Italia in Parlamento

Intercettazioni e legalità: qui è in gioco la civiltà di un popolo

di David Ermini, 20 Mag 2017

La pubblicazione di intercettazioni tra Tiziano Renzi e Matteo Renzi e quella tra Tiziano ed il proprio difensore aprono scenari inquietanti. Giudici ed avvocati alzano la loro voce per dire che tutto ciò è illegale. Ma questo non pare turbare chi continua tranquillamente a pubblicare atti processuali usciti illegittimamente dagli uffici della Procura. La legalità a corrente alternata è un atteggiamento tipico di chi non accetta un sistema di legalità formale e pretende di poter essere lui il soggetto che decide se una condotta sia lecita o meno.

Tipico atteggiamento da Marchese del Grillo. Decido io ciò che lecito e ciò che non lo è, quello che è vietato è quello che non lo è, quello che posso fare e quello che non posso fare. Gravissimo però è che si possa violare la legge con il concorso di pubblici ufficiali che hanno giurato fedeltà allo Stato. Stiamo assistendo ad una pagina inquietante ed oscura della storia della nostra Repubblica.

Lo stillicidio di notizie

Ci sono davvero pubblici ufficiali che decidono di colpire esponenti politici addirittura falsificando gli atti? E questo perché? Chi lo vuole? Esisteva un piano per colpire il governo di Matteo Renzi e lui personalmente? Come non ricordare lo stillicidio di notizie, peraltro relative a verbali datati ma ottimi per l’opinione pubblica per generare ombre e nebbia.

Abbiamo una magistratura solida che risponderà a queste domande e verso la quale dobbiamo abbiamo grande fiducia. Sarà importante il lavoro dei magistrati per conoscere chi consapevolmente e chi inconsapevolmente abbia preso parte a questo piano. Si vada fino in fondo per accertare la verità su tutto.

Dalla parte della giustizia

E decideranno i magistrati. Questa è la differenza tra chi sta dalla parte della Giustizia e invece chi sta dalla parte del giustizialismo…che la storia insegna prima o poi travolge anche chi lo ha fomentato. Il Presidente dell’ANM Albamonte ha affermato che la diffusione della telefonata tra Matteo Renzi e suo padre costituisce un reato e il Presidente delle Camere Penali Migliucci ha levato un grido di allarme per la pubblicazione della telefonata tra Tiziano Renzi ed il suo difensore.

Su questa seconda telefonata non è in gioco la solita discussione tra chi vuole pubblicare le intercettazioni o chi dice che devono rimanere segrete poiché la funzione del difensore è una garanzia costituzionale. Qui è in gioco la civiltà di un popolo. Quella civiltà che viene da lontano e che si fonda sui principi democratici.

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