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Elezioni europee: dove siederanno i rappresentanti italiani

di Giovanni Crisanti, 21 Mag 2019

Manca ormai meno di una settimana al 26 maggio, data in cui i cittadini di tutta Europa saranno chiamati alle urne per esprimere le tre preferenze in relazione ai propri rappresentati al Parlamento Europeo. 73 seggi spetteranno all’Italia su un totale di 751, un dato importante che mostra quanto il nostro Paese abbia un ruolo fondamentale nelle decisioni nell’ambito dell’UE.

Non sarà però la nazionalità ad organizzare i seggi dei parlamentari italiani, ma il loro gruppo politico, affiliato al partito italiano di provenienza. Ecco allora un breve vademecum per capire dove siederanno i parlamentari europei.

 

Cos’è e come si forma un gruppo politico?

Un gruppo politico è comparabile ai gruppi parlamentari di Camera e Senato: una serie di europarlamentari che hanno posizioni simili ed idee comuni, che tendenzialmente andranno a votare le stesse leggi. Nel Trattato sull’Unione europea si definiscono i gruppi e il loro ruolo di promuovere e formare una coscienza politica europea, oltre che la rappresentanza del volere dei cittadini dell’Unione.

Per essere definito tale, un gruppo dev’essere composto da un minimo di 25 deputati, provenienti da un minimo di un quarto degli Stati membri. I gruppi politici europei non sono partiti politici transnazionali, ma schieramenti di deputati appartenenti a partiti politici nazionali che si definiscono per affinità politica.

Il gruppo è inoltre incaricato di scegliere un candidato per la presidenza della Commissione Europea.

Di quali gruppi europei fanno parte i partiti italiani?

Il Parlamento Europeo si compone di 8 gruppi. Vediamo quali sono e le affiliazioni con i partiti italiani:

Il Partito Popolare Europeo, gruppo di maggioranza relativa all’Europarlamento dal 1999. Il PPE rappresenta il centro-destra, in particolare ne fanno parte i partiti conservatori e cristiano-democratici. Forza Italia sarà il gruppo italiano a par parte del PPE, insieme al partito di Angela Merkel, i Repubblicani francesi, il partito dell’Ungheria di Orbàn e il Partito Popolare spagnolo.

L’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (S&D) è il secondo gruppo di maggioranza, che nell’ultima legislatura ha coperto circa il 25% dei seggi all’Europarlamento. È il partito del centro-sinistra socialdemocratico e progressista, e ne fa parte il Partito Democratico dall’inizio della segreteria Renzi, insieme a Sinistra Italiana. Fra gli altri, ci sono i Socialisti francesi e tedeschi e il Labour party britannico.

Un gruppo che probabilmente è destinato a crescere è quello dei nazionalisti Europa delle Nazioni e della Libertà, di cui fanno parte la Lega con Matteo Salvini e Marine Le Pen;

L’Alleanza dei Democratici e dei Liberai per l’Europa, conosciuto maggiormente come ALDE, è il gruppo che sottolinea il suo carattere europeista e favorevole al libero mercato. In Italia aderirà PiùEuropa se raggiungerà il 4% dei voti il 26 maggio. Tra gli altri, vi partecipa En Marche di Emmanuel Macron.

Rimangono poi altri gruppi minori: l’Europa delle Libertà e della Democrazia Diretta, di cui finora ha fatto parte il Movimento Cinque Stelle, il gruppo di Sinistra Unitaria Europea e i Verdi.

Per i grillini il futuro è diverso, infatti Di Maio si sta schierando al fianco del finlandese Liike Nyt, imprenditore diventato conosciuto per aver partecipato ad un talent show come giudice, il polacco Kujiz’15 e il croato Zad, che come il M5S non ha una delineazione politica (dichiarata né di destra, né di sinistra). Insomma, un gruppo che si caratterizza per il suo euroscetticismo, e di cui non sapremo molto prima delle formazioni del parlamento in termini di posizioni e politiche.

Queste sono le attuali formazioni dei gruppi dell’Europarlamento, non resta che aspettare le elezioni di domenica 26 maggio per vedere come cambieranno e se le nuove polarizzazioni porteranno ad un netto cambio di deriva nella gestione dell’Unione Europea.

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