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Green jobs: cosa sono e perché sono la speranza del futuro

di Manuela Michelini, 1 Apr 2019

Le previsioni parlano chiaro. Dati alla mano entro il 2023 ogni 5 nuovi posti di lavoro in Italia 1 verrà proposto in un ambito ecosostenibile.

Il settore dell’occupazione quindi si tinge di verde, sorretto dalla crescita dei cosiddetti ‘green jobs’, ovvero l’insieme delle attività legate al rispetto dell’ambiente e al benessere individuale e soprattutto collettivo, con un’idea di crescita economica e sviluppo pulito, a sostegno della Terra e della natura.

La previsione si rivela interessante soprattutto a fronte di un aumento del tasso di disoccupazione, come fa rilevare l’Istat diffondendo i dati provvisori relativi al numero delle persone in cerca di occupazione.

A febbraio il tasso di disoccupazione è salito al 10,7%, con un aumento di 0,1 punti rispetto al mese di gennaio.

 

La crescita confermata dal Focus Censis – Confcoperative “Smart &Green, l’economia che genera futuro”

Ad attestare le prospettive di crescita nel settore ‘green’ sono i dati elaborati dal Sistema Informativo Exclesior, racchiusi nel Focus Censis – Confcoperative “Smart &Green, l’economia che genera futuro” presentato a Roma il 27 marzo.

La volontà di avvicinarsi a un’economia ‘pulita’, come sottolinea lo studio “sta determinando una modifica strutturale all’interno dell’occupazione nei paesi avanzati e in quelli emergenti”.

Poter disporre di competenze green e di tecnologie innovative in un settore come quello della sostenibilità “rappresentano alcune delle tante derive che stanno accompagnando la generale riconversione dei modi di produrre” chiarisce lo studio.

“Nel 2017 la stima economica degli effetti disastrosi di eventi collegati al cambiamento climatico ha raggiunto i 290 miliardi di euro – rileva Maurizio Gardini, presidente di Confrcooperative –.

In uno scenario di ulteriore riscaldamento, le stime convergono su una media annua compresa fra i 120 e i 190 miliardi di euro. Evitare tali costi, potrebbe incrementare, entro il 2050% il Pil dei paesi G20 del 4,7% netto”.

 

L’occupazione del futuro è verde: entro il 2023 in arrivo mezzo milione di nuovi posti di lavoro

La green economy sarà un pilastro importante a sostegno dell’occupazione in Italia così come nel resto del mondo.

Come si legge nel Focus Censis – Confcoperative entro il 2023 è previsto l’arrivo di circa mezzo milione di nuovi posti di lavoro da attribuire allo sviluppo della green economy, capace di creare maggiore occupazione rispetto ad altri settori di notevole rilevanza come quello del digitale e il comparto salute & benessere.

Messa a confronto con un settore tecnologicamente avanzato come quello digitale, che si presume però non permetterà di superare le 214mila assunzioni entro il 2023, l’economia verde sarà in grado di creare il 50% di occupazione in più.

Una vittoria interessante anche nei confronti della filiera dedicata alla salute e al benessere, che in fatto di previsione future non andrà oltre la quota globale delle 324mila assunzioni, superata dal 30% in più d’occupazione verde, che toccherà le 481mila unità.

 

Nuove opportunità di lavoro e carriera

I green jobs rappresentano un futuro concreto, soprattutto a fronte della necessità di generare nuova occupazione.

Non dimentichiamo infatti che le stime elaborate dal Fondo Monetario Internazionale in tema di crescita del Pil italiano considerano il fabbisogno in termini di nuova occupazione pari a circa 2 milioni e 542 mila unità.

Tra il 2019 e il 2013 il tasso di crescita occupazionale dovrà attestarsi sul 2,21% e i green jobs saranno in grado di supportare il bisogno di sviluppo.

I green jobs considerano prevalentemente un’occupazione legata al manifatturiero, all’agricoltura, all’amministrazione ai servizi e alla ricerca, offrendo in termini concreti un contributo essenziale all’ambiente.

Secondo Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, i settori economici che vantano una maggiore richiesta di lavoro verde sono quelli legati a:

. energia, acqua e rifiuti (34% dell’occupazione verde totale);

. costruzioni (27% del totale);

. servizi (17%);

. attività estrattive e manifattura (14%);

. agricoltura (8%).

Eurostat inoltre considera che oggi in Europa il 60% dei green jobs è legato ad attività di protezione ambientale, con l’intento di prevenire, ridurre o eliminare le varie forme di inquinamento, mentre il 40% è incentrato sulla gestione delle risorse naturali per preservarne il più possibile ed evitare che si esauriscano completamente.

 

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