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M5s: la democrazia non alberga da queste parti

di Carmine Fotia, 17 Mar 2017

È fantastica la democrazia targata M5S. “Uno vale uno”, hanno strillato per anni, contrapponendosi alla odiata democrazia rappresentativa, in nome della bellissima democrazia diretta esercitata sul web. Basta un click e sei libero.  Finalmente i cittadini possono scegliere i loro “portavoce”. E possono praticare straordinari territori di libertà attraverso la rete, sussunta nel Blog di Beppe Grillo, che da’ loro voce.

Peccato che sia tutto falso. Una fake news di dimensioni gigantesche. Proviamo a mettere in fila i fatti degli ultimi giorni.

Le candidature grilline a Genova e Monza

La candidata sindaca scelta a Genova attraverso il voto in rete, Marika Cassamatis, che aveva prevalso su Luca Pirondini con 362 voti contro 338 (complessivamente hanno votato meno di 700 persone su una popolazione di quasi 600.000 abitanti. Praticamente i familiari e gli amici stretti dei candidati) è stata bocciata da Beppe Grillo, che le ha tolto la possibilità di utilizzare il simbolo.

Perché? Perché, lei e alcuni della sua lista “hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del M5S, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente in contenuti e la linea dei fuoriusciti…questa decisione è irrevocabile. Se qualcuno non capirà questa scelta, vi chiedo di fidarvi di me”. Ovvero, dall’uno vale uno di Beppe Grillo siamo passati  all’ “Io so’ io e voi nun siete un c…o” del Marchese del Grillo.

Se la rete sceglie una candidata sgradita al padre padrone del Movimento non vale, perché l’unico voto valido è quello che asseconda il suo volere. Espresso, per altro, da un Blog del quale lui non è responsabile, anche se il non-statuto del Movimento dice il contrario, perché, come hanno scritto i suoi difensori nella causa per calunnia intentata dal tesoriere del Pd per alcuni post infamanti, lui non risponde dei post anonimi.

Come avviene, invece, per chiunque sia responsabile di un media che deve rispondere di tutto ciò che è pubblicato.

Dunque, c’è un Movimento nel quale la decisione spetta unicamente al “capo politico”, ovvero Beppe Grillo, che esprime i suoi diktat attraverso un Blog che risponde direttamente a lui, ma solo quando gli fa comodo. Cioè, la responsabilità vale quando si emette un editto di espulsione, ma non vale quando si pubblicano commenti che insultano gli avversari politici.

180 voti per la candidatura di Di Maio

Prima c’era stata la vicenda di Monza, dove la candidata sindaca era stata eletta con 20 voti e che poi, “spontaneamente”, si è ritirata. Del resto, il candidato premier del Movimento, Luigi Di Maio, era stato nominato parlamentare con circa 180 voti e lui stesso aveva ammesso : “Ci siamo votati tra di noi, nella mia circoscrizione avranno votato 500 persone”.

Certo, gli è andata meglio di quando si era candidato al consiglio comunale di Pomigliano D’Arco, quando ottenne ben 59 voti, senza essere eletto.

La democrazia non alberga da queste parti. E tuttavia la febbre populista e giustizialista che corrode il nostro paese porta consensi.

Come attivare una diversa idea di partecipazione democratica

Non credo che per sconfiggere questa febbre possano bastare le parole. Serve attivare una diversa idea della partecipazione democratica. Giustamente ci indigniamo se nelle primarie dem ci sono deprecabili episodi di irregolarità, che vanno combattuti smantellando le filiere dei capibastone e ridando voce agli elettori.

Sarebbe bene, però, rivendicare l’orgoglio di una comunità politica che chiama alla decisione centinaia di migliaia di persone. Saranno un milione, due, tre?

Non ho la sfera magica, non lo so. Saranno certamente più di poche decine di click. E la loro scelta non sarà messa in discussione dalla decisione di un “capo politico”.

Benvenuti nel mondo democratico, dove uno vale veramente uno.

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