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Ema ad Amsterdam? Ecco perché è giusto fare ricorso

di Lia Quartapelle, 30 Gen 2018

Questione di salute

Una cosa deve essere chiara prima di affrontare qualunque discorso sulla prossima sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco: non stiamo parlando di una competizione tra città fine a se stessa, ma della salute di milioni di persone. In tutte le fasi della candidatura della città di Milano abbiamo sempre ripetuto che l’Ema dovesse andare in un luogo che ne assicurasse la piena funzionalità dal 30 marzo 2019, perché è troppo importante per il diritto alla salute dei cittadini europei che l’agenzia che autorizza i farmaci e sviluppa nuove cure non si fermi neppure per un giorno. Questo è il motivo per cui, quando la sede è stata assegnata ad Amsterdam, abbiamo accettato il risultato, nonostante per ben tre votazioni Milano abbia raccolto più voti delle altre città e sia stata battuta solo al sorteggio.

Amsterdam non è pronta

Oggi però scopriamo che Amsterdam non è pronta. Il palazzo che dovrebbe ospitare l’Ema ancora non c’è. E la soluzione transitoria proposta dagli olandesi non è sufficiente, perché dimezza lo spazio della sede attuale. Il trasferimento quindi si annuncia lento, complicato e pieno di ostacoli. Una serie di peregrinazioni tra sedi provvisorie e palazzi in costruzione che interromperebbe la funzionalità dell’agenzia. Parola di Guido Rasi, direttore dell’Ema.
Alla luce dell’impreparazione – e forse anche alla malafede del Governo olandese – appaiono davvero sorprendenti le dichiarazioni della portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, che ha tentato di difendere l’assegnazione ad Amsterdam parlando di una valutazione fatta “sulla base dei criteri decisi”. Finché hanno contato i criteri, Milano è arrivata sempre prima. Poi ha deciso la sorte, non il merito.

Le polemiche? Aiutano gli olandesi

Milano, al contrario di Amsterdam, è pronta e ha tutte le carte in regola per accogliere l’Ema. Esistono quindi tutti i presupposti per cui non solo il Governo italiano, ma anche le associazioni dei malati e il Gruppo farmaceutico dell’Ue siano preoccupati e facciano ricorso.
Come se non bastasse, la cosa peggiore che possa accadere sono le dichiarazioni del leader della Lega Matteo Salvini. Forse dimentica che, se siamo arrivati in finale con la candidatura di Milano, è stato soprattutto grazie al lavoro di squadra fatto da Comune, Regione e Governo, che hanno saputo dimostrare una compattezza e una forza che gli altri paesi non avevano. Anche se siamo in campagna elettorale, dobbiamo ritrovare quell’unità che ci ha permesso di raggiungere un’obiettivo così importante. Se vogliamo aiutare gli olandesi, la prima cosa da fare è attaccare il Governo italiano e mostrarci divisi.
Se vuole insistere con la sua sterile polemica, quindi, Salvini sappia che lo sta facendo a spese della salute dei cittadini europei.

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