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Inquinamento da plastica: quali le soluzioni?

19 Mar 2021

Sentiamo parlare sempre più spesso di inquinamento da plastica, ma in che cosa consiste e quali sono le soluzioni?

La plastica è ormai dappertutto, dalle cime innevate delle montagne agli oceani più sterminati e lontani dalla civilizzazione. E le micro particelle, dette anche microplastiche, hanno una diffusione talmente elevata da essere sopravanzate solo dai batteri.

Sin dagli anni ’50 l’uomo ha cominciato a produrre oggetti usando questo nuovo materiale, ignaro delle conseguenze che sarebbero andate a verificarsi a pochi decenni di distanza. Mentre i ricercatori in tutto il mondo usano le proprie competenze nel tentativo di trovare una soluzione per le tonnellate di plastica disseminate in tutti gli angoli del pianeta. L’unica soluzione davvero efficace per arrestare la sua diffusione è quella di limitarne la produzione e di provvedere a un riciclo vero. Anche se tante aziende utilizzano ormai materiali biodegradabili e un tipo di imballaggio ecosostenibile, il problema è complesso ed è globale, e una sua soluzione purtroppo richiederà tempo e tanti investimenti.

 

Di che cosa è fatta la plastica?

La plastica appartiene a quel gruppo di materiali chiamati polimeri, ossia molecole particolarmente lunghe che hanno la capacità di legarsi le une con le altre. I polimeri possono essere creati con materiali differenti e di tipo naturale, come il lattice, ad esempio. Ma nel caso della plastica prodotta  a livello industriale, la produzione avviene tramite l’utilizzo di materiali fossili, anche se di recente si sta verificando un’inversione di tendenza che sta privilegiando alternative meno nocive per l’ambiente.

I materiali biodegradabili  sono ormai sempre più diffusi, soprattutto per la produzione di oggetti di largo consumo come le posate, le cannucce, i piatti e bicchieri usa e getta, oltre alle confezioni di detersivi, prodotti per la casa e la cosmesi.

La base si questi materiali a basso impatto ambientale è spesso costituita da amidi naturali che vanno a degradarsi col tempo.
Si tratta, è bene rimarcarlo, di sostanze che non sono totalmente innocue per la natura, ma che hanno un un impatto ridotto su di essa, al contrario della plastica.

 

In quanto tempo si decompone la plastica?

Le tempistiche dipendono dal tipo di plastica e da dove va a finire. I batteri non amano cibarsi di plastica, quindi l’unico fattore che contribuisce alla sua decomposizione è il sole.

In assenza di contatto diretto coi raggi solari, le tempistiche sono destinate ad allungarsi. Parliamo anche di centinaia di anni. Se invece una busta o un bottiglia finisce in mare, con una esposizione molto lunga al sole, possono bastare anche 12 mesi.

Ovviamente la presenza di microplastiche non è un fattore positivo perché andranno a finire nel pesce che mangiamo e in tanti altri organismi, con effetti devastanti sull’intero ecosistema.

La plastica è nociva?

La plastica ha effetti deleteri sugli ecosistemi, in particolare quello marino, perché viene assimilata facilmente dalle specie che lo popolano, determinandone spesso la morte. Ma la plastica è nociva anche per l’essere umano.

Alcune ricerche hanno dimostrato che le sostanze chimiche presenti in alcuni materiali possono causare squilibri di tipo ormonale e possono influire negativamente sullo sviluppo e la crescita, soprattutto dei soggetti in tenera età.

 

Curiosità sull’inquinamento da plastica

Le cause della diffusione smodata di plastica nell’ambiente sono ben note ma, nonostante ciò, ognuno ha la tendenza ad addebitare le responsabilità a un soggetto anziché a un altro.

Ognuno ha diritto ad avere la propria opinione e il proprio convincimento, ma i fatti qui di seguito, al pari della necessità della riduzione della produzione di plastica e di comportamenti sostenibili, non possono essere messi in discussione.

  • La plastica va a finire nell’ambiente che ci circonda a causa di una gestione errata, sia personale che da parte degli addetti, della raccolta, e delle falle organizzative che dovrebbero portare allo smaltimento.
  • Attualmente esistono almeno 4 grandi distese di rifiuti che galleggiano negli oceani, contenenti ovviamente una enorme quantità di plastica.
  • Si stima che soltanto il 9% della plastica prodotta a livello mondiale venga riciclata correttamente. La rimanenza la ritroviamo quindi disseminata nella natura.

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