Italia al Lavoro

L’Italia cresce dell’1,5% nel 2017, cala ancora la disoccupazione giovanile

1 Mar 2018

L’ISTAT ha rivisto al rialzo le stime di crescita basate sulla media dei quattro trimestri, da +1,4% a +1,5%: è il dato più alto dal 2010, con un incremento netto rispetto al 2016 del +0,6%. Il dato è perfettamente in linea con le previsioni del Governo nella nota di aggiornamento al DEF. Con la crescita del PIL scende il rapporto debito pubblico-PIL al 131,5% rispetto al 132,0% dell’anno precedente, il rapporto deficit-PIL (da 2,5% a 1,9%) e la pressione fiscale (da 42,7% a 42,4%). Sul fronte disoccupazione il tasso risale leggermente (+0,25) a fronte però di un aumento del 2,3% delle persone in cerca di lavoro. Record per disoccupazione giovanile, ai minimi dal 2011, ed occupazione femminile mai così alta.

Crescita rilevante

Perfetta coincidenza tra le stime governative e i dati registrati dall’ISTAT per quanto riguarda la crescita economica nel nostro paese: +1,5%, al massimo da sette anni. Le notizie sulla crescita del PIL si riflettono sugli altri indicatori macroeconomici che riguardano debito e deficit pubblico, con un’Italia che si conferma rispettosa dei parametri europei. Il modello italiano di spesa pubblica si conferma sostenibile anche guardando al dato dell’avanzo primario, cioè il surplus fiscale registrato dal bilancio pubblico al netto della spesa per gli interessi sul debito. Per l’ottavo anno consecutivo si registra un segno più, dell’1,9% nel 2017 rispetto all’1,5% del 2016.

La disoccupazione

È un bilancio positivo anche quello che riguarda l’occupazione giovanile, particolarmente atteso per valutare gli effetti degli sgravi sulle assunzioni entrati in vigore con la Legge di Stabilità 2018. Il tasso di disoccupazione giovanile cala dal 32,8% al 31,5%, facendo registrare il dato migliore dal dicembre 2011.  Record storico per l’occupazione femminile, con il tasso che sale al 49,3%, e per l’inattività delle donne che tocca il minimo assoluto (43,7%). Torna a crescere a gennaio il dato generale sul tasso di disoccupazione (+0,2%, da 10,9% a 11,1%) che però va raffrontato all’aumento del 2,3% (+64mila unità) delle persone in cerca di lavoro, non più considerati ‘inattivi’ ma appunto ‘disoccupati’. Il dato è segno di una maggiore fiducia degli italiani sulla congiuntura economica ed occupazionale, in un trend annuale che si conferma positivo (-147mila disoccupati).

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