne stabilità le regole, i criteri e le modalità di attuazione.

 

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