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Giura il governo Conte II

5 Set 2019

Giura questa mattina davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il governo Conte II. Si tratta dell’esecutivo più giovane di sempre, con una media di 47 anni. 10 ministri per il Movimento 5 Stelle, 9 per il Partito Democratico, 1 di Liberi e Uguali e 1 tecnico. Il tecnico è Luciana Lamorgese, che andrà a sostituire Matteo Salvini agli Interni.

Questa la lista completa.

I ministri del governo Conte II

Ministero dell’Interno: Luciana Lamorgese (tecnico). Laureata in giurisprudenza, avvocato, ha lavorato alla prefettura di Varese e alla direzione generale del ministero dell’Interno. Nominata prefetto di Venezia nel 2010, è stata poi prefetto di Milano fino ad ottobre del 2018. Capo di gabinetto al Viminale con Angelino Alfano e Marco Minniti, ha sempre sostenuto politiche per l’accoglienza degli immigrati.

Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S). Laurea e dottorato di ricerca in Giurisprudenza, avvocato. eletto con il Movimento 5 Stelle nella XVII legislatura, è stato vicepresidente della commissione Giustizia. Già Guardasigilli con il governo Conte I, ha firmato la legge Spazzacorrotti, cavallo di battaglia del Movimento.

Ministro della Difesa: Lorenzo Guerini (PD). Eletto con il PD nella XVII e XVIII legislatura, è stato presidente del Copasir. Renziano di ferro, è stato presidente della Provincia di Lodi e sindaco della stessa città. Portavoce del Pd quando Renzi è stato eletto segretario, si è dimesso insieme a lui.

Ministero delle Infrastrutture: Paola De Micheli (PD). Prende il posto di Toninelli, laureata in Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano, ha lavorato come manager per il Consorzio Cooperativo Conserve Italia. Tra il 2017 e il 2018 è stata commissaria straordinaria alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia. Insieme ad Andrea Orlando, è vicesegretaria del PD.

Ministero delle Politiche Agricole: Teresa Bellanova (PD). Inizia come sindacalista dei braccianti con la Cgil in Puglia, poi diventa deputata e quindi senatrice del PD. Nel 2014 diventa sottosegretaria al Lavoro con il governo Renzi, quindi nel 2016 viceministro allo Sviluppo Economico con il governo Gentiloni. Ha seguito la vertenza Ilva.

Ministero dei Beni Culturali: Dario Franceschini (PD). Deputato dal 2001, Franceschini viene dalla Margherita e ha una lunga esperienza di governo (con Massimo D’Alema e con Giuliano Amato). Negli ultimi anni è stato ministro per i Rapporti con il Parlamento con il governo di Enrico Letta, quindi ministro dei Beni Culturali con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Dal 2018 è promotore del dialogo con il M5S.

Ministero dello Sviluppo Economico: Stefano Patuanelli (M5S). laurea in Ingegneria, capogruppo del M5S al Senato, è al suo primo mandato parlamentare. Prima dell’elezione, è stato attivo con il movimento sul territorio e dal 2011 al 2016 è stato consigliere comunale a Trieste.

Ministero del Lavoro: Nunzia Catalfo (M5S). Senatore del movimento al secondo mandato, è da sempre sostenitrice del Reddito di Cittadinanza e del Salario Minimo. Arriva dalla presidenza della commissione permanente Lavoro del Senato, ed è esperta nella selezione del personale e nell’orientamento lavorativo.

Ministro dell’Ambiente: Sergio Costa (M5S). Arriva dal Corpo Forestale dello Stato, comandante della Polizia provinciale di Napoli poi comandante del Corpo Forestale della regione Campania. Ha esperienza nella Direzione Nazionale Antimafia dove ha seguito le indagini riguardanti l’Ecomafia. Già ministro dell’Ambiente nel governo Conte I.

Ministro dell’Istruzione: Lorenzo Fioramonti (M5S). Arriva come viceministro dell’Istruzione con il governo Conte I, è professore ordinario di Economia Politica all’università di Pretoria in Sudafrica. Ha fatto da assistente parlamentare (a titolo gratuito) ad Antonio Di Pietro. È stato eletto come eurodeputato a maggio 2019 con il Movimento.

Ministero della Salute: Roberto Speranza (Leu). È il ministro in quota Liberi e Uguali, è segretario di Articolo 1, promotore della scissione con il PD nel 2017 in polemica con la segreteria di Matteo Renzi. Inizia l’esperienza con i Giovani Democratici all’epoca di Walter Veltroni, quindi diventa coordinatore regionale del Pd della Basilicata, quindi viene eletto deputato e nominato capogruppo alla Camera con Bersani nel 2013. Lascia l’incarico nel 2015 in dissenso con il neo-premier Matteo Renzi, è tornato in Parlamento nel 2018 con Liberi e Uguali.

Ministero dei Rapporti con il Parlamento: Federico D’Incà (M5S). Laurea in Economia, è entrato in Parlamento con la XVII legislatura, ricoprendo il ruolo di capogruppo alla Camera. Rieletto con la XVIII legislatura, ha ricoperto il ruolo di questore.

Ministero per il Mezzogiorno: Giuseppe Provenzano (PD). Ha una laurea e un dottorato al Sant’Anna di Pisa ed è vicedirettore dello Svimez. È stato consulente di Andrea Orlando quando era ministro dell’Ambiente e membro della direzione del PD. Nel 2018 ha rifiutato la candidatura alle politiche in polemica con il partito per essere stato posizionato in una posizione di lista non favorevole all’elezione. Con Nicola Zingaretti è arrivato alla segreteria nazionale ed è responsabile alle politiche del lavoro.

Ministero degli Affari Europei: Enzo Amendola (PD). È deputato al suo secondo mandato e già sottosegretario agli Affari Esteri con i governi Renzi e Gentiloni. Con Zingaretti è responsabile nazionale agli esteri per la segreteria PD; la sua esperienza politica nasce ai tempi dei Ds ed è considerato vicino a Massimo D’Alema.

Ministero degli Affari Regionali: Francesco Boccia (PD). La sua esperienza politica inizia con Romano Prodi che lo chiamò al Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali. È deputato da tre legislature. Da Nicola Zingaretti è stato nominato responsabile Economia e società digitale per il partito. Sua moglie, Nunzia De Girolamo è deputato di Forza Italia ed è stata ministro dell’Agricoltura con il governo di Enrico Letta.

Ministero Sport e Politiche Giovanili: Vincenzo Spadafora (M5S). il suo trascorso politico parte come segretario particolare di Andrea Losco, dell’Udeur, passa poi per la segreteria dei Verdi con Francesco Rutelli, quindi arriva al Movimento, diventando Garante dell’Infanzia. Nel 2016 entra nello staff di Luigi Di Maio e nel 2018 diventa deputato del M5S, quindi sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Nel corso del governo giallo-verde si è scontrato in più di una occasione con la Lega.

Ministero dell’Innovazione tecnologica: Paola Pisano (M5S). Già assessore all’Innovazione a Torino con la giunta Appendino, una laurea e un dottorato in Economia, Paola Pisano ha lavorato come docente universitaria in Italia e in Gran Bretagna. È stata direttrice del Centro di Innovazione tecnologica multidisciplinare all’Università di Torino, di cui attualmente dirige il laboratorio di Smart City. Da Luigi Di Maio le era stato chiesto di candidarsi alle europee, invito che ha declinato per completare il suo lavoro al comune di Torino.

Ministero della Pubblica Amministrazione: Fabiana Dadone (M5S). Eletta in Parlamento per il Movimento 5 Stelle con la XVII e con la XVIII legislatura, è stata membro della commissione Antimafia. È referente di Rousseau per la funzione Scudo della Rete e membro dei probiviri del movimento. È stata tra i primi firmatari del ricorso nei confronti della legge elettorale Italicum.

Ministero per le Pari Opportunità: Elena Bonetti (Pd). Laurea e dottorato in Matematica, è professoressa associata di analisi matematica all’Università di Milano, membro della direzione nazionale del PD, ha esperienza di associazionismo essendo stata educatrice scout in Agesci. Ha firmato l’appello insieme a Don Gallo per il riconoscimento delle unioni gay.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Lorenzo Fraccaro (M5S). Laurea in Giurisprudenza, è stato eletto deputato per il Movimento nella XVII legislatura svolgendo il ruolo di segretario dell’ufficio di presidenza alla Camera. Nel 2018 è stato rieletto a Montecitorio, quindi nominato ministro per i Rapporti con il Parlamento. È uno dei firmatari della legge di riforma costituzionale per introdurre il taglio dei parlamentari.

Ministero dell’Economia: Roberto Gualtieri (PD). Il fulcro del governo Conte II è il dicastero di via XX settembre, affidato a Roberto Gualtieri, politologo e storico, eletto al Parlamento europeo con il PD nel 2009, nel 2014 e nel 2019. A Bruxelles è stato presidente della Commissione per i problemi economici e monetari. La sua storia politica inizia con i DS: chiamato da Romano Prodi a far parte della commissione di saggi, ha redatto il Manifesto per la fondazione del Partito Democratico e dal 2008 fa parte della direzione nazionale dem. Suona benissimo la chitarra.

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