Bufale

La grande bufala dei nominati

di Dario Parrini, 5 Giu 2017

È un’impostura bella e buona la battaglia tutta ideologica e antipolitica sui presunti “nominati” condotta da alcuni organi di stampa del nostro Paese per screditare la legge elettorale di tipo tedesco che sta avanzando in seguito all’accordo tra le principali forze politiche.

Per consumare l’inganno si distorcono i fatti e si offre in pasto ai lettori una definizione contraffatta di “nominati”.

Una definizione in contrasto col buonsenso, con la politologia e con quanto ha stabilito la Corte Costituzionale.

Cosa significa “lista bloccata”

Una definizione tale da far apparire come sterco del demonio, e segno di protervia delle malefiche “segreterie dei partiti”, qualsiasi genere di lista bloccata.

Per questi mistificatori di professione, vanno considerati dei “nominati” anche gli eletti tratti da liste bloccate corte, stampate sulla scheda e perfettamente conoscibili e giudicabili dagli elettori (mentre tutti sanno che si può parlare di “nominati” solo quando si hanno liste bloccate lunghe come quelle del Porcellum, riferite ad ambiti territoriali molto estesi, e nascoste agli elettori perché non riportate sulla scheda).

Una sciocchezza così grossa, che mette sullo stesso piano un sistema elettorale in cui chi vota sa cosa sceglie e un altro in cui chi vota non sa cosa sceglie, in altri Paesi è inimmaginabile: chi la dicesse, o chi la scrivesse, verrebbe subito sepolto dalle risate, dal discredito e dall’accusa di essere un incompetente e un superficiale, o, peggio, una persona in malafede.

In Italia no, rilanciare una castroneria del genere (“se non ci sono le preferenze, allora abbiamo i nominati”) è diventato di moda.

E in molti si cimentano in questo esercizio.

Il sistema in altri paesi

Se fosse vero quel che questi signori vanno affermando, sarebbero “nominati”, per fare qualche esempio, tutti i 350 deputati spagnoli, tutti i 230 deputati portoghesi, 332 deputati tedeschi su 631, tutti i 329 deputati romeni. Possibile? No, non è possibile.

Nessuno, in questi Paesi, osa infilarsi in un dibattito sui “nominati” così platealmente infondato come quello che in tanti, da noi, tentano pervicacemente di alimentare.

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