News

La scuola come motore di cittadinanza

di Mila Spicola, 21 Giu 2017

Non si placa (e meno male) la discussione sullo ius soli, cioè l’estensione del diritto di cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia e ha seguito un percorso di almeno cinque anni nella scuola italiana. Trattasi dunque non di ius soli in assoluto, ma di cosiddetto ius soli temperato: non basta nascere e cresce qua, ma è necessario, per acquisire la cittadinanza attiva, anche aver frequentato la scuola per almeno 5 anni.

Va chiarito intanto che nel nostro Paese, e me ne vanto, ogni bambino o bambina, a prescindere se venga dal Borneo o da via Catania a Palermo o sia un minore non accompagnato arrivato ieri, mettendo piede sul suolo italiano, viene condotto a scuola e riceve la stessa identica istruzione, formazione e sviluppo di conoscenze e competenze chiave per la cittadinanza di ogni altro bambino.

E’ già un dato di fatto e tale rimarrà, sia che la legge in discussione adesso venga o meno approvata. E’ un grande valore della nostra scuola, riconosciuto in sede internazionale: nei valori dell’inclusione a scuola infatti  siamo i primi al mondo. Inclusione che vale per tutte le differenze: economiche, di razza, di religione, di capacità, di sesso o orientamento sessuale, di opinione, di colore, di attitudini, di tutto quel che vi viene in testa. Nel sovrapporre in modo sano inclusione, integrazione e identità, nazionale, europea o interculturale, attraverso la scuola siamo primi al mondo.

Cerchiamo di capire perché tutto ciò è importante oggi, anche perché declina un modo preciso di intendere il valore civico e civile della scuola, oltre che culturale e sociale, nel costruire valori comuni di cittadinanza, che oggi sono nazionali, ma soprattutto europei, internazionali e globali.

La Scuola e i valori comuni, nazionali, europei e globali

La nostra scuola, ed è bene dirlo a quanti non lo sanno e ribadirlo a quanti lo dimenticano,  è il luogo dove, oltre ad acquisire conoscenze e competenze essenziali (leggere, scrivere e fare di conto e poi via via  dei saperi e poi via via verso discipline specialistiche per poi manifestare la propria personalità in un lavoro), si formano le conoscenze e  le competenze necessarie alla maggiore definizione della propria identità personale. Conoscenze e competenze poi sono inquadrate e relazionate non rispetto a se stessi ma rispetto alle comunità e all’esercizio della cittadinanza nelle comunità, nazionale, europea e internazionale, per tenere fede allo Stato di Diritto Sociale quale è delineato nella Costituzione.

Dentro la scuola si tenta di costruire una società basata su tutti i valori contenuti nelle nostre leggi che a loro volta derivano dalla fonte primaria, dalla bussola dei comportamenti collettivi che è la nostra Costituzione. L’insieme delle leggi e delle norme desunte dalla Carta sono dunque da conoscere ( come saperi) e da vivere e applicare (come saperi agiti, dunque compresi e condivisi, ovvero competenze).

La creazione di identità

Tra i compiti del nostro sistema d’istruzione non vi sono solo l’acquisire saperi belli ma astratti, studiando materie comuni, ma il creare una propria identità, individuale e nazionale, all’interno di un’identità comune e un senso di appartenenza europea, internazionale e globale; farlo in modo consapevole e cioè, trarre significato da ciò che si studia (ripeto: trarre significato da ciò che si studia, dalle scienze umane e dalle scienze matematiche e tecnologiche, che hanno valore transnazionale tra l’altro), crescere nelle regole per stare insieme agli altri, maturare una socialità e delle relazioni sane in ambiente protetto e guidato con uno sguardo aperto e internazionale, questo è il mandato importante e complesso affidato al nostro sistema d’istruzione.

Siamo italiani, siamo europei, siamo globali.

Un percorso durato 70 anni

Oggi, grazie a un percorso progressivo e illuminato avvenuto nella nostra scuola nell’arco di 70 anni, abbiamo acquisito, in forma non definitiva ma progressiva e  con vari provvedimenti, tutti i principi democratici contenuti nella nostra Carta: la consapevolezza dei diritti e dei doveri, l’inclusione delle differenze, il rispetto democratico e la lotta alle diseguaglianze attraverso l’abbattimento delle ignoranze e delle mancanze che limitano lo sviluppo pieno della personalità umana; abbiamo comparato i nostri obiettivi educativi e formativi all’interno degli obiettivi educativi e formativi comuni europei, allineandoci tutti alla normativa comune europea sulle competenze del 21 secolo per un apprendimento permanente.

Una normativa che l’Italia ha recepito in vario modo e la cui complessa applicazione (a cui fanno riferimento molti punti contenuti nella Buona Scuola, qualora li si analizzasse con occhi neutro) è in fieri. E rispetto agli obiettivi educativi e formativi mondiali, la nostra scuola lavora in relazione al mondo e col mondo, attraverso le rilevazioni nazionali e internazionali. Anche questo è costruire un’identità comune.

NOTIZIE CORRELATE

News

Cos’è BAT crypto, come funziona e come usare il browser Brave

9 Mag 2022

Basic Attention Token (BAT) è la crypto ufficiale di Brave, un browser open-source progettato appositamente per massimizzare la tutela della privacy degli utenti. Brave, basato sul progetto Chromium, sta diventando sempre più popolare tra gli utenti e tra gli inserzionisti

News

Cofanetti di attività per divertirsi durante le vacanze

21 Apr 2022

La parola vacanza non significa solo relax infinito sdraiato sulla sabbia a prendere il sole: se si guardano le nuove tendenze, si noterà facilmente che sempre più persone sono alla ricerca di esperienze adrenaliniche, che vogliono passare parte del loro

News

Una gita a Napoli: cosa fare durante un viaggio nella città del Sole

18 Feb 2022

Una terra ricca di sapori e vitalità: è la bella Napoli, che ospita i suoi abitanti ma anche molti turisti per soggiorni di varia lunghezza. Trascorrete giornate tra le tradizioni e la cultura partenopea che vi catturerà tra i vicoli